Esecutivo, Giorgia Meloni conferma la linea della fermezza sul caso-Cospito e sul pericolo-anarchici

Esecutivo, Giorgia Meloni conferma la linea della fermezza sul caso-Cospito e sul pericolo-anarchici

Esecutivo, Giorgia Meloni conferma la linea della fermezza sul caso-Cospito e sul pericolo-anarchici


Ma sull’autonomia la premier avverte gli alleati di governo: “Remiamo insieme per un Paese unito, no a cittadini di serie A e di serie B”. A Palazzo Chigi incontro con Michel: “Sui migranti non lasciate sola l’Italia, è in gioco la sicurezza dell’Europa”

Nel Cdm si è svolta l’informativa sul caso-Cospito e il pericolo anarchici dei ministri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Tajani), dell'Interno (Piantedosi) e della Giustizia (Nordio). In sostanza, verrà rafforzata la sicurezza delle nostre sedi diplomatiche all'estero, e gli attentati certamente preoccupano, ma questo non significa che il governo sia disposto a trattare con chi usa la violenza, “è inaccettabile”.


Cospito

Lo ricordiamo, l’anarchico, detenuto in regime di 41 bis, da oltre 100 giorni rifiuta il cibo (oggi è stato trasferito nel carcere milanese di Opera per ricevere tutte le cure necessarie): Cospito è stato condannato per la gambizzazione di un dirigente Ansaldo, e per il fallito attentato ad una caserma. Il ministro della Giustizia Nordio avrebbe la facoltà di revocare il 41 bis, cioè il carcere duro, previsto pure per i reati di mafia, ed è questo l’appello che arriva da più parti, a partire dal Pd. Ma il ministro Piantedosi ribadisce che “il soggetto è pericoloso”, e pure il premier Giorgia Meloni stamani ha ripetuto che lo Stato non si deve fare intimidire da chi pensa di minacciare i suoi funzionari. Parole riferite anche agli attentatori delle sedi diplomatiche italiane a Berlino e Barcellona, i quali chiedono proprio la scarcerazione di Cospito. Il Guardasigilli intanto ha tempo fino al 12 febbraio per rispondere alla richiesta di revoca del 41 bis, già presentata ufficialmente dai legali dell’anarchico; in caso di silenzio la domanda di revoca deve ritenersi respinta.


Premier

Tutto quando dal palco della Nuvola a Roma, durante un convegno organizzato da Poste Italiane, è tornata a parlare la stessa premier. E allora, remare insieme, accantonare beghe e personalismi. Prendere esempio dall'amministrazione dei sindaci dei Comuni sotto i 15mila abitanti, quelli che fanno praticamente di tutto e che incontrano faccia a faccia ogni giorno i loro concittadini. Soprattutto, rivolgersi a un Paese unito e unico, con il dovere di assicurare a tutti gli stessi diritti, gli stessi servizi. Giorgia Meloni parla così alla platea dei sindaci appunto sotto i 15 mila abitanti, raccolti a migliaia da Poste Italiane per il lancio del progetto Polis, ma non parla solo a loro. "L'Italia è una sola, unica e unita", scandisce il presidente del Consiglio che garantisce sull'impegno per la coesione del Paese e assicura al contempo che "non ci saranno cittadini e aree del Paese di serie A e di serie B". Sottolineatura di non poco conto in un momento di riforme e di timori di scelte a velocità diversificate.


Il messaggio

"Il messaggio che si manda con questa iniziativa è che vogliamo unire l'Italia, rafforzare i legami tra le zone centrali e le aree interne e ricucire il tessuto tra le città più grandi e quelle più piccole", dice allora Meloni che promette: "Vogliamo garantire a tutti i cittadini, indipendentemente da dove vivono o lavorano, lo stesso identico diritto ad accedere ai servizi in maniera semplice e veloce". "Non ci rassegniamo all'idea che ci siano cittadini di serie A e di serie B, territori di serie A e di serie B, servizi - rimarca ancora - di serie A e di serie B". Parla, il presidente del Consiglio di "una sola Italia, con servizi uguali per tutti e diritti uguali per tutti, una sola Italia nella quale lo Stato e le sue articolazioni si mettono insieme al servizio dei cittadini, invece di considerare, come a volte è accaduto, che i cittadini fossero al servizio delle istituzioni". "Una sola Italia - riprende - nella quale nessuno possa sentirsi escluso, o figlio di un dio minore, o abbandonato dalle istituzioni. Una sola Italia che lavora insieme per essere più moderna e inclusiva".


L’affondo

"Di fronte alle sfide che abbiamo davanti, tutti i livelli istituzionali devono darsi lealmente aiuto a vicenda. Nel tempo che viviamo, nella congiuntura in cui siamo chiamati a operare penso che non ci sia spazio per personalismi, per le piccole beghe politiche sulla pelle dei cittadini", è l'affondo a tutto tondo che arriva allora da Meloni. "Penso - riprende - che si debba lavorare tutti insieme, con lealtà, nel rispetto delle differenze ovviamente, perché questa nazione ha bisogno della responsabilità della sua classe dirigente". "Questa Nazione può ancora essere moderna, un esempio da seguire per gli altri, un modello che gli altri copino", esorta ancora Meloni dicendo che "abbiamo insegnato tanto ma l'Italia può ancora insegnare tanto e non dobbiamo dimenticarlo".


Michel

Ma non è tutto. Un nuovo appello affinché l'Italia "non sia lasciata sola" sulla questione migranti. Tanto più ora che il tema, secondo la premier Giorgia Meloni, è legato "alla sicurezza". La presidente del Consiglio torna anche sull'immigrazione a pochi giorni dal consiglio europeo. Lo fa a Palazzo Chigi, al termine di un faccia a faccia col presidente del Consiglio europeo Charles Michel durante il quale si toccano diversi temi, non solo i migranti. Che restano comunque un argomento cruciale insieme all'economia. "L'Europa - afferma Meloni - deve difendere le proprie imprese con coraggio. Dobbiamo semplificare gli strumenti esistenti con la flessibilità sui fondi europei. L'obiettivo deve essere quello di sostenere le imprese senza indebolire il mercato unico. Serve coraggio anche sulla realizzazione di strumenti come il fondo sovrano". "Sull'immigrazione - aggiunge - riteniamo che sia fondamentale avanzare con urgenza verso soluzione europea per un problema che è europeo. Ci deve essere consapevolezza che l'Italia non può affrontare da sola questa materia che è legata, in particolar modo oggi, alla sicurezza. A nessuno conviene dividersi su questo tema si farebbe un favore ai trafficanti di esseri umani. L'impegno verso l'Africa deve essere di tutta l'unione su questo mi sembra ci siano segnali buoni". Superato, al momento, l'inciampo con la Francia di Emmanuel Macron, la premier insiste sulla necessità di decidere insieme: "A nessuno conviene dividersi su un tema come le migrazioni, significherebbe fare un regalo ai trafficanti di esseri umani". Risponde subito Michel: "Faccio gli auguri alla presidente del Consiglio Meloni e la ringrazio per la cooperazione franca e sincera basata sugli interessi italiani ma anche sulla volontà di tutelare l'Unione Europea. Quando l'Unione europea sta bene anche l'Italia sta bene", ha aggiunto. Nel vertice a Palazzo Chigi si parla anche di aiuti di stato, specie dopo la decisione degli Usa che hanno previsto sussidi alle imprese americane con l'Inflation Reduction Act varato dall'amministrazione Biden. "L'Europa deve proteggere le sue imprese e deve farlo con coraggio - le parole di Meloni nel punto stampa seguito al faccia a faccia - Secondo la posizione italiana significa soprattutto flessibilità sui fondi esistenti. Serve cautela sul rilassamento delle regole sugli aiuti di Stato, l'obiettivo è sostenere le imprese senza rischiare di indebolire il mercato unico. Serve il coraggio - ha aggiunto - di realizzare strumenti come un fondo sovrano europeo". Infine anche la guerra in Ucraina: "Al Consiglio europeo sarà fondamentale riaffermare la costante e forte coesione europea nel sostegno a Kiev", ha insistito Meloni.

 


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