Governo, Draghi firma il Dpcm, gli statali tornano in ufficio dal 15 ottobre: sportelli riaperti

24 settembre 2021, ore 19:30

Intanto l'analisi settimanale dell'Istituto superiore di Sanità dice che si torna sotto la soglia di rischio, ossia 45 casi per 100 mila abitanti. L'indice RT scende da 0,85 a 0,82. E lieve calo pure nelle terapie intensive, e nelle aree non critiche

Dal 15 ottobre i dipendenti pubblici dovranno tornare a lavorare in ufficio. La decisione è stata presa dal presidente del Consiglio Mario Draghi che oggi ha firmato un apposito Decreto della presidenza del Consiglio dei ministri (Dpcm). Nel testo viene precisato che «la modalità ordinaria di lavoro nelle Pubbliche amministrazioni dal 15 ottobre torna ad essere quella in presenza».


Il provvedimento

Il provvedimento chiarisce che «le pubbliche amministrazioni assicureranno che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza, nel rispetto delle misure anti Covid-19».
Era stato il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ad annunciare che lo smart working sarebbe stato ridotto al massimo al 15 per cento dopo l’approvazione del decreto che impone l’obbligo di green pass per tutti i lavoratori, e questo provvedimento rende possibile la riorganizzazione negli uffici.
Il primo passo sarà la riapertura degli sportelli aperti al pubblico che adesso sono stati invece nella maggior parte chiusi – prevedendo soltanto la possibilità di usufruire dei servizi su prenotazione – proprio per evitare che si creino assembramenti e code.


Il lavoro agile

Nei giorni scorsi, il ministro Brunetta aveva annunciato che «tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile: ci vorrà un pacchetto organizzativo parallelo al lavoro in presenza sul lavoro da remoto».
Il lavoro agile dovrebbe essere limitato solo a «processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità».
Secondo una bozza condivisa il 15 settembre scorso dall’Aran ai sindacati, l’accordo sullo smart working sarà individuale e andranno concordati la durata, le giornate di lavoro a distanza, il luogo dove lavorare (che non potrà essere al di fuori dei confini nazionali). Il tempo di lavoro potrebbe essere diviso in tre fasce: operatività, contattabilità e inoperabilità, e durante quest’ultima il lavoratore avrà diritto alla disconnessione completa.
L’accesso allo smart working dovrebbe essere facilitato per chi si trova in determinate condizioni, come i genitori con figli minori di 3 anni o disabili, o lavoratori con disabilità.


L’ISS

Intanto l'analisi settimanale dell'Istituto superiore di Sanità dice che si torna sotto la soglia di rischio, ovvero 45 casi per 100 mila abitanti. L'indice RT nel periodo 1-14 settembre scende da 0,85 a 0,82. Lieve calo pure nelle terapie intensive, e nelle aree non critiche. Difatti, Sono solo 4 le Regioni o province autonome classificate a rischio moderato: Piemonte, Bolzano, Trento e Valle d'Aosta. Le restanti 17 tutte a rischio basso. In Sicilia, Bolzano e Calabria il valore più alto dell'incidenza casi. Insomma, l’Iss descrive come buona la situazione dell'andamento dell'epidemia in Italia, e c'è anche una certa decongestione dei reparti ospedalieri. La curva dunque sta lentamente decrescendo, e questo vale anche per le fasce più giovani tranne i piccoli, 0-9 anni, dove non c'è decremento. Nel frattempo un circolare del ministero della Salute raccomanda la vaccinazione anche alle donne in gravidanza e pure durante l'allattamento.
Tutto quando gli artisti per gli spettacoli al chiuso chiedono una data certa per la ripartenza (con capienza al 100 per cento, green pass, mascherina obbligatoria e controllo della temperatura corporea) e il sottosegretario alla Salute Costa parla dell’ipotesi di riduzione della quarantena nelle scuole.
Governo, Draghi firma il Dpcm, gli statali tornano in ufficio dal 15 ottobre: sportelli riaperti
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