Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi

Governo, la premier Meloni in Parlamento: dall’Ucraina all’Iran, il piano italiano per i dossier caldi Photo Credit: AnsaFoto.it/Fabio Frustaci


“La linea non cambia, sostegno a Kiev e pressione su Mosca. Ma anche meno formati che si sovrappongono e che non hanno legittimità per parlare per l’Unione europea”. In aula ecco la dura critica della presidente del Consiglio al formato E3 Macron-Starmer-Merz

Ucraina, Medio Oriente, energia, immigrazione e bilancio europeo: la presidente del Consiglio Giorgia MELONI ha illustrato oggi in Parlamento la posizione italiana in vista del prossimo Consiglio europeo, tracciando un quadro articolato delle priorità del governo su tutti i principali dossier internazionali e comunitari.

Ucraina

Sul conflitto in Ucraina, MELONI ha ribadito il pieno sostegno a Kiev e la necessità del ventesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, ma ha avvertito che "la fermezza da sola non basta più". Secondo la premier, l'Europa deve avviare una riflessione "comune e pragmatica" sui canali di interazione con Mosca, evitando che la determinazione si trasformi in "cecità diplomatica". Ha proposto di individuare una figura autorevole in grado di rappresentare unitariamente gli interessi europei al tavolo negoziale, criticando la proliferazione di formati paralleli che rischiano di produrre "frammentazione, confusione e debolezza". Sul piano militare, ha ricordato che dal primo gennaio 2026 la Russia non ha incrementato la percentuale di territorio ucraino sotto il suo controllo, attribuendo il risultato alla resistenza ucraina e al sostegno degli alleati.

Medio Oriente

Sulla crisi in Medio Oriente, MELONI ha dichiarato "inaccettabile" qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole che garantiscono il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "La libertà di navigazione è un bene comune mondiale e non può essere piegata a logiche di ricatto", ha detto, annunciando la disponibilità italiana a contribuire agli sforzi internazionali per ripristinare la sicurezza marittima, sempre "in un quadro post conflitto, con finalità esclusivamente difensive". Sull'Iran, la premier ha delineato un approccio a doppio binario: alleggerimento graduale delle sanzioni se Teheran dimostrerà "con i fatti" un cambio di rotta, maggiore pressione in caso contrario. "La strada della cooperazione può produrre benefici, la strada della destabilizzazione produce conseguenze", ha sintetizzato. MELONI ha espresso "grande preoccupazione" per i bombardamenti su Beirut e ha definito inaccettabile ogni attacco contro la missione Unifil, alla quale partecipa il contingente italiano. Ha sostenuto il percorso politico del presidente libanese Joseph Aoun e indicato le condizioni per una soluzione duratura: disarmo di Hezbollah, ritiro israeliano dal Sud del Libano e pieno esercizio della sovranità statale libanese. La premier ha respinto l'ipotesi di sospendere l'Accordo di Associazione UE-Israele, definendo controproducente isolare la società civile israeliana perché rafforzerebbe "le posizioni più estremiste". Ha invece chiesto sanzioni nei confronti del ministro Itamar Ben Gvir, le cui dichiarazioni sull'Italia ha definito "inaccettabili per l'Italia, ma anche poco dignitose per Israele".

Energia

Sul fronte energetico, MELONI ha rivendicato il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile come "la vera soluzione alla dipendenza energetica nel medio e lungo periodo" e ha annunciato che l'Italia ha raggiunto il massimo storico di produzione elettrica da rinnovabili. Ha inoltre reso noto che l'Italia ha ottenuto l'attivazione della "National Escape Clause", che consentirà di investire 14 miliardi di euro nei prossimi tre anni per mitigare il caro energia. Sul sistema ETS, ha chiesto al Parlamento un mandato chiaro per opporsi a modifiche che potrebbero "bloccare il meccanismo invece di semplificarlo".

Immigrazione

Infine, sull'immigrazione, MELONI ha definito "storico" l'accordo raggiunto a Bruxelles sul nuovo regolamento europeo sui rimpatri, presentandolo come l'estensione del modello Italia-Albania all'intera Unione. Ha poi attaccato il meccanismo della condizionalità dei fondi UE basato sulla Relazione sullo Stato di diritto, definendo inaccettabile che "un documento informale predisposto da funzionari" possa bloccare l'erogazione di fondi a uno Stato membro senza contraddittorio. In chiusura, la premier ha reso noto di aver scritto ai vertici europei chiedendo un rafforzamento del coordinamento alle frontiere in risposta al focolaio di Ebola in Congo e Uganda. E sul fronte della difesa, ha annunciato che l'Italia si presenterà al prossimo vertice NATO con una spesa pari al 2,8% del PIL, in aumento dello 0,71% rispetto all'anno precedente. 


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