Governo, Meloni alla cabina di regia del Piano Mattei: “In Egitto memorandum Ue e intese bilaterali”

Governo, Meloni alla cabina di regia del Piano Mattei: “In Egitto memorandum Ue e intese bilaterali”

Governo, Meloni alla cabina di regia del Piano Mattei: “In Egitto memorandum Ue e intese bilaterali” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Domenica la premier sarà al Cairo: “Per l'Africa servono risposte durature, non iniziative spot. Le aree di intervento sono quelle prioritarie quali l'istruzione e la formazione, la sanità, l'acqua e l'igiene, l'agricoltura, l'energia e le infrastrutture”

Domenica in Egitto sarà firmato un memorandum d'intesa come quello sul partenariato strategico tra l'Ue e la Tunisia, ma non solo: l'Italia sottoscriverà anche intese bilaterali in diversi settori. Lo ha annunciato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo a Palazzo Chigi alla prima riunione della cabina di regia del Piano Mattei. "Domenica - ha detto Meloni - sarò in Egitto con la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, e alcuni altri primi ministri. C'è una iniziativa simile a quella che abbiamo portato avanti in Tunisia, quindi il Memorandum of Understanding, che stiamo portando anche in Egitto". E oltre a questo, "c'è un lavoro in parallelo di cooperazione bilaterale che verrà formalizzato", sempre "durante la giornata di domenica, e che riguarda il Piano Mattei, particolarmente per la collaborazione in ambito agricolo e di formazione. Ma firmeremo anche una serie di intese di collaborazioni nei settori della salute, del sostegno alle piccole e medie imprese e degli investimenti", ha affermato la premier.

Le risposte

Per l'Africa, ha poi sottolineato Meloni, servono "risposte durature, non iniziative spot", e con il Piano Mattei condividiamo con i Paesi africani, nell'ambito di quelle cose che l'Italia sa fare bene, quelle che per loro sono quelle prioritarie". Il Piano Mattei, ha proseguito Meloni, interesserà aree di intervento quali "l'istruzione e la formazione, la sanità, l'acqua e l'igiene, l'agricoltura, l'energia e le infrastrutture". E "sono nove le nazioni che abbiamo individuato per iniziare: Algeria, Congo, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Kenya, Marocco, Mozambico e Tunisia". Sono le nazioni, ha precisato, in cui "abbiamo immaginato che si possano mettere più velocemente a terra i nostri progetti per poi prendere i risultati migliori e, attraverso anche il lavoro dei leader africani, allargare tale cooperazione". "In queste settimane - ha poi aggiunto il presidente del Consiglio - si sono svolte le prime missioni operative della struttura di missione" del Piano Mattei, "a Bruxelles per condividere il lavoro con le autorità europee, ad Addis Abeba e in Costa d'Avorio. Nei prossimi giorni sono previste ulteriori missioni in Kenya, Marocco e Tunisia. In parallelo si sono svolte riunioni con le principali istituzioni finanziarie internazionali, che saranno molto importanti".

L’obbiettivo

L'obiettivo è essere concreti, ha puntualizzato Meloni. "Scrivere una nuova pagina, ed è questo l'obiettivo ambizioso che ha l'Italia nei rapporti e nella cooperazione con il continente africano, non è una cosa che noi vogliamo o possiamo fare da soli, ma io penso che l'Italia possa essere pioniera in questo nuovo approccio", ha continuato il premier. "Ma è fondamentale che riusciamo, con il nostro buon esempio, a coinvolgere tanti altri: è un tema che riguarda l'Unione Europea e il G7". Insomma, "se vogliamo riuscire nel nostro sforzo, cioè immaginare una strategia italiana utile non solo all'Italia e portare gli altri su quella strategia, dobbiamo saperlo fare bene noi. Se non sappiamo fare bene noi, difficilmente coinvolgeremo gli altri".

Il Continente

"L'Africa - ha osservato Meloni - non è un continente povero: detiene il 60% di metalli e terre rare, il 60% di terre arabili, è un continente in crescita demografica, con un enorme potenziale di capitale umano che non sempre è stato messo nelle condizioni di sfruttare al meglio le risorse" di cui dispone. In Africa "l'Europa ha avuto in molti casi la capacità di cooperare lasciando qualcosa sul territorio, ma un approccio di questo tipo va rafforzato e messo a sistema se vogliamo essere competitivi con altri attori presenti su quel continente e che hanno un approccio diverso, a mio parere", ha detto ancora Meloni. "Questa capacità di un rapporto pari a pari è molto ben vista dagli interlocutori africani che sono stanchi di essere considerati o trattati come persone che vanno salvate da qualcosa". "Il Piano Mattei - ha aggiunto - è una grande sfida strategica italiana, per la quale abbiamo istituito un'apposita cabina di regia alla quale abbiamo attribuito alcune funzioni ben precise tra cui quella di coordinare l'attività del governo nei confronti delle nazioni africane". E "volutamente abbiamo previsto una composizione della cabina molto ampia e articolata, che comprende anche le diverse agenzie e società dello Stato, i rappresentanti delle imprese a partecipazione pubblica, delle università, della ricerca, del terzo settore. E' una composizione che nasce da una scelta chiaramente politica, per coinvolgere in questa grande sfida tutto il 'sistema Italia'". Meloni ha infine evidenziato che al vertice Italia-Africa, che si è svolto a Roma il 28 e 29 gennaio scorso, hanno partecipato "i leader di 46 nazioni africane, i vertici delle massime istituzioni europee, istituzioni internazionali, finanziarie, delle banche di sviluppo. E' stato, e lo dico senza timore di smentita, un grande successo italiano, una iniziativa che non ha precedenti nella centralità dei rapporti tra l'Italia e il continente africano. E non lo dico perché ci si possa lodare dei nostri successi, ma per segnalare che quella partecipazione in quella conferenza era un'enorme apertura di credito nei confronti dell'Italia". E "di fronte a questa apertura di credito ci sono solo due strade: o la confermi o deludi quell'aspettativa. Quell'apertura di credito per me significava che i tanti leader africani, che spesso non partecipano a queste iniziative, hanno intravisto nel nostro approccio delle innovazioni", hanno visto un "approccio nuovo che non è predatorio, paternalistico o caritatevole, un approccio che non ti guarda dall'alto verso il basso".



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