Governo, sulla Nato è asse fra Mario Draghi e Joe Biden, e l’Alleanza si compatta contro Russia e Cina

14 giugno 2021, ore 18:21

Nel documento finale: «Fino a quando Putin non dimostrerà il rispetto del diritto internazionale e dei suoi obblighi e responsabilità, non si potrà tornare al business as usual. E la crescente influenza cinese è una sfida che dobbiamo affrontare insieme».

«Le condizioni di sicurezza sono ancora in rapida evoluzione. Tuttavia, una cosa rimane la stessa: la centralità dell’Alleanza più potente e vincente della storia.» Parole e pensieri del premier Mario Draghi intervenendo al Summit Nato a Bruxelles. «Mentre cerchiamo di voltare pagina dopo una delle più gravi crisi sanitarie, economiche e finanziarie della storia contemporanea, riconosciamo che la sicurezza è un presupposto necessario per preservare e rafforzare le nostre democrazie e i nostri sistemi economici e sociali», ha sottolineato il presidente del Consiglio, spiegando che «è essenziale che la Nato si rivolga alla comunità transatlantica».


Le dichiarazioni finali

Nelle dichiarazioni finali del summit sono contenuti messaggi forti sulla Russia e sulla Cina. «Le azioni aggressive della Russia costituiscono una minaccia alla sicurezza euro-atlantica» si legge nel documento. E non sarà possibile un ritorno alle normali relazioni tra Mosca e la Nato fino a che la Russia non si conformerà al diritto internazionale. E' scritto infatti nel documento: «Fino a quando la Russia non dimostrerà il rispetto del diritto internazionale e dei suoi obblighi e responsabilità, non si potrà tornare al business as usual».


La Cina

Per quanto riguarda i rapporti con Pechino, gli alleati Nato concordano che: «La crescente influenza della Cina e le sue politiche internazionali possono presentare sfide sistemiche che dobbiamo affrontare insieme come Alleanza». «Coinvolgeremo la Cina con l’obiettivo di difendere gli interessi di sicurezza dell’Alleanza», assicurano ancora i leader. Preoccupa gli alleati, si legge ancora, la rapida espansione dell’arsenale nucleare».



Le democrazie europee

Infine, «Le porte della Nato rimangono aperte a tutte le democrazie europee che condividono i valori della nostra Alleanza». Si legge ancora nella dichiarazione finale del summit: «Le decisioni sull’allargamento spettano alla stessa Nato; nessun terzo ha voce in capitolo in questo processo». «Rimaniamo impegnati per l’integrazione di quei Paesi che aspirano ad aderire all’Alleanza, giudicando ciascuno per i propri meriti. Li incoraggiamo a continuare ad attuare le riforme e le decisioni necessarie per prepararsi all’adesione. Continueremo a offrire supporto ai loro sforzi e ci affideremo a loro affinché adottino le misure necessarie per portare avanti le loro aspirazioni», scrivono i leader Nato.

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Tags: Biden, Draghi, Nato, Putin

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