I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’impronta del lupo”, “Il fantasma di Lumholtz”, “Le sorelle in giallo” e “Il giardino dei sogni splendenti”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’impronta del lupo”, “Il fantasma di Lumholtz”, “Le sorelle in giallo” e “Il giardino dei sogni splendenti”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “L’impronta del lupo”, “Il fantasma di Lumholtz”, “Le sorelle in giallo” e “Il giardino dei sogni splendenti”   Photo Credit: "Il fantasma di Lumholtz" di Morten A. Strøksnes (Iperborea)


15 marzo 2026, ore 10:00

Un fine settimana itinerante quello che si apre, tra racconti dalle firme norvegesi che portano però negli USA e in Australia, con escursioni letterarie anche in Giappone e in India

È scattata una nuova domenica e, come da consuetudine settimanale, torniamo a dare uno sguardo alle novità in arrivo sugli scaffali delle librerie. Si rinnova l’appuntamento con la rubrica dedicata ai migliori libri da leggere, lo spazio in cui protagoniste diventano le opere di recente pubblicazione che animano lo scenario editoriale italiano.

Ovviamente si parla di proposte che arrivano un po’ da tutte le parti del globo, in termini di autori e autrici chiamati a dare il proprio contributo tra le pagine dei diversi volumi. Con qualche incursione anche di nomi eccellenti del panorama italico. Per capire di cosa stiamo parlando, basti dare uno sguardo alle scorse settimane, quando il focus è stato per titoli come “Piccola guerra perfetta”, “L’alba dei leoni”, “Le vere amiche ci sono sempre” e “Il banditore”, o ancora “Maledetti uomini”, “Cinque benedizioni per un matrimonio”, “Il cuoco giapponese” e “Il potere della psicologia nera”.

Oggi, tra le novità in arrivo dagli autori internazionali, troviamo invece:

- "L'impronta del lupo" di Jo Nesbo (Einaudi)

- "Il fantasma di Lumholtz" di Morten A. Strøksnes (Iperborea)

- "Le sorelle in giallo" di Mieko Kawakami (Edizioni E/O)

- "Il giardino dei sogni splendenti" di Ruthvika Rao (Libreria Pienogiorno)

L'IMPRONTA DEL LUPO, GUAI A SVEGLIARE IL CAN (PARDON, IL LUPO) CHE DORME

È un fine settimana itinerante quello che si apre sulle nostre pagine nello spazio dedicato ai migliori libri da leggere freschi di pubblicazione. Un giro del mondo che proietta lettori e lettrici verso panorami editoriali differenti da quello nostrano. E che permette loro di confrontarsi con tipologie di narrazioni che differiscono da quelle di matrice italica tanto per metodologia di racconto che per ambientazioni in cui sono calate le vicende.

Il primo titolo di questo weekend porta nuovamente sotto i riflettori quella che possiamo tranquillamente definire come una garanzia quando si tratta di storie provenienti dalla Norvegia. Si tratta di Jo Nesbo, prolifico autore di Oslo con all’attivo numerose serie che contano a loro volta diversi titoli ciascuna. Un ritorno sugli scaffali freschissimo, quello di queste settimane con “L’impronta del lupo”, pubblicato da Einaudi. già soltanto nel 2025 l’autore era ancora una volta in libreria con “La famiglia” (Einaudi).

Quella che troviamo questa volta è una storia che ci riporta indietro nel tempo di dieci anni precisi. È il 2016, con il racconto che ci allontana dalle sponde nordiche, per reindirizzarci a Minneapolis. Qui la morte di un mercante d’armi vicino alle gang, a seguito di un attentato, sembra avere un colpevole insospettabile: il vicino Tomas Gomez, una di quelle persone tranquille che potrebbe essere apostrofato con il proverbiale “eppure salutava sempre”. Gli indizi convergono nella sua direzione, e riportano alla memoria le gesta di un personaggio piuttosto noto nell’ambito della malavita locale.

Possibile che, dietro l’apparenza tranquilla e il perbenismo sfoderato all’occasione, si nasconda Lobo, assassino su commissione che negli anni ’90 faceva tremare le ginocchia ai delinquenti della zona? Se così fosse si metterebbe molto male per chi si muove nel torbido. E tocca a Bob Oz, detective con non pochi scheletri nell’armadio, indagare sulla vicenda. Con i retroscena potrebbero risultare molto più imprevedibili di quanto si possa immaginare.

IL FANTASMA DI LUMHOLTZ, UN VIAGGIO SULLE ROTTE DELLE ESPLORAZIONI D’ALTRI TEMPI

Delusi dall’assenza di un’atmosfera nordica nella selezione di questa settimana dedicata ai migliori libri da leggere tra quelli approdati di recente in libreria? Non è di certo il caso di disperarsi, considerando che proprio in apertura abbiamo sottolineato come i volumi presi in esame quest’oggi hanno uno spirito marcatamente itinerante. E quello su cui poniamo la lente d’ingrandimento in questo momento rappresenta il biglietto per spostarsi ancora una volta verso mete esotiche. Non baltiche però, o meglio, non proprio.

Si intitola "Il fantasma di Lumholtz" il libro di Morten A. Strøksnes pubblicato da Iperborea che vede a tirare le redini della storia un altro autore norvegese, impegnato a narrare le gesta di un uomo che ha scritto pagine di storia della scienza. Si tratta di Carl Lumholtz, colui che troviamo anche nel titolo dell’opera. Laureato in teologia nel 1876, quattro anni dopo (nel 1880) parte per l’Australia con un’ambizione: inviare in Norvegia fauna locale appositamente abbattuta e impagliata.

Un libro che, sulla falsariga delle esplorazioni d’altri tempi e dei grandi romanzi d’avventura, porta lettori e lettrici “alle calcagna” di un personaggio divenuto celebre in tutto il globo. E le cui gesta rispecchiano quelle che hanno contraddistinto, come detto in precedenza, le vite degli eroi dei romanzi di genere. Un’esistenza sicuramente ben spesa, che lo ha visto toccare tutti gli angoli del globo. Dall’Australia agli Stati Uniti e Messico, in cui ha speso due decenni, fino al Borneo.

Un peregrinare che lo ha portato a confrontarsi con situazioni sempre differenti, e che gli hanno permesso di sviluppare capacità che sono risultate poi essenziali sul campo, al cospetto delle popolazioni native che ha incontrato lungo il suo cammino. Etnie che, a un occhio freddo e distaccato, figlio della superiorità dettata dai progressi tecnologici imperanti, potevano apparire come antiquate e destinate a essere civilizzate. Ma che invece custodivano saperi di inestimabile valore. Un libro che è un’esperienza e un viaggio, nel tempo ma non solo: una sorta di ammenda letteraria per quello che il progresso ha fatto e continua a fare, alla natura e a chi è in grado di vivere serenamente in comunione con essa.

LE SORELLE IN GIALLO, FORZA E RESILIENZA PER CAMBIARE IL PROPRIO FUTURO

Non sorprende più la presenza della narrativa proveniente da oriente tra le proposte settimanali inserite nella selezione dei migliori libri da leggere. D’altronde si tratta di una fetta di mercato importante tanto sotto il profilo della quantità (tra autori e autrici e le loro produzioni) che di qualità. Storie che, con uno stile peculiare caratterizzato da una spiccata delicatezza narrativa e dalla forte componente emotiva, creano un legame con lettori e lettrici.

Tra le novità più stuzzicanti delle ultime settimane troviamo “Le sorelle in giallo” di Mieko Kawakami, pubblicato da Edizioni E/O. Un titolo che ci porta a Tokyo e ci riporta indietro nel tempo, agli anni ’90. È questa la collocazione spaziotemporale di una storia che porta a muoversi nella città nipponica, un gigante che vive di luci e ombre. Soprattutto nell’ambito del contesto notturno e delle realtà criminali che coinvolgono in particolar modo la popolazione meno abbiente.

Con queste premesse e questi connotati si parte alla scoperta di una storia che, da un presente minacciato dalla pandemia da Covid-19, riproietta indietro nel tempo proprio agli anni novanta di cui sopra. È qui che troviamo Hana, una ragazza verso la quale la vita è in debito, nel rapporto tra dare e avere. Cresciuta senza un padre e senza la solidità economica su cui fare affidamento, viveva in un alloggio popolare alla periferia di Tokyo con la madre. L’incontro con Kimiko, adulta dalla spiccata capacità di relazionarsi con i più giovani, cambia le carte in tavola.

È insieme che entrambe, Hana e Kimiko, aprono il Lemon bar. Un luogo che, al netto della clientela particolare e dalle tante sfumature, offre l’opportunità di scappare dalle ristrettezze economiche e soprattutto di trovare il proprio personalissimo spazio nel mondo. E le vicende sono destinate ad ampliarsi quando, lungo il cammino, si uniscono al coro anche Ran e Momoko. Una storia al femminile dove la cura per l’altro è l’ingrediente principale della narrazione, ma guai a dimenticarsi delle insidie che possono annidarsi ovunque, pronte a sparigliare le carte in tavola.

IL GIARDINO DEI SOGNI SPLENDENTI, AMICIZIE PERICOLOSE ED EQUILIBRI CHE CAMBIANO

Il nostro fine settimana itinerante alla scoperta dei migliori libri da leggere provenienti da tutto il mondo resta per la sua ultima tappa ancora in oriente. Per quanto, nella fattispecie, la longitudine sia meno estrema (dal nostro punto di vista) in termini di distanze fisiche che intercorrono tra il nostro stivale e i territori che diventano protagonisti delle narrazioni racchiuse tra le pagine del volume.

Con "Il giardino dei sogni splendenti" di Ruthvika Rao, pubblicato da Libreria Pienogiorno, si stacca un biglietto per l’India. Paese ricco di fascino e di tradizioni – alla stregua di tanti altre nazioni in quell’area geografica – che finisce per essere il set ideale per una storia in grado di trasportare quasi in un viaggio nel tempo. Siamo a Irumi, un piccolo villaggio in cui ogni cosa appartiene alla nobile famiglia dei Deshmukh. E quando diciamo ogni cosa non si scherza: dalla materia inerte come la terra passando all’acqua, finendo alla vegetazione e alla fauna animale.

Una proprietà che si estende alle persone, considerando come una decisione presa da queste persone, al pari degli dei, possa incidere totalmente sulle sorti di ognuno. Inutile dire come siano sostanzialmente personalità praticamente inavvicinabili: non ci sarebbe d’altronde motivo, per loro, di scendere dal piedistallo, come si suol dire. Eppure per quanto regole di questo tipo vigano prepotenti nelle dinamiche sociali degli adulti, lo stesso non si può dire dei più piccoli.

È proprio così, con la lecita ingenuità di chi non conosce i folli equilibri del mondo, che tra Krishna e Ranga, figli di una lavandaia, e le figlie del padrone, Vijaya e Sree, si instaura un legame che è tanto forte quanto pericoloso. Con le conseguenze che deflagrano nelle loro vite quando verranno coinvolti in un incidente devastante. Un racconto a base di amicizia e di tradimenti, di sentimenti e potere: un dualismo che si cala perfettamente all’interno del contesto che fa da sfondo alle vicende, un paese pregno di fascino ma che è agitato come un mare in tempesta.


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