Il cavalluccio rosso di Luciano De Crescenzo riprodotto su costumi e cravatte, l'omaggio al celebre filosofo pop

Il cavalluccio rosso di Luciano De Crescenzo riprodotto su costumi e cravatte, l'omaggio al celebre filosofo pop

Il cavalluccio rosso di Luciano De Crescenzo riprodotto su costumi e cravatte, l'omaggio al celebre filosofo pop


23 giugno 2026, ore 16:30 , agg. alle 18:21

"Così parlò Bellavista" raccontava il confronto/scontro tra la cultura napoletana e la frenesia del nord, un film oggi attualissimo

Vi ricordate la scena mitica del cavalluccio rosso in Così parlò Bellavista, la celebre opera di Luciano De Crescenzo? Come non ricordare quel momento, che ora sposa la moda e l'arte in generale. 

La celebre "scena del cavalluccio rosso", senza dubbio, rappresenta uno dei momenti iconici del film del 1984, scritto e diretto da De Crescenzo. In una Napoli affollata, caotica, curiosa, il monologo di Riccardo Pazzaglia - che si agita e suda - rappresenta uno spaccato d'Italia che ancora oggi sembra attuale.

In pratica, in quella scena, si racconta di un furto - sventato per puro caso  da Pazzaglia mentre passeggia per Napoli con un cavalluccio di plastica (rosso), appena acquistato per il nipotino. Ma quando racconta del furto sventato, si forma un capannello di gente ad ascoltare. E qualcuno chiede: "Scusate, ma che è successo?" Allora, l'uomo deve ricominciare la storia dall'inizio. E va così avanti per tanto tempo.

Sembra una banalità, ma non lo è assolutamente. Perché in quella scena viene fuori tutta la curiosità di Napoli (e dell'intero sud). Una scena epocale, "by Luciano De Crescenzo" che riesce a cristallizzare il DNA della gente, osservandone i tic e i modi di fare. Come solo lui era in grado di fare. Nell'omonimo libro, sul finire degli anni Settanta, quella scena non c'era, ma nel film viene inserita ed incarna a pieno il detto di Eduardo De Filippo:

«Napule è ‘nu paese curioso è ‘nu teatro antico, sempre apierto. Ce nasce gente ca senza cuncierto scenne p' ‘e strate e sape recità»

IL CAVALLUCCIO ROSSO, MARINELLA E L'AMICIZIA CON DE CRESCENZO

Alessandro Marinella, giovane imprenditore, inserito tra i 100 Under 30 di Forbes, in un reel con il nipote del grande De Crescenzo lancia l'operazione cavalluccio rosso. Che, adesso, finisce sulla collezione speciale di costumi e cravatte. Un modo per strizzare l'occhio alla moda e alla cultura che grazie all'opera di De Crescenzo porta Napoli nel mondo.

Siamo orgogliosi di svelarvi la collaborazione tra E. Marinella e Luciano De Crescenzo. Una collezione speciale dedicata al mitico cavalluccio rosso, un tributo speciale alla letteratura, all’umorismo e al pensiero di Luciano De Crescenzo, dice in un reel Alessandro Marinella.

LE CRAVATTE AMATE DA CAPI DI STATO DI TUTTO IL MONDO

Da Berlusconi, che le adorava, a Gianni Agnelli. E poi personaggi come John F. Kennedy, Carlo d'Inghilterra, e tanti altri ancora. Marinella, da oltre un secolo, con una tradizione familiare made in Italy, veste capi di Stato. E non solo. Le sue cravatte sono diventate un vero e proprio simbolo italiano, dove l'eleganza è una dote indiscussa.

Tutto nasce nel 1914, sul lungomare di Napoli quando Eugenio Marinella apre una piccola boutique di cravatte. A distanza di un secolo le cravatte continuano a vivere grazie ad Alessandro Marinella, quarta generazione della famiglia. 


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