Il Rock e la discriminazione del vaccino. Niente “Springsteen on Broadway" per chi si è fatto somministrare Astrazeneca

Il Rock e la discriminazione del vaccino. Niente “Springsteen on Broadway" per chi si è fatto somministrare Astrazeneca

Il Rock e la discriminazione del vaccino. Niente “Springsteen on Broadway" per chi si è fatto somministrare Astrazeneca


19 giugno 2021, ore 17:30 , agg. alle 20:59

Il divieto dello Stato di New York mette sotto scacco i fans del Boss che erano in febbrile attesa del nuovo giro di concerti acustici in teatro. Comincia l’era della “selezione” delle cure anti-covid. Perplessità tra i possessori dei biglietti dei live in calendario

La direttiva della Food & Drug Administration è ferrea. E lo Stato di New York l’ha applicata alla lettera. Ingresso vietato ai concerti e agli eventi teatrali per gli spettatori che non si siano sottoposti alle vaccinazioni autorizzate dal protocollo sanitario Usa: via libera, dunque, a quanti possono dimostrare di essersi fatti inoculare le due dosi di Pfizer-BionTech o Moderna, o la dose unica di Johnson & Johnson. Niente da fare per gli appassionati che abbiano avuto in sorte la somministrazione dell’anti-Covid AstraZeneca. Una limitazione che è arrivata come un fulmine a ciel sereno sulle teste dei fans non residenti negli Stati Uniti, che si stavano preparando con impazienza al ritorno sul palco del Boss, con quella che di fatto è la seconda stagione del suo spettacolo di musica e parole “Springsteen on Broadway”: debutto al St.James Theatre il 26 giugno, repliche fino al 4 settembre. Ed è ben possibile, come già accaduto nella prima tornata dello show tra il 2017 e il 2018, che la stringa di date si allunghi verso l’autunno.


Uno smacco per i rocker italiani

A restare delusi sono soprattutto gli springsteeniani canadesi, che erano pronti a varcare in massa il confine per gustarsi la nuova sortita del loro idolo. Emblematico il titolo del Toronto Star: “Burn in the Usa”. E se in Canada sono già quasi due milioni i vaccini AstraZeneca usati per contrastare la pandemia, il prodotto dell’industria anglo-svedese è stato molto utilizzato anche nel nostro Paese, come in Germania, Francia, Spagna e in parecchie delle “roccheforti” europee del culto dell’autore di “Born to run”. Niente da fare: e dire che la corsa alla vacanza lampo a Manhattan per celebrare la ricomparsa on stage di Springsteen era già iniziata alla grande per quanti potevano accaparrarsi uno dei preziosi biglietti, il cui costo nominale va dai 75 agli 850 dollari, con prevedibili aste al rialzo man mano: tre anni fa ci fu chi sborsò fino a diecimila dollari pur di garantirsi un posto a sedere nel teatro di allora, il Walter Kerr. Stavolta i soldi non basteranno. Si dovrà aggiungere il certificato Pfizer, Moderna o J&J, oppure avere meno di 16 anni: è questa infatti l’unica deroga prevista, a patto che il minorenne (reduce da un tampone negativo) sia accompagnato da un maggiorenne vaccinato secondo i canoni imposti dalla F&D.


Polemiche oggi, scenario complesso in futuro

C’è chi si consola sottolineando che forse non vale neppure la pena di superare troppi sbarramenti per lo “Springsteen on Broadway” targato 2021: se davvero, come pare, Bruce non cambierà una virgola del testo che recita in scena (incentrato sulla sua autobiografia) né sembra disposto a modificare la scaletta nonostante la recente uscita dei due album “Western Stars” e “Letter to you”, tanto vale guardarsi comodamente da casa su Netflix il film del live uscito in dvd. E aspettare che, una volta esaurita la spinta teatrale e onorati i “doveri” di collaborazione con altri artisti (il brano “Dustland” insieme ai Killers, tre pezzi scritti per John Mellencamp), il 71enne re del New Jersey si rimetta in strada con la sua E Street Band: lo sbarco negli stadi europei è previsto nell’estate 2022, in Italia già prenotati San Siro e il Franchi di Firenze. Qui, almeno, gli aficionados targati AstraZeneca dovrebbero poter entrare. Ma quello di Broadway è un segnale drastico anche per la filiera dei concerti e degli eventi teatrali a venire. Tra vaccini di Serie B e Green Pass a scadenza, le star internazionali rischiano di perdere lungo il cammino molti dei loro fedelissimi. Che oggi si interrogano su cosa significhi acquistare il biglietto per uno spettacolo ancora lontano nel tempo, e incerto nelle modalità di accesso.



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