"La malattia, un fulmine a ciel sereno": Giuseppe Conte ospite di Monica Setta
25 giugno 2026 alle ore 19:30, agg. alle 19:16
Il leader del M5S confessa: "La paura c'era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato"
Monica Setta intervista Giuseppe Conte, il leader del Movimento cinque stelle. Che per la prima volta parla della malattia che l'ha colpito. Un Giuseppe Conte a cuore aperto, inedito quello che si racconta a Monica Setta senza segreti (la puntata andrà in onda martedì 30 giugno alle 21.30 su Rai2).
"La malattia è stata un fulmine a ciel sereno. Ero entrato in ospedale per alcuni controlli e da un giorno all'altro sono stato operato", dice Conte a Storie al bivio. La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato. La paura c'era, ma sono rimasto lucido. Non ho pianto ma pregato, lo confesso. Mi hanno dato forza la mia profonda fede e la famiglia".
Poi parla dell'amore
Io e Olivia ci siamo conosciuti quando i nostri figli andavano alle elementari - racconta - Io venivo da una separazione e andavo cauto, ma quell'incontro si era subito dimostrato importante. Tra noi una grande passione e la voglia di costruire un amore solido in modo cauto e sereno. Olivia è una donna prudente, con un intuito eccezionale. Aveva capito per prima che sarei stato premier quando nel 2018 mi chiesero la disponibilità in un incontro con Salvini e Giorgetti. È stata lei a darmi forza anche stavolta, nella malattia. Oggi i nostri figli fanno entrambi la maturità, sono legatissimi fra loro, siamo una famiglia".
GIUSEPPE CONTE TORNEREBBE A FARE IL PREMIER?
La risposta di Conte, alla domanda di Monica Setta, è chiara: "Palazzo Chigi per me non è una ossessione Anche la prima volta non me lo aspettavo. Dico sempre, scherzando, che passavo da Palazzo Chigi e trovando il portone aperto avevo pensato ci fosse una visita guidata, non che cercassero un premier".
Poi i retroscena sui tempi del Covid:
"È stato un periodo terribile, non mi sono mai ammalato ma avevo paura perché se mi fossi fermato sarebbe stato letale - confessa Conte - Mi è capitato di piangere, sono un uomo umile con i piedi ben piantati per terra, né santo né eroe. Ma in quei giorni trattenere la commozione davanti alle vittime della pandemia per un uomo normale come me era impossibile".