Le chitarre sono più sexy di qualsiasi donna sexy, storia di un ragazzo che sognava di diventare una rock star

30 aprile 2020, ore 10:00
di Charlie Gnocchi

Volevo diventare una vera rock star da leggenda e mi ritrovo a spacciare chitarre Fender e Gibson di ogni tipo

La mia storia inizia a Fidenza, in provincia di Parma, città di formaggi, Culatelli e Lambruschi, terra di personaggi lunari avvolti dalle nebbie e dalle storie improbabili. In casa c’è una vecchia chitarra appesa in salotto e propongo a mio babbo di accompagnarlo al mandolino nel “Tango delle Capinere”. Avevo sentito che la chitarra va imbracciata come una donna, ma la chitarra che avevo in casa era vecchia e io ne volevo una nuova elettrizzante. Fu cosi che nacque il mio primo colpo di fulmine vero, il primo amore della mia vita, una Galanti verde del 1966, pagata allora 50 mila lire. Verde come un ramarro e sferragliante come una moto sega.

Il mito Stratocaster

Da allora ho comprato, venduto e scambiato più di diecimila chitarre, ho conosciuto i chitarristi e collezionisti più bravi e più strani, ma ho capito che se Freud avesse imbracciato una Fender Stratocaster non avrebbe inventato la psicanalisi. Jimi Hendrix suonava la Stratocaster Bianca e pure la bruciava sul palco, Eric Clapton faceva innamorare le top model con il suo blues Slowhand, David Gilmour ed i Pink Floyd ci portavano nella psichedelia e poi tutti volevamo essere Keith Richards e suonare come Mark Knopfler. Tutta la mia vita di collezionista di chitarre è stata l’attesa spasmodica di poter avere almeno una delle Stratocaster di Jimi Hendrix. Un giorno finalmente vengo in possesso, dopo tante tribolazioni, di una chitarra che mi era stato assicurato Jimi Hendrix usò a Roma al Piper nel ’68. Convinto di aver fatto l’affare del secolo mi precipito a far analizzare il mio acquisto. L’esperto davanti ai miei occhi smonta la chitarra in ogni sua componente cercando i numeri seriali e annusando la vernice per capire se era stata manomessa. Con mio grande disappunto l’esperto mi conferma che la chitarra era stata riverniciata e che i numeri seriali non la facevano risalire a quelle di Jimi Hendrix e che alla fine il mio oggetto valeva un decimo del prezzo pagato –“aho! Questa non è de Jimi, ma la puoi usà per il camino”!

Dalla delusione una grande passione

Dopo quella delusione ho imparato a conoscere ogni singola vite delle chitarre da collezione perché la vera bravura del collezionista è conoscere tutto. Mi comprai una Eko 12 corde appartenuta ad Edoardo Bennato, una Fender Jaguar di Carosone, una Rickembacker di George Harrison dei Beatles, un basso Vox dei Dik Dik, una SG di Angus Young degli AC DC e una Poul Reed Smith di Carlos Santana. Sono convinto che siano originali, ma non le ho mai aperte! Nel mio studio c’è anche la mitica Cessocaster che ho costruito io con le mie mani utilizzando una tavola da water dell’Ikea! Ho conosciuto praticamente tutte le tipologie umane barattando le chitarre e ho appurato che i collezionisti appassionati quando vedono una chitarra che gli interessa perdono il senno come capita con le donne. Una volta mi trovavo con Alex Britti, che è un chitarrista blues incredibile e suona benissimo l’acustica e l’elettrica, ad Uno Mattina Estate. Io facevo dei siparietti comici, ma appena il programma finiva chiedevo ad Alex di farmi strimpellare la sua Fender Stratocaster e se per caso avesse voglia di vendermela. Lui mi rispose che quella Fender era l’unica chitarra che possedeva e che gli serviva per lavorare. Grazie Alex per le belle parole, ho capito cosa prova un musicista con il suo strumento, ma a me le chitarre piacciono e le voglio avere tutte. 
Le chitarre sono più sexy di qualsiasi donna sexy, storia di un ragazzo che sognava di diventare una rock star
Tags: chitarra, jimi hendrix, stratocaster

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