"Libano, rialzati". Questo l'appello del Papa durante la messa a Beirut

"Libano, rialzati". Questo l'appello del Papa durante la messa a Beirut

"Libano, rialzati". Questo l'appello del Papa durante la messa a Beirut Photo Credit: ANSA


Si è concluso il viaggio del Papa in Medio Oriente. Dopo la Turchia, il Libano. Con un occhio sulla questione israelo-palestinese e l'appello per i due stati, che non è piaciuto a Nethanyau

UN APPELLO ACCORATO

“Libano, riazati!”. Ha alzato la voce Papa Leone durante l’omelia della sua messa a Beirut. Un invito alla popolazione a guardare avanti, senza rassegnarsi alla violenza, alla logica del profitto, al male che dilaga. Nel suo accorato appello il Pontefice ha detto che ognuno deve fare la sua parte per riportare il Libano al suo splendore, un luogo dove trionfino pace e giustizia. Ma ecco le parole del Santo Padre: “Non bisogna scoraggiarsi, non si deve cedere alla logica della violenza e all'idolatria del denaro, non è giusto rassegnarsi dinanzi al male che dilaga. Ciascuno deve fare la sua parte e tutti dobbiamo unire gli sforzi perché questa terra possa ritornare al suo splendore. E abbiamo un solo modo per farlo: disarmiamo i nostri cuori, facciamo cadere le corazze delle nostre chiusure etniche e politiche, apriamo le nostre confessioni religiose all'incontro reciproco, risvegliamo nel nostro intimo il sogno di un Libano unito, dove trionfino la pace e la giustizia, dove tutti possano riconoscersi fratelli e sorelle. Questo è il sogno a voi affidato, è ciò che il Dio della pace mette nelle vostre mani: Libano, rialzati! Sii casa di giustizia e di fraternità, sii profezia di pace per tutto il Levante. Elevo la mia gratitudine al Signore per aver condiviso con voi questi giorni, mentre porto nel cuore le vostre sofferenze e le vostre speranze".

L'ESPLOSIONE E L'OSPEDALE

Alla messa che ha di fatto chiuso il viaggio apostolico a Beirut erano presenti circa 150 mila persone, tra loro c’erano anche i militari italiani della missione Unifil. In precedenza Leone 14esimo aveva pregato nella zona del porto, che cinque anni fa era stata teatro di una delle esplosioni più forti e devastanti di sempre. Il 4 agosto 2020 ci furono più di duecento morti, migliaia di feriti, un grande numero di persone senza casa e conseguenze economiche che il Paese sconta ancora oggi. Il Pontefice ha deposto poi una corona di fiori e ha salutato alcuni parenti delle vittime. Di primo mattino Prevost aveva anche fatto visita all’ospedale De La Croix, dove lo hanno accolto molti bambini. L'ospedale è tenuto da una trentina di suore che attualmente hanno in cura circa ottocento pazienti, per lo più abbandonati da famiglie che non riescono a farsi carico delle loro cure; il Papa ha affermato che non si possono ignorare la fragilità e la povertà. Nelle prossime ore il Pontefice farà ritorno in Vaticano.



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