Liste d'attesa, nel pubblico 60 giorni, nel privato 7

Liste d'attesa, nel pubblico 60 giorni, nel privato 7

Liste d'attesa, nel pubblico 60 giorni, nel privato 7


16 maggio 2019, ore 08:00

E' quanto emerge da un report Cgil, nel 50% dei casi l'intramoenia costa più del privato

Da una radiografia a una per visita oculistica, per ottenere una prestazione nella sanità pubblica si attendono in media a 60 giorni a fronte di 7 nel privato, anche se il confronto tra regioni mostra un "evidente divario". Allo stesso tempo le strutture pubbliche diventano meno competitive dal punto di vista dei costi, e questo porta a un aumento della spesa di tasca propria per curarsi. A fare il punto è il rapporto della Cgil Funzione Pubblica su 'Tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali' presentato oggi a Roma. Quello a cui assistiamo, commenta la segretaria FP Cgil Serena Sorrentino, è "l'effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale". Lo studio, elaborato da CREA Sanità, prende in considerazione 11 prestazioni senza indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni. "La regione che eccelle" è l'Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa per una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale, per ultima troviamo le Marche con una media di 110 giorni per una visita nel pubblico. Un "dato sconcertante" riguarda poi i costi. Dall'ecografia al cuore alla gastroscopia, "circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione hanno un costo inferiore nel privato piuttosto che in intramoenia", ovvero eseguite dai medici di ospedale in regime di libera professione. "Nonostante le liste d'attesa rappresentino uno dei problemi maggiori per i cittadini, negli ultimi dieci anni non si sono mai ridotte, e per qualche prestazione sono persino aumentate", spiega Federico Spandonaro, direttore del Crea Sanità. Quello che emerge, prosegue, "è un problema di equità nell'accesso alle cure: perché laddove c'è più attesa, c'è la tendenza ad andare di più sul privato e spendere di tasca propria per quello che dovrebbe essere garantito".