Montecitorio, Giorgia Meloni: “Su Cutro falsità sul governo, e sulla guerra noi sempre al fianco di Kiev”

Montecitorio, Giorgia Meloni: “Su Cutro falsità sul governo, e sulla guerra noi sempre al fianco di Kiev”

Montecitorio, Giorgia Meloni: “Su Cutro falsità sul governo, e sulla guerra noi sempre al fianco di Kiev”


Battibecco con il M5S e il leader Giuseppe Conte, battibecco pure con Angelo Bonelli sulla siccità, dopo che il leader dei Verdi aveva mostrato in aula alla Camera i sassi dell’Adige in secca: la premier, "Non sono Mosè, non l’ho prosciugato io il fiume”

"Tante falsità". È una Giorgia Meloni perentoria, quella che replica alla Camera dopo le comunicazioni rese ieri in Senato, in previsione del Consiglio europeo di questo fine settimana. I temi più caldi restano ancora quelli della tragedia di Cutro, a quasi 20 giorni dalla sciagura che è costata la vita ad oltre 80 persone, su cui la premier spedisce nuovamente al mittente le accuse delle opposizioni. E la previsione di nuovi aiuti all'Ucraina, su cui invece Meloni deve ribattere al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, ma anche guardarsi da qualche distinguo interno alla sua maggioranza.


I migranti

Sul primo punto, i migranti, attacca la presidente del Consiglio, "ho sentito una grande quantità di cose false in questo dibattito, e la considero una buona notizia: quando si ha bisogno di dire cose non vere evidentemente non si ha molto da dire". Come governo, torna a spiegare, "abbiamo raccontato quanto è accaduto a Cutro minuto per minuto, ma si continua a dire implicitamente che il governo non avrebbe salvato queste persone per mancanza di volontà. In uno Stato di diritto i colpevoli li stabiliscono le prove. Ai colleghi sfugge che dall'inizio del mio mandato l'Italia ha salvato 36.500 persone in mare, e siamo stati lasciati da soli a fare questo lavoro e raccontare, di fronte a questo sforzo, che lasceremmo bambini morire è una calunnia nei confronti dello Stato italiano, e delle forze dell'ordine che stanno facendo sacrifici enormi".


L’opposizione

Le stilettate all'opposizione sul tema-immigrazione non sono finite: l'unico modo possibile di impedire che tragedie come quelle di Cutro, dice, "è fermare le partenze illegali, ed è quello che il governo sta cercando di fare con un piano articolato rispetto al quale non mi sono chiare le alternative proposte". E anche sulla questione Ucraina i toni sono accesi: sul punto chiaramente è sempre il M5S il rivale più agguerrito. A Elisa Scutellà, che in replica aveva chiesto all’esecutivo di fermarsi, Meloni replica così: "Bisognerebbe dirlo a Putin. Vorrei sentire, se si parla di pace, se si è disposti a concedere dei territori e come. Non si può consentire l'invasione dell'Ucraina e se noi ci fermiamo la consentiamo. Pensate che a qualcuno piaccia la guerra? La situazione è più complessa di quanto dice la propaganda".


Conte

Ma Giuseppe Conte, in controreplica, non si lascia sfuggire l'occasione di controbattere: "Prendiamo atto dello schietto appoggio di Meloni alla lobby delle armi, e l'inflessibilità nell'ignorare le grida di dolore di famiglie e imprese. La faccia ce la mette, ma è una faccia di bronzo" ironizza il leader del M5S, che ricorda come il suo gruppo, un anno fa, diede inizialmente l'ok al primo invio di armi all'Ucraina a scopo difensivo. Dopo 12 mesi però "possiamo dire che i limiti all'invio di armi posti un anno fa sono stati traditi, dal governo Draghi e da questo che ne è una brutta copia: le armi da difensive sono diventate offensive, e la fornitura avviene tutt'altro che gratuitamente. Se questo non è il momento della pace, qual è, e chi lo decide?".


La replica

Insomma, oggi la replica di Giorgia Meloni al dibattito della Camera è virata subito sul registro dello scontro con le opposizioni, praticamente su ogni argomento del prossimo Consiglio europeo. Migranti, in primo luogo, ma anche la siccità, il Mes, e il sostegno all'Ucraina. Tema quest'ultimo, su cui però le polemiche rischiano di essere anche interne alla coalizione: nessun ministro della Lega è presente per tutta la prima ora del dibattito alla Camera, poi si avvicenderanno Valditara e Calderoli. Abbastanza per provocare le osservazioni delle opposizioni, che, ricordando anche le parole di ieri del capogruppo leghista Romeo, parlano di maggioranza spaccata.


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