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Nutrizione, 5 alimenti afrodisiaci che non ti aspetti svelati dal dott. Fabio Olivieri

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Author image Alessandra Giannoli

03 luglio 2026 alle ore 22:00, agg. alle 20:17

Non solo ostriche e peperoncino. Tra i cibi meno conosciuti, che possono sostenere il desiderio, troviamo la barbabietola rossa e il melograno

Scopri tutti i cibi afrodisiaci, che si possono inserire nell’alimentazione quotidiana con effetti benefici, nell’intervista concessa a Rtl 102.5 dal dott. Fabio Olivieri, Biologo Nutrizionista con Master di II livello in Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia e Scienza della Cura Integrata.


Dott Olivieri, quando si parla di alimenti afrodisiaci si pensa subito a ostriche e peperoncino. Quali sono, invece, i cinque cibi sorprendenti che possono realmente influenzare desiderio e funzione sessuale?

Se ragioniamo in termini scientifici, un alimento afrodisiaco è un alimento in grado di favorire i meccanismi biologici che sostengono il desiderio e la risposta sessuale. Tra quelli meno conosciuti troviamo barbabietola rossa, melograno, cacao fondente, avocado e noci. La barbabietola è ricca di nitrati naturali che possono aumentare la disponibilità di ossido nitrico e migliorano la circolazione sanguigna (mimano le note “pillole blu”), molecola fondamentale per la vasodilatazione. Il melograno contiene polifenoli che proteggono l'endotelio vascolare. Il cacao favorisce la sintesi di mediatori neurochimici legati al piacere e al benessere. Ma il cacao contiene anche Feniletilamina (PEA). Inoltre, il cacao ha anche effetti sul sistema della ricompensa: alcuni studi suggeriscono che il consumo di cacao fondente possa modulare i circuiti dopaminergici e serotoninergici, contribuendo a migliorare umore e gratificazione Avocado e frutta secca apportano grassi mono e polinsaturi, indispensabili per la sintesi degli ormoni steroidei. In sostanza, questi alimenti agiscono sui sistemi vascolare, endocrino e nervoso che regolano la sessualità.


Esistono alimenti particolarmente potenti per sostenere la libido e le performance sessuali?

Più che di "potenza" parlerei di efficacia biologica. Gli alimenti più interessanti sono quelli che migliorano la funzione endoteliale, riducono l'infiammazione cronica e favoriscono un corretto assetto ormonale. Tra questi troviamo cacao fondente almeno al 85%, pesce azzurro ricco di omega-3, melograno, frutti di mare ricchi di zinco e frutta secca. Lo zinco è coinvolto nella sintesi del testosterone e nella fertilità; gli omega-3 migliorano la fluidità delle membrane cellulari e la comunicazione neuronale; i polifenoli contrastano lo stress ossidativo che può compromettere la funzione vascolare e la risposta sessuale.


È corretto affermare che il desiderio sessuale nasce prima nel cervello che negli organi sessuali?

Assolutamente sì. Il desiderio è il risultato dell'attivazione di circuiti cerebrali che coinvolgono dopamina, serotonina, ossitocina e altri neurotrasmettitori. L'organo sessuale esegue una risposta che viene programmata a livello centrale. Se il cervello percepisce una condizione di stress, pericolo, infiammazione o affaticamento energetico, tende a ridurre gli investimenti biologici nelle funzioni non solo riproduttive, ma anche ludiche di coppia. Da un punto di vista evolutivo è un meccanismo di sopravvivenza estremamente intelligente.


Con un approccio PNEI è possibile affrontare il calo della libido che oggi interessa sempre più persone?

La PNEI ci insegna che sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario e metabolismo non lavorano separatamente. Un aumento cronico del cortisolo dovuto allo stress può ridurre la sintesi degli ormoni sessuali; un'infiammazione persistente può alterare la sensibilità dei recettori ormonali; una cattiva alimentazione può modificare il microbiota intestinale e influenzare la produzione di neurotrasmettitori. Il calo della libido è spesso il risultato finale di questi squilibri. Intervenire contemporaneamente su alimentazione, sonno, attività fisica e gestione dello stress consente di agire sulle cause e non soltanto sul sintomo.


Dottor Olivieri, ha citato il Microbiota. Quanto conta la salute intestinale per un’ottima salute sessuale?

Conta moltissimo. Oggi sappiamo che il microbiota partecipa alla regolazione dell'infiammazione sistemica, del metabolismo degli estrogeni e della produzione di numerosi neurotrasmettitori. Circa il 90% della serotonina dell'organismo viene prodotta a livello intestinale e sebbene non arrivi direttamente al cervello, fornisce le “materie prime” per fare in modo che possa essere sintentizzata nell’encefalo. Inoltre, una disbiosi può aumentare la permeabilità intestinale e favorire il passaggio di sostanze proinfiammatorie nel circolo sanguigno. Questo stato infiammatorio cronico può influenzare negativamente energia, umore e desiderio sessuale.


Quali sono i principali "nemici nascosti" della libido nella vita moderna?

Sicuramente lo stress cronico, la privazione di sonno e la sedentarietà. Lo stress mantiene elevati i livelli di cortisolo, ormone che tende a sottrarre risorse metaboliche alla funzione riproduttiva. Dormire poco riduce la produzione di testosterone e altera la secrezione di melatonina, molecola che non regola soltanto il sonno ma svolge anche importanti funzioni antiossidanti e neuroendocrine. Anche l'eccesso di zuccheri raffinati o un’alimentazione errata possono favorire insulino-resistenza e infiammazione, due condizioni associate a un peggioramento della salute sessuale.


Esiste un collegamento tra infiammazione cronica e diminuzione del desiderio sessuale?

Sì, ed è uno dei temi più interessanti della ricerca attuale. L'infiammazione cronica di basso grado aumenta la produzione di citochine proinfiammatorie come IL-6 e TNF-alfa. Queste molecole possono interferire con la produzione di neurotrasmettitori e ormoni sessuali, alterando il tono dell'umore e riducendo il desiderio. È uno dei motivi per cui molte condizioni metaboliche, come obesità e sindrome metabolica, sono frequentemente associate a disfunzioni sessuali, sia nell’uomo che nella donna.


Quali comportamenti possono aumentare energia e vitalità, con benefici anche sulla sfera sessuale?

L'attività fisica regolare rappresenta probabilmente il più potente intervento non farmacologico. Migliora la funzione mitocondriale (i mitocondri sono le centrali produttive delle cellule), aumenta la produzione di ossido nitrico, riduce l'infiammazione e favorisce il rilascio di endorfine e dopamina. Anche l'esposizione alla luce naturale nelle prime ore del giorno contribuisce a sincronizzare i ritmi circadiani, migliorando la qualità del sonno e l'equilibrio neuroendocrino.


Parliamo della classica cena romantica: quali cibi sarebbe meglio evitare?

I pasti molto abbondanti, i fritti, gli alimenti ultraprocessati e le grandi quantità di zuccheri semplici. Dopo un pasto eccessivo il flusso sanguigno viene in gran parte indirizzato verso l'apparato digerente e aumenta la produzione di insulina. Con uno scarso flusso ematico a livello di corpi cavernosi, si possono avere problemi di erezione. Il risultato è spesso una sensazione di sonnolenza e riduzione della vitalità. Per una serata romantica è preferibile un pasto leggero, ricco di proteine di qualità, verdure e grassi buoni.


Chiudiamo con una domanda che divide sempre: alcolici sì o no?

L'alcol ha un effetto apparentemente favorevole perché riduce le inibizioni e produce una temporanea sensazione di rilassamento. Tuttavia, dal punto di vista fisiologico è un depressore del sistema nervoso centrale. Può compromettere la qualità dell'erezione, ridurre la sensibilità sessuale e alterare la produzione di testosterone. Inoltre favorisce stress ossidativo e infiammazione. Un consumo occasionale e moderato può essere compatibile con una vita sana, ma considerarlo un afrodisiaco è scientificamente scorretto.



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