Papa Francesco parla delle sue dimissioni (preventive) e poi apre ad una donna a capo di un dicastero

Papa Francesco parla delle sue dimissioni (preventive) e poi apre ad una donna a capo di un dicastero

Papa Francesco parla delle sue dimissioni (preventive) e poi apre ad una donna a capo di un dicastero   Photo Credit: agenziafotogramma.it


18 dicembre 2022, ore 11:30

All’indomani del compleanno del Santo Padre, fanno discutere e stanno facendo il giro del mondo le sue parole al quotidiano spagnolo Abc. La massima carica della Chiesa ha parlato della guerra in Ucraina, delle sue possibili dimissioni e poi delle nuove visioni nel cammino della Santa Sede.

Le dimissioni (preventive) del Papa

Papa Francesco è tornato sulla questione delle dimissioni e ha affermato che in realtà ha già firmato le sue in maniera preventiva. Quando lo ha fatto era Tarcisio Bertone il Segretario di Stato. “Le firmai e gli dissi: in caso di impedimento per motivi medici o che so, ecco le mie dimissioni. Ce le avete già”. Poi ha aggiunto di non sapere a chi le ha date il cardinal Bertone. "È la prima volta che lo dico", sottolinea Bergoglio, e poi con la sua solita ironia, aggiunge: "Ecco perché lo dico. Ora qualcuno andrà a chiederlo a Bertone: dammi il pezzo di carta! Probabilmente lo ha consegnato al cardinale Pietro Parolin, nuovo segretario di Stato".

Chiesa e donne, apertura per nuove cariche

Alla domanda, nell'intervista al quotidiano spagnolo Abc, sull'aver nominato diverse donne per alte cariche della Curia, ma ancora nessuna come numero uno di un dicastero, papa Francesco risponde: "È vero. Ma ci sarà. Ne ho in mente una per un dicastero che si renderà vacante tra due anni. Non c'è nessun ostacolo a che una donna guidi un dicastero dove un laico possa essere prefetto". Poi precisa “Se si tratta di un dicastero di natura sacramentale, deve essere presieduto da un sacerdote o da un vescovo” anche se sottolinea come l’argomento sia ancora motivo di acceso dibattito all’interno della Chiesa.

La guerra in Ucraina

Poi Papa Francesco è tornato a parlare della guerra, denunciando le atrocità e rendendosi ancora una volta disponibile nell’accogliere chiunque affinché si possa trovare una soluzione concreta. Nonostante i diversi appelli alla pace, il Santo Padre all’orizzonte non vede una fine a breve termine perché si tratta di una guerra mondiale. “Non dimentichiamolo. Ci sono già diverse mani coinvolte nella guerra. È globale. Credo che una guerra venga combattuta quando un impero inizia a indebolirsi, e quando ci sono armi da usare, da vendere e da testare. Mi sembra che ci siano in mezzo molti interessi".

I prossimi impegni, i prossimi viaggi

Il Vescovo di Roma ha parlato anche dei suoi viaggi, precisando che la sua prima scelta è stata e resta quella di visitare i Paesi più piccoli d'Europa. Eccezione è stata fatta per Strasburgo, sottolinea lo stesso Francesco, che subito motiva la scelta finalizzata a visitare le istituzioni europee. Poi anticipa una prossima tappa: “Forse l'anno prossimo andrò a Marsiglia per l'Incontro del Mediterraneo, ma non è un viaggio in Francia".

Domani la Cgil in udienza in Vaticano

A quanto si empi eccezionali, sfide enormi che hanno sollecitato un avvenimento di per sé “storico”: domani, per la prima volta, 5.000 tra delegati, attivisti e dirigenti della Cgil varcheranno le porte del Vaticano per essere ricevuti in udienza dal Papa. Un incontro che il segretario generale Maurizio Landini e il sindacato tutto hanno fortemente desiderato, dopo l’udienza privata con alcuni dirigenti avvenuta nel 2019: "Abbiamo bisogno di ascoltare, vogliamo confrontarci, costruire percorsi unitari perché nessuno si salva da solo. Stiamo vivendo tempi davvero difficili con la guerra nel cuore dell’Europa, la minaccia di uno scontro nucleare che rischia di diventare reale, la crisi ambientale e la povertà che aumenta".


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