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Papa Leone a Lampedusa depone fiori sulle tombe dei migranti

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Author image Redazione Web

04 luglio 2026 alle ore 16:55, agg. alle 17:18

Monito all’Europa di Prevost. Alle 14 il rientro a Ciampino

Questa mattina la visita pastorale di Papa Leone a Lampedusa. Il Pontefice ha visitato il cimitero sull'isola per pregare sulle tombe dei migranti morti, poi ha attraversato la Porta d'Europa, monumento simbolo dell'ingresso dei migranti nel Vecchio Continente, dove ha incontrato una famiglia di migranti e una famiglia che ha adottato una bambina. Momento caratterizzato da un fuoriprogramma, il Papa si è incamminato da solo sugli scogli salendo su quello più alto per guardare l'orizzonte.

Al molo Favaloro, dove papa Francesco nel 2013 lanciò una corona di fiori in mare per commemorare i tanto morti nei viaggi della speranza, Prevost ha scoperto una targa intitola al predecessore: “Molo Papa Francesco, luogo di approdo, speranza e umanità". 

A seguire la messa celebrata nel campo sportivo di Lampedusa. Nell'omelia Leone ha parlato della cultura dell’accoglienza: ''Anche a Lampedusa la cultura dell'accoglienza ha una vocazione turistica, che può sentirsi minacciata dalle rotte migratorie e svilupparsi nell'indifferenza, o persino in contrapposizione ai loro aspetti drammatici. Per molti, infatti, vacanza è solo distrazione, leggerezza, spensieratezza. Allora sembra che si debba innalzare un muro invisibile fra il mare dei naufraghi e quello dei vacanzieri''.

Il santo padre ha anche puntato il dito contro il sistema economico mondiale: "L'amore è sempre nella libertà e la libertà sta nelle decisioni. C'è anche chi sceglie di non farsi prossimo e chi decide di non decidere. I morti in questo mare sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate. Il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l'idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all'elaborazione di politiche organiche e condivise: tutto questo riproduce oggi, del racconto evangelico, la fretta di 'passare oltre'". 


A Lampedusa monito all’Europa di Papa Leone

"Da questo estremo lembo d'Europa nel Mediterraneo, si vede meglio la chiamata epocale che il fenomeno migratorio rivolge alle società europee. L'Europa possiede un potenziale unico, che le deriva dalla sua storia e dalla sua cultura, e quindi una pari responsabilità. Per la sua posizione geografica e per il suo assetto istituzionale, l'Europa è in grado di affrontare la crisi in modo organico, inserendo il primo soccorso in un piano strategico di lungo periodo per accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e nello stesso tempo lavorare per lo sviluppo, così che nessuno sia costretto a emigrare". Così si è epresso Papa Leone.  La visita a Lampedusa si è conclusa. L'aereo con a bordo Prevost è atterrato a Ciampino alle 14.04.


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