Piano nazionale di ripresa e resilienza, da Cinecittà all'idrogeno: le 10 modifiche del governo-Meloni

Piano nazionale di ripresa e resilienza, da Cinecittà all'idrogeno: le 10 modifiche del governo-Meloni

Piano nazionale di ripresa e resilienza, da Cinecittà all'idrogeno: le 10 modifiche del governo-Meloni


Il ministro agli Affari Europei Raffaele Fitto: “Questo percorso di revisione dei target porterà alla richiesta all’Ue dell'intera quarta rata, non immaginando un definanziamento. E sul Pnrr interverrò in Parlamento martedì 18 luglio per la relazione”.

Dal progetto Cinecittà ai satelliti, dagli asili nido alle ferrovie: sono dieci gli obiettivi intermedi della quarta rata modificati dalla Cabina di regia sul Pnrr. Interessano sei ministeri: Imprese e Made in Italy, Infrastrutture e Trasporti, Ambiente, Istruzione, Cultura e Politiche di coesione.


Il progetto

Il progetto sullo sviluppo dell'industria cinematografica cambia soltanto nome del soggetto attuatore, da Istituto Luce Studios a Cinecittà. L'investimento sulla tecnologia satellitare è stato ridefinito in base agli sviluppi del mercato per evitare sovrapposizioni con gli investimenti privati dell'Internet of Things, basato su piccoli satelliti. Inoltre viene corretto un errore che del progetto Osservatore della Terra, perché l'incubatore del Sud Italia non rientra nel Pnrr ma nel fondo complementare. La terza modifica riguarda gli asili nido, e non toglie finanziamenti ma chiede più tempo per emanare altri bandi. La quarta tocca il rinnovo del parco ferroviario del trasporto regionale e intende chiarire la composizione di treni e carrozze da acquistare. La quinta interviene sulla sperimentazione dell'idrogeno per la mobilità ferroviaria, alla luce delle gare non andate a buon fine. La sesta riguarda l'efficienza energetica. Non essendo chiaro il contributo alla transizione green del Sismabonus, d'intesa con i servizi della Commissione il governo ha concordato di aumentare l'obiettivo dell'Ecobonus. La proposta di modifica consente anche di rendicontare l'installazione di caldaie a condensazione a gas in sostituzione delle caldaie a minore efficienza. La settima modifica consente al governo di indire nuove gare per le colonnine sulle aree extraurbane, essendo andate deserte le prime. L'ottava chiarisce che "Nessun gas naturale deve essere utilizzato per la produzione di idrogeno da utilizzare nella riduzione diretta del ferro". La nona rivede le soglie per gli avvisi dei progetti di interventi contro la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo settore. Infine, la decima modifica la descrizione del traguardo dell'investimento 'Creazione di imprese femminili', eliminando anche il riferimento a specifici strumenti finanziari per il supporto alle imprese femminili.


Il via libera

Il via libera alle modifiche è arrivato dalla riunione che si è tenuta all’ora di pranzo a Palazzo Chigi e a cui hanno preso parte tutti i 24 ministri, i cinque sottosegretari alla presidenza del Consiglio e i rappresentanti degli enti locali. È il perimetro della partecipazione a restituire l’urgenza della necessità di chiudere la proposta di rimodulazione degli obiettivi della quarta rata. Che vale 16 miliardi e che rischia di slittare all’anno prossimo. Un’eventualità che preoccupa l’opposizione: la segretaria del Pd Elly Schlein rompe gli indugi e chiede alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di riferire in Parlamento.


L’odg

L’ordine del giorno (odg) della riunione era composto da due punti. Il primo: “Revisione della IV rata del Pnrr”. Il secondo: “Varie ed eventuali”, una voce generica dietro cui si cela però la necessità di affrontare anche la questione della revisione generale del Piano, la cui scadenza è fissata tra poco più di un mese e mezzo, il 31 agosto. Oltre a Fitto, al tavolo tutti gli altri ministri del governo, i sottosegretari di stanza a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano, Giovanbattista Fazzolari, Alberto Barachini, Alessio Butti e Alessandro Morelli. Ma anche Massimiliano Fedriga, il presidente della Conferenza delle Regioni, Antonio Decaro in rappresentanza dei Comuni e Michele De Pascale, presidente dell’Unione delle province. La terza rata del pagamento europeo, quella da 19 miliardi, è ormai notoriamente in ritardo dopo un’analisi di quasi otto mesi, contro i due canonici. Ma dovrebbe sbloccarsi a breve.


Fitto

Al termine della cabina di regia il ministro Fitto ha commentato così: "La proposta di modifica della quarta rata è stata approvata poco fa dalla cabina di regia. La quarta rata aveva 27 obiettivi da raggiungere, si interviene su dieci obiettivi con correzioni di tipo tecnico amministrativo e altre più nel merito. La proposta di modifica sarà inviata già oggi alla commissione europea e con un'informativa al Parlamento”. E ancora: “Questo percorso" di revisione dei target "porterà alla richiesta dell'intera quarta rata, non immaginando un definanziamento”. Fitto ha aggiunto: "Sulla terza Rata del pnrr siamo in fase di verifica di alcuni aspetti di dettaglio, sul piano dell'interpretazione: questo lavoro di dettaglio mette al sicuro da interpretazioni sia la commissione che il governo. Definiremo questi aspetti nei prossimi giorni". E ha concluso: "Sul pnrr andrò in Parlamento il 18 luglio per la relazione”.



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