Strage di Viareggio, Moretti è in carcere: “Sono innocente, ma rispetto lo Stato”
26 giugno 2026 alle ore 19:15, agg. alle 18:42
Da Orvieto l’ex AD di Fs e Rfi fa sapere la sua posizione dopo la condanna definitiva per 5 anni. I familiari delle vittime esprimono soddisfazione, Italia Viva sottolinea l'ambiguità della sentenza che 'sposta verso i vertici la responsabilità penale'
“Non posso fare altrimenti, accetto la decisione dei giudici. Rispetto lo Stato". Sono queste le parole dell'ex amministratore delegato di Fs e Rfi, Mauro Moretti, dopo la condanna definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio, riferite da persone a lui vicine, che ribadiscono la sua convinzione di essere in carcere da innocente, per aver svolto con correttezza il proprio lavoro.
Orvieto
Moretti è recluso nel carcere di Orvieto, dopo che ieri sera la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 5 anni per la strage di Viareggio, dove per il deragliamento di un treno e l'esplosione di una cisterna di Gpl morirono 32 persone.
I familiari
I familiari delle vittime esprimono soddisfazione 'perché Moretti è risultato colpevole in sette procedimenti'. Italia viva invece sottolinea l'ambiguità della sentenza che 'sposta verso i vertici la responsabilità penale': "Ha ragione chi ricorda in questo momento le eccellenti qualità di Moretti come manager. Ma la cosa che davvero mi colpisce è un'altra: la sentenza che lo priva della sua libertà sposta verso il vertice dei grandi gruppi il perimetro della responsabilità penale, lungo un confine, tra chi dirige un gruppo e chi ne gestisce in concreto i rischi, molto incerto. E in materia penale l'incertezza su cosa si sarebbe dovuto fare è, di per sé, un problema. Il garantismo qui non è un favore a Moretti: è una garanzia per tutti", scrive su X il senatore renziano Ivan Scalfarotto, capogruppo in commissione Giustizia di palazzo Madama.
Caiazza
L'ex presidente delle Camere Penali, Giandomenico Caiazza, parla di 'un pericoloso precedente, se fosse vero che Moretti è stato condannato per non avere disapplicato la legge': "Questo caso, assieme ad altre sentenze come quella dell'ex ad di Autostrade Castelluccio per la strage del bus - aggiunge Caiazza – rafforzano una giurisprudenza della Cassazione sui reati colposi che assomiglia terribilmente alla responsabilità oggettiva, legata allo status e alla posizione: ciò stride con principi fondativi del diritto penale. La responsabilità penale è sempre delle persone e non può essere legata al ruolo".