Superbonus, A.A.A. cercasi quadra: l’opposizione incalza, l’esecutivo a Palazzo Chigi vede la categoria

Superbonus, A.A.A. cercasi quadra: l’opposizione incalza, l’esecutivo a Palazzo Chigi vede la categoria

Superbonus, A.A.A. cercasi quadra: l’opposizione incalza, l’esecutivo a Palazzo Chigi vede la categoria


Tutti hanno chiesto un intervento urgente per sbloccare circa 20 miliardi di crediti, tra le proposte che sono in campo la cartolarizzazione, la compensazione tramite i modelli F24 presentati in banca e anche il contributo della Cassa Depositi e Prestiti

Come da agenda a Palazzo Chigi si è svolto l'incontro tra governo, rappresentanti delle banche, delle imprese e dei costruttori, sul decreto che ha bloccato la cessione dei crediti fiscali dei bonus edilizi, a partire dal Superbonus.


Mantovano

In assenza del premier Giorgia Meloni, ha presieduto il vertice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Presenti il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti; il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin; il viceministro all'Economia, Maurizio Leo; la sottosegretaria al Mimit, Fausta Bergamotto; il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Il primo round di confronto ha visto riuniti i rappresentanti di Abi (direttore generale, Giovanni Sabatini, Cdp (amministratore delegato, Dario Scannapieco) e Sace (amministratore delegato, Alessandra Ricci). A seguire il governo ha incontrato i vertici delle associazioni di categoria: Ance, Confindustria, Confedilizia, Confapi e Alleanza delle Cooperative Italiane.


Le fonti

Fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che la sostanza del dl sui crediti d'imposta cancellati non cambierà ma i tecnici sono al lavoro per studiare delle formule che risolvano il problema dei crediti incagliati, circa 20 come ha quantificato lo stesso ministro Giorgetti. Tra le ipotesi suggerite dagli interessati la cartolarizzazione o (l'ipotesi più probabile) le compensazioni tramite i modelli F24 presentati in banca. I colloqui dunque sono stati la sede per ascoltare le esigenze delle imprese e le istanze delle banche ma le decisioni arriveranno solo dopo il giudizio di Eurostat - atteso questa settimana - sull'annualità nella quale contabilizzare i crediti se nel 2022 o quest'anno. In quest'ultimo caso il margine di manovra del governo sarebbe strettissimo in quanto un onere maggiore sul disavanzo metterebbe a rischio il rinnovo delle misure contro il caro-energia che scadono a fine marzo. Ad ogni modo eventuali migliorie tecniche al dl sarebbero attese in sede di iter parlamentare. Migliorie che saranno scelte in un prossimo tavolo tecnico.


La fiducia

Intanto con 174 sì, 107 no e 3 astenuti la Camera ha votato la fiducia al governo sul decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonché di sostegno per la fruizione del trasporto pubblico. Domani il voto finale sul decreto che passerà poi all'esame del Senato. Lo sciopero dei benzinai del 25-26 gennaio (poi ridotto a un solo giorno), i frenetici incontri a Palazzo Chigi e al ministero delle Imprese e del made in Italy per scongiurare la serrata. C'è tutto questo dietro l'emendamento del governo arrivato un paio di settimane fa, quando il provvedimento era all'esame della commissione Attività produttive della Camera. Un emendamento che, venendo incontro alle rivendicazioni dei gestori, introduceva nel decreto, in base al fatturato, sanzioni da 200 a 2mila euro, come conseguenza della violazione degli obblighi di comunicazione e di esposizione dei prezzi dei carburanti (nella formulazione originaria del decreto il range era da 500 a 6.000 euro). Passa da 3 a 4 il numero di violazioni nell'arco di due mesi, anche non consecutive, per cui scatta la sospensione dell'attività. Rimane l'obbligo per i distributori di esporre, "con adeguata evidenza", i cartelloni con la media dei prezzi di riferimento accanto ai prezzi praticati, mentre arriva una app per consentire la consultazione dei prezzi medi e praticati. Vengono infine previste nuove funzioni per il Garante sulla sorveglianza dei prezzi, che dovrà predisporre ogni tre mesi una relazione sull'andamento dei prezzi medi (per l'attività di "Mr Prezzi" vengono stanziati 500 mila euro annui dal 2023 al 2025. "Dopo giorni di audizioni e confronti tra il Governo e le associazioni di categoria abbiamo trovato una convergenza che ci permetterà di venire incontro alle esigenze degli automobilisti e di tutti gli utenti in modo che possano essere consapevoli del prezzo finale che vanno a pagare. Il tavolo tecnico che abbiamo istituito con le categorie monitorerà nelle prossime settimane e nei prossimi mesi se questo cartello sta funzionando. Ci aspettiamo che questo decreto aiuti a contenere i costi e tenere alta l'attenzione sul problema" sostiene Gianluca Caramanna, deputato di Fdi.


Le opposizioni

Non sono d'accordo le opposizioni: "La questione dei carburanti è molto seria, perché ha un impatto diretto sul costo della vita dei cittadini e anche sul paniere dei beni di consumo, in un paese come il nostro che per l'80% trasporta le merci su gomma, a partire dai prodotti agroalimentari". Così Maria Chiara Gadda, deputata Azione-Italia Viva e vicepresidente Commissione agricoltura della Camera, intervenuta oggi in dichiarazione di voto. "Non possiamo dare la fiducia al governo su questo provvedimento - aggiunge - perché è anche l'esecutivo stesso che manca di fiducia all'interno della sua maggioranza: ci troviamo appunto ad aver sterilizzato tutti gli emendamenti proposti dalle associazioni di categoria, per l'incapacità di fare sintesi tra le diverse forze politiche". "Il tema è molto serio - avverte la parlamentare - non basta mettere un cartello, come ha messo in luce anche l'autorità per la concorrenza sul mercato e la questione del prezzo medio regionale potrebbe anche indurre in confusione il consumatore, ma soprattutto portare a un rialzo medio dei prezzi". Secondo Gadda “il tema vero è riformare il settore, non basta fare propaganda sul tema delle accise, in passato qualcuno su questo tema ha fatto del marketing elettorale a partire dal presidente Meloni e dal ministro Salvini”.


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