Spettacoli

Supergirl, trama e recensione del film in uscita oggi

A placeholder image for the article
Author image Mario Vai

25 giugno 2026 alle ore 10:36, agg. alle 10:57

Il DC Universe rallenta, un viaggio nello spazio senza meraviglia nella pellicola dedicata alla cugina di Superman

Dopo Superman, primo tassello del nuovo DC Universe immaginato da James Gunn, arriva oggi, 25 giugno, nelle sale italiane Supergirl, secondo capitolo di un progetto ambizioso che punta a ridefinire l'identità cinematografica dell'universo DC sul grande schermo.

Se il film dedicato all'Uomo d'Acciaio aveva quantomeno il merito di tentare una strada diversa all'interno di un genere ormai logoro e affaticato, questa nuova avventura incentrata sulla cugina kryptoniana segna invece un evidente passo indietro. Pur senza risultare un fallimento, Supergirl fatica infatti a trovare una propria personalità e finisce per apparire come un'opera di passaggio. 

LA TRAMA 

La storia è piuttosto semplice e, di per sé, questo non rappresenterebbe necessariamente un limite.

Al centro del racconto c'è Kara Zor-El, la cugina di Superman, cresciuta lontano dalla Terra e segnata da un'infanzia radicalmente diversa da quella del celebre Uomo d'Acciaio. Nel giorno del suo ventitreesimo compleanno, mentre vaga per la galassia insieme al fedele Krypto, il suo cammino si intreccia con quello di Ruthye, una giovane ragazza determinata a ottenere giustizia per la tragica perdita della propria famiglia. Quando un evento inatteso sconvolge l'equilibrio della situazione e mette in pericolo l'unico essere a cui Kara è davvero legata, la protagonista è costretta a rivedere i propri piani e a lanciarsi in una corsa contro il tempo. Ha così inizio un viaggio attraverso pianeti remoti e territori ostili che la porterà non solo ad affrontare nemici sempre più pericolosi, ma anche a fare i conti con le ferite del proprio passato e con una visione della giustizia molto più dura, impulsiva e sfumata rispetto a quella incarnata dal cugino Kal-El.

LA RECENSIONE

Non si tratta di un brutto film. Anzi, Supergirl resta un intrattenimento gradevole, capace di scorrere senza particolari inciampi per tutti i suoi 108 minuti. Il problema è un altro: manca la scintilla.

Manca quella vitalità che dovrebbe accompagnare l'espansione di un universo narrativo ancora tutto da costruire. Ci si trova davanti a un film di transizione, programmatico nelle intenzioni ma sorprendentemente povero di personalità, quasi fosse un episodio intermedio pensato più per preparare il terreno che per lasciare un segno.

Con Craig Gillespie alla regia, il DC Universe abbandona temporaneamente la Terra per aprirsi agli spazi sconfinati della galassia. Una scelta che, sulla carta, prometteva meraviglia, avventura e senso dell'esplorazione. Eppure è proprio qui che il film mostra i suoi limiti più evidenti. I pianeti attraversati da Kara Zor-El appaiono spesso privi di fascino, fotografati e immaginati con una povertà visiva che finisce per appiattire tutto. Mondi lontanissimi tra loro finiscono per assomigliarsi, schiacciati da un'estetica uniforme e ridondante che raramente riesce a evocare il senso dell'ignoto.

Paradossalmente, per tutta la durata del film non nasce mai il desiderio di scoprire di più su questa galassia.

Il problema è anche di scrittura. Supergirl appare costantemente derivativo, come se rincorresse modelli già visti senza riuscire a trovare una propria voce. Nelle intenzioni si voleva raccontare una protagonista più ruvida, meno idealizzata, distante dall'immagine tradizionale dell'eroina impeccabile. Tuttavia queste suggestioni restano spesso sulla superficie e non si trasformano mai in una costruzione realmente organica del personaggio.

Emblematica, in questo senso, una scena che mostra Supergirl in bagno mentre urina. Un momento chiaramente pensato per spiazzare lo spettatore e suggerire un approccio più irriverente e realistico al mito supereroistico. L'idea potrebbe persino funzionare, se trovasse poi una coerenza narrativa nel percorso della protagonista. Invece rimane un dettaglio isolato, un gesto provocatorio che finisce per apparire più come una strizzata d'occhio che come un vero elemento di caratterizzazione.

Eppure il film non è privo di qualità. La parte iniziale funziona meglio del resto e la digressione dedicata alle origini di Krypton rappresenta probabilmente il momento più interessante dell'intera operazione. In quei passaggi emerge finalmente un respiro epico che il racconto, successivamente, fatica a mantenere. Per qualche minuto si intravede il potenziale di un universo narrativo ricco e stratificato, ma è una promessa che resta in gran parte inesaudita.

Da lì in avanti il racconto si adagia su binari prevedibili. L'azione non decolla mai davvero, i personaggi secondari lasciano poca traccia e la narrazione procede senza particolari sussulti emotivi. Tutto funziona, ma nulla entusiasma. Tutto è corretto, ma raramente memorabile.

Per il nuovo DC Universe non è certo una battuta d'arresto definitiva. Tuttavia, dopo le ambizioni dichiarate da James Gunn, era lecito aspettarsi un secondo capitolo più audace e soprattutto più identitario. Supergirl resta un film piacevole da vedere, ma incapace di trasmettere quel senso di scoperta e di meraviglia che dovrebbe accompagnare ogni viaggio tra le stelle. E per una storia ambientata ai confini della galassia, è forse il limite più difficile da perdonare.



Altre storie

Leggi anche