Venezuela in ginocchio dopo il terremoto. 50 mila dispersi, oltre 500 le vittime
26 giugno 2026 alle ore 18:45, agg. alle 18:33
Gli aiuti arrivano da ogni parte del mondo per supportare il Paese sudamericano dopo le potentissime scosse. Quasi 7 milioni di persone potrebbero essere state colpite secondo l'ONU
E’ una gara di solidarietà quella internazionale per aiutare il Venezuela, dopo il sisma più devastante dell’ultimo secolo. Uomini e mezzi in partenza per Caracas o già nel Paese per supportare le ricerche dei dispersi che al momento sono oltre 50 mila. 589 le vittime accertate, 2980 i feriti.
ZONA DISASTRATA
La Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l'intenzione di "militarizzare" lo Stato di La Guaira, la regione costiera a nord di Caracas più colpita dalla doppia scossa sismica, e che è stata dichiarata "zona disastrata". Secondo le Nazioni Unite avrebbe subito il crollo di almeno 100 edifici, tra cui grattacieli residenziali. "Andremo a salvare le persone intrappolate - ha detto -. Stiamo lavorando senza sosta a questo compito".
GLI AIUTI
Da pratica di Mare i voli italiani, partiti questa mattina, trasportavano 41 vigili del Fuoco, materiale sanitario, personale dell’unità di crisi, tutto in coordinamento con la Protezione Civile. La Farnesiana ha segnalato che sono molti i connazionali che non hanno risposto alle chiamate, 65 mila gli italiani nell’area. Ma le comunicazioni in questo momento sono molto difficili, dunque chi non risponde potrebbe essere irraggiungibile per la fragilità del sistema infrastrutturale, aggravate dal terremoto. La Cei ha stanziato un pacchetto di aiuti pari a 500mila euro. L’Unione Europea è pronta ad inviare 520 soccorritori. La Spagna ha deliberato per l’invio di supporto economico e umanitario. Gli Stati Uniti sono già al lavoro per cercare i dispersi. Una donna è stata estratta viva dalle macerie dopo 36 ore, a Guaira, non lontano dalla capitale, una delle zone più colpite dal sisma.
STIME ONU
Fino a 6,8 milioni di persone potrebbero essere state coinvolte dai due violenti terremoti. È la stima diffusa dalle Nazioni Unite attraverso l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), secondo cui circa due milioni di persone vivono nella sola area metropolitana di Caracas. L'Onu ha precisato che si tratta di una valutazione preliminare, destinata a essere aggiornata con il proseguire delle verifiche sul terreno. Secondo l'Oim, il crollo di edifici e i danni alle infrastrutture essenziali stanno limitando l'accesso ai servizi di base, mentre la priorità resta la ricerca dei sopravvissuti sotto le macerie. Le agenzie delle Nazioni Unite avvertono, inoltre, che il numero degli sfollati è destinato ad aumentare con l'emergere di nuovi danni e con l'evacuazione delle aree più colpite. Nel corso della stessa conferenza stampa, ripresa dai media locali, le agenzie Onu hanno riferito che una ventina di ospedali d'emergenza negli Stati di La Guaira, Miranda, Aragua, Carabobo, Falcón, Zulia, Yaracuy e Lara, oltre che nel distretto di Caracas, hanno subito danni strutturali. Il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez ha chiesto alle Nazioni Unite l'invio di tre squadre mediche d'emergenza dotate di capacità chirurgiche, una delle quali è già in partenza dagli Stati Uniti. Caracas ha inoltre richiesto medicinali, attrezzature e forniture sanitarie, che le agenzie dell'Onu stanno acquistando e preparando per la spedizione attraverso Panama o direttamente verso il Venezuela.