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Omicidio Piersanti Mattarella: l'impronta del killer non è utilizzabile

Omicidio Piersanti Mattarella: l'impronta del killer non è utilizzabile

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Maria Paola RaiolaMaria Paola Raiola
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Lo si legge nella perizia realizzata dagli specialisti incaricati dal tribunale di Palermo. Con l'uso delle moderne tecnologie si era riaccesa la speranza di poter individuare con certezza gli esecutori materiali del delitto avvenuto 46 anni fa

Non è utilizzabile l'impronta trovata sulla Fiat 127 usata dai killer del presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980, sotto la sua abitazione.  Il gip del tribunale di Palermo, su richiesta dei pm guidati da Maurizio de Lucia, nei mesi scorsi aveva proceduto ad incidente probatorio, affidandosi a un pool di esperti. Ma è arrivato l'esito della perizia che non ha dunque fatto progredire le indagini.

Ancora non si conoscono  con certezza  i killer

A distanza di quasi 47 anni non si conoscono ancora i nomi dei killer del fratello del Capo dello Stato. Il pool di esperti scelti per verificare se i profili genetici delle impronte sull'auto usata dai killer di Piersanti Mattarella potessero essere compatibili con i due indagati Nino Madonia e Giuseppe Lucchese hanno verificato che non è stato possibile stabilirlo. Fra gli esperti del pool anche Ugo Ricci, responsabile della Forensic Genetic Unit di Careggi ed Elena Carra, docente di Scienze e tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche all'Universita' di Palermo, Carlo Previdere', del dipartimento di Sanita' pubblica all'Universita' di Pavia.

Speranze riaccese  dalle moderne tecnologie

Subito dopo il delitto, avvenuto il 6 gennaio del 1980,  l'impronta era stata isolata, ma considerata inutilizzabile. Dopo la riapertura delle indagini sul delitto, specie alla luce dei progressi tecnologici nelle investigazioni scientifiche, si è cercato di accertare se il vetrino avesse catturato delle tracce biologiche comparabili con il profilo genetico dei due indagati per l'omicidio: i boss Antonio Madonia e Giuseppe Lucchese, i killer che, secondo la Procura guidata da Maurizio De Lucia, avrebbero ucciso Mattarella. L'incarico ai tecnici fu dato a giugno dell'anno scorso. L'esito della perizia verrà illustrato al Gip del Tribunale di Palermo, lunedì prossimo. Per il delitto del politico democristiano sono stati condannati come mandanti i boss della cupola corleonese: Totò Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Pippo Calò, Francesco Madonia e Antonino Geraci. Ma la certezza su chi eseguì materialmente il delitto non c'è ancora.