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Centrodestra: il piano (che coinvolge Mantovano) di Meloni per il Colle più alto

Centrodestra: il piano (che coinvolge Mantovano) di Meloni per il Colle più alto

Photo Credits: AnsaFoto.it/US PALAZZO CHIGI FILIPPO AT

Alberto CiapparoniAlberto Ciapparoni
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La premier ha assunto un profilo pubblico da piena campagna elettorale, tirando fuori una carta che era rimasta ancora nascosta: “Chi non è di sinistra non è figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti e quindi può legittimamente puntare anche al Quirinale”

Oramai senza l'appoggio di Donald Trump, e allarmata dai numeri galoppanti, almeno nei sondaggi, di Roberto Vannacci, Giorgia Meloni ha esplicitato in una intervista un azzardo di cui nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama si vocifera da qualche settimana. Ovvero, il messaggio è stato il seguente: se volete un presidenzialismo di fatto, senza riforma costituzionale, e un Capo dello Stato di destra, votate di nuovo l’attuale maggioranza

Il piano

E il piano sarebbe già pronto: la premier rivince le elezioni, torna a Palazzo Chigi e attende da quella postazione la scadenza del mandato di Sergio Mattarella, nel 2029, per poi farsi eleggere al Colle, e collocare alla guida dell’esecutivo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. E proprio Mantovano sarebbe anche l’altro potenziale candidato che la leader di Fratelli d’Italia spingerebbe per il dopo Mattarella, se dovesse fallire la scalata personale. C’è però un punto che rende tutta la scommessa comunque al buio: ossia, le elezioni, che probabilmente si terranno ad aprile 2027, e il loro risultato.

Il tabù

Insomma, certo, "dipenderà dagli italiani", ma se la sua maggioranza dovesse fare il bis alle prossime elezioni "si potrebbe superare questo altro grande tabù", cioè quello di un presidente della Repubblica "non di centrosinistra". Giorgia Meloni si è ripresentata in tv in piena modalità campagna elettorale. E ha sottolineato: chi non è di sinistra "non è figlio di un dio minore, ha gli stessi diritti" e quindi può legittimamente puntare anche al Colle più alto. 

La legge elettorale

La premessa naturalmente è quella di rivincere le elezioni ma lei ripete che non è per questo motivo che si sta tentando di modificare la legge elettorale. La riforma "non favorisce nessuno, favorisce gli italiani", spiega, confermando la sua tesi con la puntualizzazione che "se provi a fare una legge cercando di apparecchiarti la situazione che secondo te può essere meglio per vincere, perdi automaticamente". A osteggiarla, attacca, sono "quelli che non hanno mai vinto le elezioni" e che vogliono continuare ad andare al governo con i "giochi di palazzo".