Trump decide sui dazi: quali rischi per l’Italia e l’Europa?

Photo Credits: agenzia fotogramma
Redazione WebAlle 22 ora italiana, Donald Trump annuncerà la sua decisione sui dazi. L’industria italiana ed europea trema: il rischio è un duro colpo per settori chiave come alimentare, farmaceutico, moda e meccanica.
Oggi è il giorno dei dazi. Alle 22 ora italiana sapremo cosa Trump avrà deciso. Ma quali saranno le conseguenze che avranno Italia e l’Europa? Secondo il presidente di Confindustria Samuele Orsini,” l’impatto che avrà l’Italia sarà imponente”.
"I settori oggi più esposti – sostiene Orsini - sono il farmaceutico, l'alimentare e quello delle macchine per la produzione oltre al tessile-moda. L'Europa ha due imperativi categorici: dialogare con tutti, a cominciare dalla nuova amministrazione americana, ed evitare reazioni di pancia che sono controproducenti".
Orsini prosegue: "Se l'Europa alimentasse lo scontro con gli Usa, ne beneficerebbe solo la Cina“
Tre mosse per affrontare la crisi
Per affrontare la situazione, Orsini propone tre azioni:
1. Taglio dei tassi da parte della Banca Centrale Europea per sostenere l’economia.
2. Nuovi accordi commerciali con paesi come Messico, India, Giappone, Thailandia e Vietnam.
3. Rafforzare il mercato unico europeo per facilitare gli scambi tra i paesi UE.
Il presidente sostiene inoltre che "l’Europa deve tenere buoni rapporti con gli stati Uniti e con gli altri paesi mondiali, dialogare con tutti per “evitare reazioni “di pancia” che sarebbero controproducenti”.
"Europa ed Italia non possono essere indipendenti e autonomi dal punto di vista dell’energia, dei metalli e terre rare.”
L’allarme degli economisti
Sulla questione dazi interviene anche Valentina Meliciani, ordinario di Economia applicata alla Luiss e direttrice del Luiss institute for european analysis and policy: “I dazi di Trump fanno già danni,- sostiene Meliciani - "basta dare un'occhiata a quello che succede sui mercati, o all'andamento dei tassi di interesse a lungo termine, già in aumento. C'è la forte preoccupazione che i dazi possano portare ad un aumento dell'inflazione e quindi interrompere il ciclo ribassista della Bce”
Se i prezzi salgono, la crescita economica ne risente e si rischia una frenata per molti settori produttivi.
Occupazione a rischio: 60.000 posti in meno?
Anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, dice la sua in un intervento sul 'Giornale'. Secondo le sue stime, una guerra commerciale con gli USA potrebbe costare all'Italia tra i 4 e i 7 miliardi di euro e la perdita di oltre 60.000 posti di lavoro ogni anno. I settori più a rischio: agroalimentare, vitivinicolo, macchinari e farmaceutica.
Secondo Fumarola, la via migliore sarebbe trovare un accordo tra Governo, sindacato e associazioni per individuare obiettivi condivisi sulla produttività, competitività e stipendi,con contratti di lavoro che permettano di sostenere l’economia.
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