Auguri "Renz'Arbore" (come dicono a Napoli e Foggia): lo showman compie 89 anni esilaranti!
L'amore con Mariangela Melato nacque grazie allo "zampino" di Lucio Battisti. Tutto quello che c'è da sapere sullo storico Dj di "Bandiera gialla"
Il maestro, il talent scout, il dj. Il clarinettista. O' showman. Renzo Arbore compie 89 anni e incassa l'affetto di tutta l'Italia. E' un mito indiscutibile nel panorama della tv italiana. Ha scoperto talenti del calibro di Roberto Benigni e non solo: la lista è assai lunga.
Da Foggia, dove è nato, a Napoli (dove ha studiato e si è innamorato della canzone classica partenopea). Passando per Roma, dove vive tutt'ora e dove ha conosciuto Boncompagni. Concorso per programmatori musicali in Rai, che vinse a pieni voti. Iniziò così la carriera di Renzo, tra musica, radio (fu il primo dj della storia ed ha celebrato in Senato i 100 anni della radio), televisione e cinema. Poi concerti in tutto il mondo con l'Orchestra italiana: a partire dal 1990 ha portato la canzone napoletana ovunque. Oggi che è candidata a patrimonio culturale dell'Unesco, Arbore incassa un altro grande successo.
IL DOPOGUERRA A FOGGIA E L'ARRIVO CON LA CINQUECENTO A ROMA
A Foggia c'è ancora Palazzo Arbore, nel cuore della città, a due passi dal Liceo Ginnasio Lanza che ha frequentato prima di lasciare la città del Tavoliere per gli studi universitari a Napoli. A Foggia, in via Arpi, si esibisce da ragazzo con il clarinetto a "La taverna del Gufo", uno storico locale. Studia musica con il maestro Rico Garofalo e conosce la musica americana grazie militari statunitensi presenti a Foggia (una città spezzata dai bombardamenti del 1943).
Ascolta la radio che annuncia la fine della Guerra e sogna. Arbore, figlio di un dentista molto affermato e di una casalinga, studia a Napoli e si laurea in Giurisprudenza. Napoli è la sua seconda pelle. Ama la città, il suo profumo e - ovviamente - la canzone napoletana. Ma ricorda sempre le sue origini foggiane: lì sta per nascere "Casa Arbore", uno spazio che ospiterà - come lui stesso ha raccontato a RTL 102.5 - la sua collezione di gilet acquistati in giro per il mondo.
Arriva a Roma con una vecchia Cinquecento bianca targata Foggia. In piazza del Popolo, quel ragazzo sempre con il sorriso stampato in volto, conosce Gabriella Ferri (una delle prima persone che frequenta appena giunto nella Capitale). Inizia la sua vita esilarante romana. Poi arriva il microfono della radio ed i programmi di successo come Bandiera gialla (ascoltato da milioni di ragazzi che arrivano a Roma da ogni città d'Italia). Arbore e Boncompagni per anni sono tutt'uno: colleghi, ma soprattutto grandi amici.
E nella sua vita c'è spazio anche per la televisione. Quella televisione che oggi manca a tutti. Quella televisione "cult", riscoperta soprattutto dai giovani: Indietro tutta, quelli della notte, L'altra domenica. Programmi storici, che segnano un'epoca.
L'AMORE PER MARIANGELA MELATO E "LO ZAMPINO" DI BATTISTI
L'amore per Mariangela Melato, durato anni, interrotto e poi ricominciato fino alla morte dell'attrice milanese (si è spenta l’11 gennaio 2013 all’età di 71 anni per un tumore al pancreas). Ma certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Sempre. Arbore l'ha sempre ricordata in questi anni, celebrando l'arte della Melato - che è stata una delle attrici più amate e talentuose di questo Paese.
Il loro amore è nato grazie alla chitarra di Lucio Battisti, che era un grande amico di Arbore. E lui stesso, in un'intervista, raccontò:
"Un giorno Lucio Battisti venne a casa mia. Gli dissi: “Sto andando a una festa con Mariangela Melato a casa di Agostina Belli. Vieni anche tu”. E lui: “No, perché sennò poi mi fanno cantare”.
Lo rassicurai: nessuno glielo avrebbe chiesto. Arrivati a casa di Agostina Belli, Lucio vede una chitarra, la prende e dice: “Vi faccio sentire l’ultima canzone che ho scritto con Mogol”. Io ero accanto a Mariangela e Lucio attaccò: “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…”.
Tra le lunghe storie d'amore di Arbore c'è sicuramente anche quella con Mara Venier (durata 12 anni). I due sono rimasti in ottimi rapporti e Renzo, spesso, è stato suo ospite a Domenica in su Rai1.
L'AMICIZIA CON LUCIANO DE CRESCENZO
Luciano De Crescenzo - il filosofo pop del Novecento - per anni è uno dei suoi migliori amici. Un legame profondo che porta in tv e nei film che segnano la storia di intere generazioni. "Ci siamo conosciuti nel 1967 a Sorrento quando abbiamo scoperto che, a nostra insaputa, eravamo fidanzati con la stessa ragazza. La cosa ci fece molto ridere, da lì siamo diventati fratelli. Con Luciano è stata tutta una vita di battute", dice Renzo in una recente intervista a Tv sorrisi e canzoni.
Timido, eppure non si direbbe. Quando arriva in Rai, come programmista programmatore dopo aver vinto un concorso, conosce Boncompagni (che si qualifica secondo). A Tv sorrisi e canzoni racconta i tratti del suo carattere. E se dovesse parlare al Renzo di quegli anni direbbe:
"Devi superare assolutamente la timidezza! Pensi che a “Bandiera Gialla” io non parlavo e Magalli fece la mia imitazione per far sentire la mia voce al pubblico.
Ero timidissimo. Poi fortunatamente nel programma “Per voi giovani” dovetti per forza parlare, allora con un po’ di cognac al mattino mi sciolsi. Anche per suonare in pubblico ce n’è voluta! Temevo il lancio dei pomodori"
LA TV, I FILM E L'ORCHESTRA ITALIANA
Renzo ha fatto cantare il mondo intero portando la canzone napoletana in giro, ovunque, con l'Orchestra italiana. New York, Australia, Europa. Chilometri e chilometri con il clarinetto sempre pronto all'uso e il suo immancabile gilet. Arbore, per la verità, ne ha tantissimi. La sua casa romana è una sorta di museo pieno di cimeli, colori. Ci sono decine e decine di gadget acquistati in giro per il mondo, poi gli occhiali da sole e gli strumenti musicali. E' il suo mondo, il mondo arboriano. Inimitabile.
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