Ambiente, il programma del ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani lo illustra alle Commissioni

16 marzo 2021, ore 14:00 , agg. alle 17:20

Il ministero della Transizione ecologica perseguirà le politiche ambientali, nella consapevolezza che nell'era in cui viviamo dobbiamo fronteggiare anche un debito ambientale

"E' la prima occasione dall'entrata in vigore della legge istitutiva del ministero dell'Ambiente in cui il ministro riferisce alle Commissioni congiunte dell'ambiente e dell'industria dei due rami del Parlamento. In passato, infatti, il ministro dell'Ambiente ha sempre illustrato le linee programmatiche del dicastero soltanto alle Commissioni ambiente. Questa circostanza è dovuta all'inevitabile riconoscimento, forse tardivo, da parte dell'ordinamento della Repubblica della connessione intima tra ambiente, energia e sviluppo". Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, riferendo alle Commissioni congiunte Industria/Attività produttive e Ambiente della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, sulle linee programmatiche del suo dicastero.


Il debito ambientale

"Il ministero della Transizione ecologica perseguirà le politiche ambientali - ha detto Cingolani - nella consapevolezza che nell'era in cui viviamo dobbiamo fronteggiare anche un debito ambientale. Debito ambientale che diversamente da quello economico è, per sua natura, un debito comune che trascende i confini degli Stati e non è esigibile esclusivamente in capo a chi lo ha prodotto, che sia una generazione o una collettività, distanti nel tempo o nello spazio. Inoltre, siamo già gravati da un debito ambientale contratto nei passati decenni, il cui montante sarà sempre più faticoso recuperare, se non agiamo per tempo".


Le nuove competenze del ministero

Con il decreto legge n. 22 del 2021, in corso di conversione alla Camera, sono state ridefinite le competenze del ministero dell'Ambiente, trasferendo ad esso attribuzioni in materia di energia, fino ad ora assegnate allo Sviluppo economico. "Una tappa importante nel percorso di tutela dell'ambiente e nel percorso di intervento a favore della transizione ecologica" e "una novità che segna un salto di qualità nella sfida ambientale del Paese". I nuovi ambiti di intervento del ministero della Transizione Ecologica, in ambito energetico riguarderanno, "la competenza in materia di autorizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili di competenza statale, anche ubicati in mare, di sicurezza nucleare e di disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché la competenza in materia di agro-energie; la competenza sui piani e sulle misure in materia di combustibili alternativi e delle relative reti e strutture di distribuzione per la ricarica dei veicoli elettrici, sulla qualità dell'aria, sulle politiche di contrasto dei cambiamenti climatici e per la finanza climatica e sostenibile e il risparmio ambientale, anche attraverso tecnologie per la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra; i compiti di pianificazione in materia di emissioni nei diversi settori dell'attività economica, ivi compreso il settore dei trasporti".


Nascono tre dipartimenti

"Il ministero della Transizione ecologica - ha detto il ministro Cingolani - assicurerà l'adempimento della sua missione mediante tre dipartimenti: il Dipartimento per il personale, la natura, il territorio e il Mediterraneo (Dipent); il Dipartimento per la transizione ecologica e gli acquisti verdi (Ditei); il Dipartimento per l'energia e il clima, nel quale confluiscono la Direzione generale per l'approvvigionamento, l'efficienza e la competitività energetica e la Direzione generale per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari del ministero dello Sviluppo economico e la Direzione generale per il clima, l'energia e l'aria del ministero dell'Ambiente". Il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) "approva, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, il Piano per la transizione ecologica, con il quale individua le azioni, le misure, le fonti di finanziamento, il relativo cronoprogramma, nonché le amministrazioni competenti all'attuazione delle singole misure in materia di riduzione delle emissioni di gas climalteranti, mobilità sostenibile, contrasto del dissesto idrogeologico e del consumo del suolo, risorse idriche e relative infrastrutture, qualità dell'aria ed economia circolare".


Lo sforzo per riavviare il sistema produttivo

 "La straordinarietà dell'attuale situazione mondiale, nel cui contesto l'Italia si trova a effettuare un enorme sforzo per riavviare il proprio sistema produttivo - continua - impone un paradigma di procedure amministrative e di assetti regolatori che traduca le risorse economiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) in progetti concreti che siano tempestivamente realizzati dal sistema dell'Amministrazione pubblica". Sulle istanze di valutazione ambientale pervenute e sulle procedure concluse, nel periodo da gennaio 2020 a metà febbraio di quest'anno, Cingolani aggiunge che "delle 610 istanze pervenute, risultano lavorate 577 (il 95 per cento circa), mentre sono in corso di esame di verifica di procedibilità quelle recentemente pervenute (in numero di 33) e che saranno processate entro i tempi previsti dalla normativa. Per le restanti 30 istanze, ritenute non procedibili, si è in attesa della trasmissione degli atti di perfezionamento da parte dei proponenti". "L'azione del dicastero sarà costantemente improntata al confronto con il Parlamento e con le Commissioni di merito, che costituiscono l'interlocutore costituzionalmente qualificato del Governo per la rappresentanza e la composizione delle istanze dei portatori di interesse e della collettività, istanze che, nel complesso periodo di crisi che stiamo vivendo, possono essere diverse e talora confliggenti".


Ambiente, il programma del ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani lo illustra alle Commissioni
Tags: ambiente, roberto cingolani, transazione ecologica

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