Attesa per la firma dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, restano aperte questioni cruciali
Attesa per la firma dell’accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, restano aperte questioni cruciali Photo Credit: ANSA/ABEDIN TAHERKENAREH
15 giugno 2026, ore 16:30 , agg. alle 17:24
Il presidente Trump ribadisce che lo Stretto di Hormuz deve essere libero da pedaggi, mentre Teheran chiede il pagamento di una tariffa per i servizi marittimi
"Le navi stanno iniziando a lasciare lo Stretto di Hormuz, molte delle quali cariche di petrolio". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. Stanno percorrendo l'autostrada meridionale, che è assolutamente sicura, protetta e incontaminata, ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti si aspettano che lo Stretto di Hormuz riapra "senza pedaggi" imposti dall'Iran. Lo stesso pensiero è stato ribadito dal vicepresidente JD Vance in un'intervista a Cnbc. Il numero due della Casa Bianca sarà presente venerdì 19 in Svizzera per la firma sul documento che sancisce la fine delle ostilità tra Washington e Teheran. Durante un’altra intervista alla ABC, Vance ha ribadito che l'accordo in formato digitale è già stato firmato ieri, domenica 14 giugno, e non è stato ancora erogato alcun pagamento. “La situazione non cambierà", ha dichiarato ancora Vance.
L’Iran
Sulla firma restano aperte ancora alcune questioni, tra cui quella del passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. La versione di Teheran è però differente da quella descritta dal presidente Usa Trump. L'Iran, infatti continua a ribadire che vuole riscuotere delle "tariffe" per i servizi marittimi offerti al fianco dell'Oman, una volta che la via navigabile sarà di nuovo aperta. Secondo l'agenzia di stampa statale Tasnim, la Repubblica Islamica chiede una tariffa di passaggio, ma non un vero e proprio pedaggio di transito. Ma non solo, Teheran ribadisce che sono inaccettabili le presenze straniere a Hormuz. Il riferimento è alla volontà espressa da diversi Paesi, tra cui l’Italia di dare una mano a contribuire, non solo allo sminamento della zona di mare, ma ance ad accompagnare la piena riapertura dello Stretto. Proprio questa mattina la Premier Giorgia Meloni ha detto che l’Italia è pronta, insieme agli altri partner e fermo restando la necessaria autorizzazione parlamentare, a contribuire alla riapertura di Hormuz.
Il passaggio al Congresso
Anche se è stata annunciata la firma per venerdì, l’approvazione dell’accordo da parte degli Stati Uniti è anche vincolata al passaggio al Congresso. "Ai sensi della legge, qualsiasi accordo sul nucleare con l'Iran deve essere trasmesso al Congresso per l'esame e il voto” Lo afferma Lindsey Graham, il senatore alleato di Donald Trump e falco dell'Iran. Attendo con interesse di esaminare il testo definitivo e ritengo fondamentale che l'artefice dell'accordo, il vicepresidente Vance, insieme ai suoi partner negoziali, partecipi al processo di presentazione dell'intesa finale al Congresso". Ha aggiunto.
La reazione Ue
L’Unione europea ha accolto favorevolmente l’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran "La priorità ora è l'attuazione dell'intesa. Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto e la libertà di navigazione deve essere ripristinata senza ostacoli. Questo è essenziale per la stabilità regionale e per l'economia globale". Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa che ha preceduto l'avvio del vertice G7 di Evian.



