Caso-Almasri, la difesa del ministro dell’Interno Piantedosi: “Pericoloso, ecco perché espulso subito”

Caso-Almasri, la difesa del ministro dell’Interno Piantedosi: “Pericoloso, ecco perché espulso subito”

Caso-Almasri, la difesa del ministro dell’Interno Piantedosi: “Pericoloso, ecco perché espulso subito” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Intanto è stato ricostruito il viaggio svolto in giro per Europa da Osama al Njeim Almasri, capo della polizia giudiziaria libica, prima del suo arresto in Italia sabato e il suo successivo rimpatrio in Libia: Inghilterra, Belgio, Germania, infine Torino

"A seguito della mancata convalida dell'arresto da parte della Corte d'appello di Roma, considerato che il cittadino libico era 'a piede libero' in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale, come emerge dal mandato di arresto emesso in data 18 gennaio dalla Corte Penale Internazionale, ho adottato un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato, ai sensi della legge. Il provvedimento è stato notificato all'interessato al momento della scarcerazione e, nella serata del 21 gennaio, ha lasciato il territorio nazionale". Così il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al question time al Senato sul caso Almasri. Per Piantedosi l'espulsione in quel momento "era la misura più appropriata, anche per la durata del divieto di reingresso".

L’informativa

La prossima settimana lo stesso titolare del Viminale terrà un’informativa alle Camere ma il quadro che si desume da molte fonti sembra chiaro: il Guardasigilli Nordio ha effettuato una scelta politica, evidentemente d’accordo con Palazzo Chigi, obbiettivo, non creare problemi per la cooperazione italo-libica contro l’immigrazione illegale, nonostante i crimini contro l’umanità evocati dalla Corte dell’Aia.

L’opposizione

Il centrosinistra però resta sulle barricate, la Segretaria del Pd Elly Schlein lo fa parlando con i cronisti in Transatlantico alla Camera: "Giorgia Meloni deve venire a rispondere in Aula, perché in questa pessima vicenda non è possibile che non ci fosse un coinvolgimento diretto di Palazzo Chigi. La smetta di nascondersi dietro i suoi ministri. Si prenda la responsabilità di venire a chiarire quello che è accaduto e perché lei, che aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani, ha lasciato che ne fosse liberato uno in Italia e fosse rimandato direttamente in Libia su aereo italiano". Protesta invece di Alleanza Verdi Sinistra davanti Palazzo Chigi: "Attendiamo le dimissioni del ministro Nordio, che ha mentito al Paese", attacca il leader dei Verdi Angelo Bonelli, esponendo un cartello con l'immagine del libico e la scritta "Il boia nell'aereo di Stato". "

Il viaggio

Nel frattempo fonti autorevoli hanno svelato il viaggio svolto in giro per Europa da Osama al Njeim ALMASRI, capo della polizia giudiziaria libica, prima del suo arresto in Italia sabato scorso e il suo successivo rimpatrio in Libia. ALMASRI inizia il suo viaggio il 6 gennaio 2025, volando da Tripoli a Londra, facendo scalo all'aeroporto di Roma-Fiumicino. Si trattiene nella capitale britannica per 7 giorni. Il 13 gennaio 2025 infatti da Londra si trasferisce a Bruxelles in treno. Da Bruxelles prosegue per Bonn, in Germania, viaggiando in macchina con un amico. Lì soggiorna per due giorni e assiste a una partita di calcio. Insieme ad alcuni amici noleggia una Mercedes e si dirige verso Monaco. Durante il tragitto, vengono fermati dalla polizia per un controllo presentatosi come di routine: gli agenti li lasciano proseguire. E' il 16 gennaio 2025. Arrivati a Monaco, il 18 gennaio cambiano la Mercedes con un'auto più spaziosa per viaggiare verso Torino. Una volta giunti in città, la polizia effettua un ulteriore controllo, verificando tutto senza riscontrare irregolarità e permettendo loro di proseguire. Il motivo principale del viaggio a Torino era assistere a una partita della Juventus. Soltanto sabato 18 gennaio, quindi 12 giorni dopo l'inizio del viaggio di ALMASRI in giro per l'Europa, la Corte penale internazionale emette il mandato di arresto nei confronti di ALMASRI per crimini contro l'umanità e crimini di guerra. 


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