Carlo Calenda a RTL 102.5: “Israele democrazia fuori controllo. Netanyahu usa la guerra per rimanere al governo”

Carlo Calenda a RTL 102.5: “Israele democrazia fuori controllo. Netanyahu usa la guerra per rimanere al governo”

Carlo Calenda a RTL 102.5: “Israele democrazia fuori controllo. Netanyahu usa la guerra per rimanere al governo” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Il Leader di Azione, Carlo Calenda, ha commentato in diretta su RTL 102.5 l’attacco nella notte di Israele all’Iran.

Il Leader di Azione, Carlo Calenda, ha commentato in diretta su RTL 102.5 l’attacco nella notte di Israele all’Iran. L’intervista è andata in onda all’interno di Non Stop News, con Barbara Sala, Luigi Santarelli e Valentina Iannicelli.


“Netanyahu usa la guerra per rimanere al governo”

«Come a Gaza, vista le sue difficoltà interne al governo, Netanyahu usa la guerra per prolungare la sua permanenza la governo. Io considero l’Iran un Paese criminale, innanzitutto per il modo in cui tratta le donne al suo interno, ma questo non vuol dire che si possa andare in giro a bombardare solo per tenersi una poltrona. È esattamente quello che sta facendo Netanyahu, è diventato pericolosissimo».


Rapporti Italia-Israele, “insopportabile il silenzio della destra”

«Bisognerebbe assolutamente cambiare qualcosa. Il nostro Paese non dice niente sui rapporti con Israele. Io ho sempre sostenuto il diritto di Israele di esistere e di difendersi, ma ormai da tanto tempo ha passato qualunque limite di ciò che è ammissibile per una democrazia. Quello che sta facendo a Gaza e in Libano è qualcosa che non si può accettare e il silenzio completo della destra su questo è insopportabile. Non lo capisco neanche. Immagino che ci siano delle questioni legate al passato della Meloni e del suo partito e lo comprendo. Io mi batto contro l’antisemitismo in tutti i modi e in tutte le maniere, ma in questo caso l’antisemitismo non c’entra niente. C’entra il fatto che qui, come negli Stati Uniti, siamo davanti ad una democrazia che è andata fuori controllo».


Manifestazione per Gaza? “Noi abbiamo fatto qualcosa di più utile”

«Rispetto alla mancata partecipazione di Azione alla manifestazione per Gaza, Calenda continua: «Noi abbiamo fatto qualcosa di più utile, abbiamo fatto parlare i palestinesi che odiano Hamas e vogliono costruire lo Stato Palestinese e degli ostaggi israeliani che sono stati tra le grinfie di Hamas, che dicono a Netanyahu di fermarsi. Oggi il lavoro che bisogna fare è rafforzare la parte sana dei palestinesi e degli israeliani che vogliono la pace, altrimenti non serve a niente».


Trump e il rapporto con gli Usa

 «Lui è proprio matto, è problematico. Prima dice “Farò la pace in Ucraina in ventiquattro ore, ha ragione Putin”, poi “No, ha ragione Zelensky”. Ma alla fine non conclude niente, come i dazi con la Cina e si torna alla situazione che c’era prima. Guardate le scene di senatori che vengono arrestati dalla polizia o vengono buttati per terra perché fanno una domanda. Quello che sta succedendo negli Stati Uniti è una cosa che non si è mai vista. La prima democrazia del mondo, una volta si diceva “la guida del mondo libero”, è in mano a una persona che è totalmente fuori controllo. Questo ci deve preoccupare, invece delle beghe politiche interne italiane e vedere un mondo che intorno ci crolla addosso e che avrà conseguenze economiche e di sicurezza».


Spese difesa, “non è questione di percentuali”

«Io penso che essere capaci di difendersi è il principio per cui uno rimane libero e negli ultimi ottant’anni lo hanno fatto gli Stati Uniti. Adesso c’è Donald Trump che sicuramente va più d’accordo con Putine e con Xi Jinping, cioè con i dittatori, rispetto a come va d’accordo con l’Unione Europea. Dunque, non è che abbiamo alternativa a costruire un sistema di difesa europea. Per chi si ricorda un po’ di storia, De Gasperi provò a creare una comunità di difesa europea e questo vuol dire avere anche un’indipendenza politica. Il punto è come farlo. Adesso la cosa fondamentale, noi abbiamo sistemi di arma, per esempio la difesa dai missili balistici che non esiste. Ecco, questo è una cosa su cui bisogna investire. Ciò che bisogna fare è capire cosa serve per difendere non solo l’Italia, perché l’Italia ai fini dei trattati internazionali, i confini italiani sono in Estonia, quindi se l’Estonia viene attaccata dall’Italia, a tutti gli effetti è in guerra. Quindi, bisogna essere forti a sufficienza e indipendenti dagli Stati Uniti per scoraggiare attacchi di Putin a un Paese Europeo o un Paese NATO».



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