Coppa Davis, un amore di punto. Bologna offre l’arena della Virtus al tennis

Coppa Davis, un amore di punto. Bologna offre l’arena della Virtus al tennis

Coppa Davis, un amore di punto. Bologna offre l’arena della Virtus al tennis


Alla Fiera del capoluogo emiliano un viavai di appassionati piccoli e grandi, tra gli stand, i chioschi e i campi per gli allenamenti sui quali si avvicendano i tennisti in erba

LA FIERA DEL TENNIS

50 mila metri quadri messi a disposizione della Federazione Internazionale Tennis in Fiera. Nel mega impianto temporaneo anche tre campi di allenamento. Uno nel padiglione 37, dove si trova anche la Super Tennis Arena, il campo ufficiale sui cui si intrecciano i punti delle 8 nazionali che si sfidano nelle finali della Davis Cup. Gli altri due sono nel capannone adiacente, il 36, dove si trova tutto l’apparato della comunicazione di questa notevole organizzazione. Mentre il terreno di allenamento accanto a quello ufficiale è aperto a tutti coloro che vogliono stringere una racchetta per farsi dare qualche consiglio dai maestri messi a disposizione dalle società tennistiche del territorio, sugli altri due campi si allenano i professionisti e sono letteralmente avvolti dal mistero: nascosti dietro una spessa tenda nera, dalla quale fuoriesce solo il rumore delle palline che si schiantano sulle corde delle racchette, e il suono che emettono i giocatori quando colpiscono forte… A proposito, quella vocalizzazione non-verbale si chiama ‘grutning’, se vi ricorda lo ‘sgrunt’ dei fumetti… beh, siamo nello stesso ambito dell’onomatopeica!

UN CAMPO PSICHEDELICO

La Super Tennis Arena può ospitare fino a 10 mila spettatori. 16 mila metri quadri a disposizione: quattro grandi schermi e centinaia di luci (molte più che a Casalecchio, l’impianto che lo scorso anno ha ospitato i gironi) per i classici giochi di luce, amplificatori e impianto sonoro. Il campo è blu color del cielo un attimo dopo il tramonto e verde menta, sul fondo la scritta bianca Emilia-Romagna, al lato, sempre in bianco, Bologna e la coppa stilizzata. I seggiolini chiari degli spalti sono illuminati in modo da dare un effetto iridescente verde fluo a tutta l’arena. Sempre al padiglione 37 troviamo la Fan Zone (come per la Virtus), solitamente affollata, con aree food e stand di realtà aumentata, per far provare il brivido del campo anche ai portatori di disabilità.

L’AMORE DELLO ZERO

Ma per chi guarda il tennis dalla finestra senza varcare la porta principale degli stadi se non di rado, la scoperta più affascinante è lo zero. Dall’alto del suo seggiolino, l’arbitro che dirige l’incontro internazionale e annuncia i punti al pubblico utilizza una nomenclatura che è limpida solo per gli esperti. Per chi è a digiuno di ace, tiebreak, net, set, game, deuce, e della comprensione del motivo per il quale dopo il 15, arriva il 30, ma poi c’è il 40 e non il 45, in realtà è solo con lo zero che perdona l’ingarbugliato mistero tennistico. Love -amore- è zero. Fifteen love - thirteen love o fourteen love, e la pace è fatta con tutto. Con l’impossibilità di darsi alcune risposte, e anche, forse, con la sconfitta. Peace e, soprattutto, LOVE!


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