Elezioni, Renzi vuole correre da solo, Calenda vuole fare il premier e Letta si proclama il frontman

26 luglio 2022, ore 19:00

I partiti sono in piena campagna elettorale, domani il vertice del centrodestra ed oggi è tornato a farsi sentire il premier Draghi, per il quale “sarà un autunno complesso, e tutti devono essere coinvolti per fronteggiare la flessione dell'economia"

Sarà un autunno complesso, tutti devono essere coinvolti in questa fase di emergenza, "per fronteggiare la flessione dell'economia". Nel frattempo, però, l’esecutivo va avanti: c'è ancora tanto da fare. È il ragionamento di Mario Draghi, espresso alle parti sociali incontrate questa mattina a Palazzo Chigi.


La campagna elettorale

Intanto, i partiti sono in piena campagna elettorale. Il leader di Italia viva Matteo Renzi annuncia: "Corriamo da soli". Ed Enrico Letta sfida Giorgia Meloni: "O noi o lei, non ci sarà un pareggio", dice in direzione nazionale del Pd allargata ai gruppi parlamentari. Il segretario Dem è pronto ad affrontare le elezioni del 25 settembre, "il voto più importante di sempre", osserva. Ed è pronto ad assumersi "il ruolo di front-runner della nostra campagna elettorale". Il Pd, "il partito più ambientalista d'Europa" deve "combattere, mettercela tutta" ma senza rinnegare i tre anni passati "perché senza il lavoro al fianco del M5S non ci sarebbe stato il governo Draghi", precisa il segretario Dem in direzione. Da parte sua il leader di Azione Carlo Calenda annuncia: "Draghi dicesse che non è disponibile come premier allora mi candiderei io".


Le alleanze

Di sicuro, a 60 giorni dalle elezioni politiche, domina il tema del rebus delle alleanze. Da una parte il diktat della leader di FdI Giorgia Meloni che chiede alla sua coalizione di stabilire subito le regole per definire il futuro premier. Dall'altra il confronto nel centrosinistra che potrebbe spingere a un'intesa il segretario del Pd Enrico Letta e quello di Azione Carlo Calenda. Ma non solo. C’è stato anche un incontro fra Letta, il sindaco di Milano Beppe Sala e il ministro Luigi Di Maio, leader di “Insieme per il futuro”. Dal suo canto per il Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo ribadisce la regola del tetto dei due mandati.


Lupi

Intanto bolla come un "falso problema" il nodo della premiership nel centrodestra spiegando che "le regole ci sono da 30 anni" e che "il leader lo decideranno gli elettori": poi, Maurizio Lupi dice che "e' il momento di alzare la testa" e rivendica un ruolo centrale dei moderati nel centrodestra definendolo pilastro. "La nostra storia, la storia dei moderati, e' la storia del centrodestra da 30 anni - dice - Noi con L'Italia siamo qui e vogliamo essere questo pilastro del centrodestra". E aggiunge: "Noi con l'Italia si candida a prendere e a recuperare quei voti degli elettori moderati perché senza un forte polo moderato, un forte pilastro moderato non c'è un centrodestra di governo. Noi facciamo la nostra parte". Sceglie insomma la città di Napoli per presentare il nuovo simbolo dove in bella mostra c'è proprio il suo nome. E Lupi chiama in causa, più volte, parole chiave come "serietà, competenza, concretezza".


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Tags: Calenda, Letta, Lupi, Renzi

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