Fondi pubblici al presunto killer di Villa Pamphili, il ministro Giuli: “Non permetteremo più che questo accada"

Fondi pubblici al presunto killer di Villa Pamphili, il ministro Giuli: “Non permetteremo più che questo accada"

Fondi pubblici al presunto killer di Villa Pamphili, il ministro Giuli: “Non permetteremo più che questo accada" Photo Credit: Agenzia Fotogramma.it


Lo Stato aveva accettato di finanziare con il tax credit l’uomo indagato oggi per l’assassinio della compagna e della figlia trovate nel paco romano

Il mistero di Villa Pamphili si infittisce.

Dopo essere riusciti a risalire all’identità della donna trovata morta lo scorso 7 giugno assieme alla figlia neonata nel parco romano, ora si indaga sul presunto killer, colui che secondo gli inquirenti sarebbe anche il padre della piccola assassinata. Ma non è tutto.

Grazie al giornale online Open, si è scoperto che l’indagato, qualche anno fa, era passato dall’Italia spacciandosi per un regista, ed era riuscito a prendere dei fondi pubblici con il tax credit ministeriale per un film che, ad oggi, non è mai stato realizzato.

Com'è stato possibile questo, si chiede l’opinione pubblica?

I FATTI

Siamo alla fine del 2020, quando l’allora direttore generale cinema e audiovisivo era Nicola Borrelli e il Ministero dei beni culturali era guidato da Dario Franceschini nel secondo governo di Giuseppe Conte.

Open, che ha ricostruito la vicenda in esclusiva, parla di un tax credit di 863.595,90 euro, concesso alla produzione del film “Stelle della Notte” del regista Rexal Ford.

Lo Stato italiano, dunque, ha accettato di finanziare il misterioso uomo di Villa Pamphili, indagato oggi per il possibile assassinio della compagna di origine russa, Anastasia Trofimova, e della loro bambina Andromeda. Rexal Ford, finto regista cinematografico è infatti una delle false identità assunte da Francis Kaufmann, arrestato in Grecia e in attesa di essere estradato in Italia per essere interrogato su quei due delitti.

Per riuscire ad ottenere questi fondi pubblici, Kaufmann si era fatto assistere da un co-produttore italiano realmente esistente. Nel piano c’era scritto che il tax credit sarebbe stato utilizzato l’anno successivo, nel 2021.

L’uomo sarebbe riuscito nell’impresa, sfruttando anche una falla nella normativa. Infatti, all’epoca della richiesta, le opere internazionali avevano accesso al tax credit senza obbligo di depositare copia del materiale già girato del film per dare prova tangibile dei costi di produzione.

LA RISPOSTA DEL MINISTRO GIULI

Sgomento e la rabbia di fronte a un sistema di finanziamenti al cinema che ha consentito in passato leggerezze e sprechi". Lo dice il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sottolineando: "Non permetteremo più che questo accada". Si tratta di 'distrazioni' imperdonabili, un'eredità che i governi precedenti ci hanno lasciato rispetto al tax credit. Siamo già intervenuti - ricorda Giuli in una nota - e stiamo intervenendo con maggiore decisione per riformare una normativa nelle cui pieghe si sono arricchiti truffatori e forse persone addirittura peggiori."

Ora il ministero potrebbe revocare il credito e chiedere indietro tutti i soldi concessi, segnalando tutto alla procura della Repubblica.



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