Governo, domani il Cdm abbassa le stime di crescita: i dazi Usa pesano sul Prodotto interno lordo (il Pil)

Governo, domani il Cdm abbassa le stime di crescita: i dazi Usa pesano sul Prodotto interno lordo (il Pil)

Governo, domani il Cdm abbassa le stime di crescita: i dazi Usa pesano sul Prodotto interno lordo (il Pil) Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Intanto a Palazzo Chigi vertice con le categorie produttive. Alle imprese parte delle risorse destinate al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il tutto dovrebbe arrivare a poco meno di dieci miliardi di euro, ma serve l’avallo di Bruxelles

Il nuovo Def è atteso al varo del governo domani con l'ormai scontato ribasso delle stime di crescita per il 2025 sotto il peso dei DAZI americani in primis e della generale incertezza sulle prospettive economiche a causa del perdurare dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Il testo arriverebbe quindi al traguardo con un giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 10 aprile per l'invio al Parlamento.

L’Upb

Intanto l'Upb dovrebbe avere già trasmesso al Mef la lettera di validazione delle stime: l'eventuale via libera e relative valutazioni dell'Ufficio parlamentare di Bilancio saranno rese note, come da prassi, dopo la trasmissione del documento alle Camere. Ribattezzato 'Documento di finanza pubblica', il testo non conterrà le stime programmatiche ma solo tendenziali, ovvero le previsioni al netto dei piani futuri del governo. Quindi escludendo eventuali interventi per rilanciare la crescita o i consumi, il pil di quest'anno potrebbe perdere diversi decimali rispetto alle stime autunnali fermandosi entro una forchetta tra lo 0,6-0,8% contro il +1,2% contenuto nel piano strutturale di bilancio dello scorso autunno. Il pil dovrebbe poi tornare a salire nel biennio successivo (il Dpb prevedeva rispettivamente 1,1% e 0,8%).

Le proiezioni

Intanto secondo le ultime proiezioni macro della Banca d'Italia, il pil aumenterebbe dello 0,6% nel 2025, dello 0,8% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Il Centro Studi di Confindustria italiano è allineato con una stima sul 2025 a +0,6%, ma con lo scenario più avverso di un'escalation protezionistica prevede un rallentamento fino +0,2%; nel 2026 tornerebbe a salire a +1%.

La legge di bilancio

Ad ogni modo le previsioni su crescita e conti entreranno nel vivo, come di consueto, in autunno con il lavoro di preparazione della Legge di Bilancio e quindi quando ingloberanno le misure del governo. Uno scenario più che mai in fieri perché a quel punto si capirà anche la piega del dibattito sulle fonti di finanziamento del piano di Riarmo Ue, se con fondi Ue o fondi meramente nazionali e dunque in deficit. Ad ogni modo in base al nuovo Patto di Stabilità Ue un rallentamento del pil con relativo impatto sul denominatore del deficit non comporterebbe, come in passato, correzioni di bilancio perché il nuovo parametro da rispettare è un aumento medio della spesa primaria dell'1,5% all'anno al netto di interessi ed effetti del ciclo economico. Le stime sul deficit e debito inoltre beneficerebbero di un 2024 migliore delle attese con il disavanzo in calo al 3,4% del Pil rispetto alla precedente stima del 3,8% e il debito al 135,4% contro 135,8%. Il Dpf passerà poi alle Camere che dopo le consuete audizioni voteranno la risoluzione. Il documento andrà quindi trasmesso a Bruxelles entro il 30 aprile. 


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