Governo, Draghi elogia la campagna vaccinale italiana. Intanto il centrodestra cerca l’unità perduta

20 ottobre 2021, ore 19:00

Berlusconi, Meloni e Salvini si incontrano dopo l'esito deludente del voto e decidono che occorre ripartire da maggior coordinamento e coesione su tutti i fronti - elezione capo dello Stato e legge elettorale compresi - da definire in incontri settimanali

Confermare l'obiettivo del graduale ritiro delle restrizioni alla circolazione, della finalizzazione del pacchetto Salute, ribadire il sostegno alla diplomazia vaccinale, insistere sul mercato interno digitale. E ancora: dare una risposta condivisa al preoccupante aumento dei prezzi dell'energia elettrica, a garanzia di una transizione energetica sostenibile, progredire verso una gestione strutturale del fenomeno migratorio, e più in generale riaffermare l'impegno a un approccio multilaterale alle prossime sfide comuni. Sono gli impegni che il Parlamento chiede al premier Mario Draghi, impegnato domani al Consiglio Europeo, nella risoluzione di maggioranza approvata da Camera e Senato, e su cui il premier è intervenuto a partire dal capitolo coronavirus. "Negli ultimi tre mesi e mezzo - ha infatti esordito Draghi, che non ha citato le tensioni nelle piazze - l'Italia ha vaccinato metà della popolazione, uno sforzo straordinario di cui dobbiamo essere grati al sistema sanitario, a partire da medici e infermieri, e all'immane opera logistica compiuta sin dall'inizio di questo governo. Voglio ringraziare in particolare giovani e giovanissimi che hanno scelto di vaccinarsi, e anche chi lo ha fatto nelle scorse settimane dopo aver superato le prime esitazioni".


Il caro-bollette

Draghi ha quindi dedicato un passaggio del suo intervento proprio ai rincari delle bollette, contro le quali, spiega, "il governo si è fortemente impegnato intervenendo con più di 3 miliardi per calmierare gli aumenti dei costi soprattutto per le famiglie più svantaggiate. Le transizioni ecologiche e digitali - ha sottolineato - avranno dei costi che dovranno necessariamente prevedere interventi basati sull'uguaglianza". Per questo "l'Italia ha sollecitato l'Europa a provvedere con acquisti di stock a livello comune, per avere adeguati livelli di deposito. L'obiettivo a medio termine è aumentare l'utilizzo di fonti rinnovabile ed essere sempre meno dipendenti dalle fonti fossili. Allo stesso tempo dobbiamo assicurarci che i tempi della riconversione siano compatibili con le esigenze e le necessità dei cittadini".


I migranti

Dove Draghi ha ammonito l'Europa è sulla questione migranti, spiegando che la Ue "deve fare di più". La scorsa estate, ricorda, l'Italia ha continuato a far fronte ai salvataggi e all'accoglienza tramite la protezione umanitaria, ma è essenziale che la Commissione presenti piani di azioni chiari, adeguatamente finanziati e rivolti a tutte le rotte del Mediterraneo, comprese quelle meridionali, prestando attenzione all'effettiva stabilità della Libia e della Tunisia. Proporrò che ad ogni Consiglio sia dato un aggiornamento su cosa è stato messo in campo". L'ex presidente della Bce si è invece mostrato completamente dalla parte della Commissione sulla questione Polonia: “Di fronte a questa sida che viene dalle sentenze delle Corti costituzionali che rivendicano la primazia nazionale, la posizione non può essere che di fermo sostegno alla Commissione per il lavoro che sta facendo con fermezza”.



Il vertice

Due ore a pranzo a Villa Grande, nuova residenza romana di Silvio Berlusconi. Dopo mesi di assenza - la sua ultima trasferta romana risale alle consultazioni per la formazione del governo di Mario Draghi, a inizio febbraio - il presidente di Forza Italia torna nella Capitale e ospita Giorgia Meloni e Matteo Salvini nella villa che fu di Franco Zeffirelli. Il centrodestra si incontra 'vis a vis' dopo l'esito deludente delle elezioni comunali e decide che occorre ripartire da maggior coordinamento e coesione su tutti i fronti - elezione capo dello Stato e legge elettorale compresi - da definire in incontri con cadenza settimanale. Sorrisi per la photo opportunity con ai piedi il cagnolino Dudù, i leader di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia a pranzo accennano una analisi del voto e decidono che il messaggio che devono mandare è quello di massima coesione in vista delle sfide elettorali future che non si possono permettere di perdere con candidati presentati "troppo tardi" e a volte "forse non all'altezza". Si affronta anche il tema delle diverse posizioni che ora il centrodestra esprime, con FdI all'opposizione, e Lega e FI al governo. E di quanto questo possa penalizzare la coalizione. Non ci sono frizioni nel pranzo, si cercano soluzioni, viene riferito. L'incontro, definito "cordiale" nella nota congiunta, serve, quindi, a rinsaldare il "clima di massima collaborazione". "Dopo un attento esame dei risultati elettorali e delle cause che li hanno determinati, i leader del centrodestra hanno stabilito che, d'ora in avanti, avranno incontri periodici - con frequenza settimanale - per concordare azioni parlamentari condivise", si assicura. "Con questo stesso spirito, il centrodestra intende muoversi compatto e per tempo per preparare i prossimi appuntamenti elettorali e politici, con particolare attenzione all'elezione del prossimo Presidente della Repubblica", si sottolinea. "Il centrodestra intende continuare la propria indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale", si aggiunge poi. Vengono quindi accolte le richieste formulate nei giorni scorsi da Meloni e Salvini: la prima aveva domandato maggiore coordinamento, il secondo l'identificazione con largo anticipo dei candidati alle amministrative, in programma in primavera. Ma l'incontro si svolge in un momento in cui due dei principali partiti della coalizione, Forza Italia e Lega, sono attraversati da tensioni interne non trascurabili, come dimostrano per esempio le dichiarazioni di Mariastella Gelmini, che parla di "linea azzurra sbagliata e di ministri tenuti lontani dal presidente".


Le pere

Cambia la location, cambia il menu. Sulla tavola di Silvio Berlusconi, c'è un nuovo piatto. Anzi, un nuovo dessert: le pere cotte al vin brulè con marmellata. Raccontano che oggi, al pranzo offerto dal Cav agli alleati Matteo Salvini e Giorgia Meloni a 'Villa Grande', la nuova residenza-ufficio dell'ex premier a Roma dopo le dimissioni della sede storica di Fi in via del Plebiscito, sia stato servito questo dolce, tipico della tradizione culinaria nell'Italia settentrionale, preparato artigianalmente scaldando il vino (meglio rosso che bianco), aggiungendo zucchero a piacere e diverse spezie, di base cannella e chiodi di garofano. Tra gli azzurri molti ricordano i tempi d'oro del menu tricolore, il trittico di pasta al pomodoro, ai quattro formaggi e al pesto, con immancabile gelato bianco-rosso-verde, cucinato dallo chef Michele a palazzo Grazioli, quando Berlusconi era al governo del Paese, è puntualmente proposto ai leader politici, capi di Stato e di governo, ospiti dell'allora ex premier. Chissà se la scelta delle pere cotte sia legata a qualche ricordo russo di Berlusconi: qualcuno, infatti, rievoca la foto scattata a Sochi, nel 2012, che ritrae sorridente il Cav insieme a Vladimir Putin e Dmitry Medvedev in tuta da sci mentre sorseggiano proprio del vin brulè dopo uno spuntino nel rifugio. Per la cronaca, prima delle pere cotte Salvini e Meloni hanno potuto assaggiare riso allo zafferano e spigola al forno.

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Tags: Berlusdconi, Draghi, Meloni, Salvini

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