Governo, Draghi negli Usa, ma in Italia si allarga il fronte contro l’invio di nuove armi a Kiev

09 maggio 2022, ore 17:30

La linea rossa da non oltrepassare, avverte il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5S), è quello della legittima difesa dell'Ucraina. Sulla stessa posizione il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, e il leader della Lega Matteo Salvini

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, inizia domani la sua visita ufficiale di due giorni negli Stati Uniti, la prima di un capo del governo italiano dal 2018, quando l'allora premier Giuseppe Conte fu ricevuto alla Casa Bianca da Donald Trump.


La visita

Una visita, quella di Draghi, che punta a riaffermare la storica amicizia e il forte partenariato tra i due Paesi in un momento storico estremamente delicato con il conflitto in Ucraina a farla da padrone. Sul tavolo ci saranno, in questo senso, gli sforzi di coordinamento con gli alleati - anche in ambito Quint (gruppo decisionale informale composto da Stati Uniti, Francia, Germania, Italia e Regno Unito) - sulle misure a sostegno del popolo ucraino e di contrasto all'aggressione della Russia, oltre che uno scambio di vedute sulle sfide globali di interesse comune, sui preparativi dei vertici G7 e Nato in programma a giugno e sulla cooperazione in materia di sicurezza energetica, digitale, alimentare e di cambiamento climatico.


La maggioranza

Ma nella maggioranza non si fermano polemiche e distinguo, soprattutto per quello che concerne il nuovo invio di armamenti a Kiev, così come stabilito dal recente vertice Nato a Ramstein. La linea rossa da non oltrepassare, avverte il ministro Luigi Di Maio, è quello della legittima difesa dell'Ucraina. Ovvero: "Dobbiamo supportare l'Ucraina e il suo esercito per la sua legittima difesa e allo stesso tempo l'Italia continuerà a lavorare per la pace. Ma non possiamo pensare di fornire armi per colpire il suolo russo, come ha detto il Regno Unito". In questo, Di Maio dice di condividere "quello che ha detto Giuseppe Conte". Sulla stessa linea il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani: "Le armi dell'Occidente vanno usate in Ucraina. Non sono d'accordo con Johnson. Le armi non vanno usate in Russia".


Il Papa

Un tema che torna al centro del confronto politico anche per le parole pronunciate da Papa Francesco durante il Reagina Coeli: "Di fronte alla pazzia della guerra, continuiamo per favore a pregare ogni giorno il rosario per la pace e preghiamo per i responsabili della Nazioni perché non perdano il 'fiuto' della gente che vuole la pace e sa bene che le armi non la portano mai". Per Matteo Salvini, "le parole del Santo Padre si confermano sagge e preziose: mi auguro che tutti i leader ci riflettano con grande attenzione". Intanto, il segretario Pd Enrico Letta torna a chiedere uno scatto d'orgoglio da parte dell'Europa: "Cinque grandi Paesi, Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia devono muoversi ora, uniti per la pace. Andare prima a Kiev e poi incontrare Putin. Non dobbiamo farci guidare dagli Usa, l'Europa è adulta. Questa guerra è in Europa e l'Europa deve fermarla. Sarebbe sbagliato firmare la pace negli Usa, come fu per l'ex Jugoslavia", conclude Letta.


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Tags: Biden, Draghi, Letta, Salvini

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