Governo, la premier Meloni a Cipro per il Consiglio UE: l’Europa è alla prova della crisi di Hormuz Photo Credit: AnsaFoto.it/
23 aprile 2026, ore 15:45
La presidente del Consiglio, a fronte della mancata uscita dalla procedura di infrazione per il deficit, insiste sulla sospensione del Patto di stabilità. La voce italiana, tuttavia, appare isolata: la Commissione europea mantiene una posizione contraria
Ad Agia Napa, Cipro, il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, a cui prende parte anche Giorgia Meloni, vede al centro le tensioni internazionali generate dal conflitto in Iran. Sebbene l’Europa non sia coinvolta militarmente, gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz hanno già travolto il Vecchio Continente, innescando una crisi energetica che sta mettendo a dura prova i mercati e le politiche energetiche degli Stati membri. Si discuterà sulla sicurezza nel Mediterraneo orientale, della gestione delle crisi energetiche e geopolitiche, senza tralasciare la difesa comune. La priorità dei leader europei, guidati dal presidente del Consiglio Antonio Costa e dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, è contenere le conseguenze più drammatiche, evitando scenari catastrofici. La riunione dei capi di Stato e di governo prenderà il via stasera, con i primi arrivi previsti alle 18.
Hormuz
Al momento, un intervento europeo su larga scala, simile allo strumento Sure o al Recovery Plan post-Covid, è escluso. Gli osservatori di Bruxelles sottolineano che la crisi resta molto volatile e imprevedibile, e ogni decisione deve confrontarsi con una situazione internazionale incerta. L’attenzione resta puntata sulle trattative tra Stati Uniti e Iran, ma qualora lo Stretto di Hormuz non riapra, gli esperti avvertono che sarà necessaria una pianificazione urgente per evitare conseguenze disastrose. Fra i membri dell’Ue emergono posizioni differenti: alcuni Paesi, come la Spagna, vedono nella crisi un incentivo a rafforzare le energie rinnovabili, mentre altri considerano insufficiente la nuova flessibilità sugli aiuti di Stato, preoccupati per le necessità immediate e di medio termine.
L’Italia
L’Italia, guidata da Meloni, osserva la crisi con attenzione. A fronte della mancata uscita dalla procedura di infrazione per il deficit , il nostro Paese non può attivare la clausola di salvaguardia per le spese di difesa, e per questo potrebbe insistere sulla sospensione del Patto di stabilità e del meccanismo degli ETS. La voce italiana, tuttavia, appare isolata: la Commissione europea mantiene una posizione contraria, considerando che la situazione finanziaria dei 27 stati membri non è confrontabile con quella del 2022, durante la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina. Roma guarda con interesse al piano di aiuti proposto nelle ultime ore da Bruxelles, interpretato come un passo nella giusta direzione per interventi temporanei e urgenti. La clausola permetterebbe all’Italia di utilizzare circa 12 miliardi di euro in tre anni, risorse che, restando nella procedura europea, avrebbero un impatto significativo sui conti pubblici.
Il Mediterraneo
Oltre alla crisi energetica, il vertice di Cipro affronterà anche le dimensioni diplomatiche e militari della crisi di Hormuz. L’intervento della cosiddetta coalizione dei Volenterosi appare sempre più vicino, mentre a Londra gli staff militari aggiornano i piani per una missione che sarà pacifica e volta a garantire la libertà di navigazione. Parallelamente, aumentano i contatti tra i Paesi Ue e quelli del Golfo e del Medio Oriente.
Zelensky
La compagine si sposterà venerdì nella capitale Nicosia, dove i leader europei incontreranno i vertici di Giordania, Libano, Egitto, Siria e il segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Il vertice UE vede anche la presenza di Volodymyr Zelensky che festeggia il via libera per un prestito da 90 miliardi di euro a Kiev, e pure un vertice storico perché sarà il primo in 16 anni senza Viktor Orban, ormai prossimo a lasciare la guida del governo di Budapest dopo la sconfitta elettorale.



