Governo, sì al decreto fiscale ma in Consiglio dei ministri è battaglia sul reddito di cittadinanza

15 ottobre 2021, ore 19:00

Lega-Forza Italia-Italia viva contro il rifinanziamento della misura, però Movimento Cinque Stelle-Partito Democratico alzano un muro difensivo. Ed è lite fra i ministri Patuanelli (pentastellato) e Giorgetti (leghista), il premier Draghi cerca di mediare

Più tempo per le cartelle fiscali, il rifinanziamento dell'ecobonus per le auto non inquinanti, Cassa Covid fino a fine dell'anno, un fondo con le risorse per pagare l'indennità ai lavoratori in quarantena e il pacchetto di misure per la sicurezza sul lavoro. Con il via libera dal Cdm si allarga il provvedimento che contiene misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per l esigenze indifferibili. Nel dl Fiscale, che accompagnerà come di consueto la legge di bilancio, entra infatti un corposo pacchetto di norme sul lavoro a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero.


Il braccio di ferro sul rdc

Viene rifinanziato il reddito di cittadinanza con ulteriori 200 milioni per il 2021, nonostante il braccio di ferro che si è consumato in Cdm con i ministri M5s e Pd che hanno difeso la misura, che di fatto poi è rimasta nel provvedimento. Il 'fronte' (Lega-Fi-Iv) che punta a cambiare il Reddito di cittadinanza accusa che per il rifinanziamento per il 2021 siano state tolte risorse al Reddito di emergenza (90mln), all'accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 mln), all'accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 mln) e ai congedi parentali (30 mln). Nel prossimo Consiglio dei ministri sulla legge di bilancio si deciderà se e come correggere la misura e come finanziarla per i prossimi anni, con il premier Mario Draghi che punta a rafforzare le politiche attive.



La sicurezza sul lavoro

Nel provvedimento è stato inserito un pacchetto di misure sul tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, discusso con i sindacati. Cambiano le condizioni necessarie per l'adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale "in nero" presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna "recidiva" ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede anche l'impossibilità, per l'impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione. Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista - come detto - la sospensione dell'attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l'attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L'importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione. Si prevede il rafforzamento dell'Ispettorato del lavoro attraverso l'accelerazione delle procedure di reclutamento di ispettori e di personale tecnico e amministrativo (è prevista l'assunzione di 1.024 unità - e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023). Arriva anche una banca dati informatica unica che metterà in sinergia Ispettorato nazionale del lavoro, Inail, Regioni e Asl. Si riattiva inoltre la Commissione consultiva al ministero del Lavoro per il monitoraggio.


Il fisco

Sul fronte fiscale, arriva un nuovo intervento sulle cartelle esattoriali congelate per la pandemia e per quali è ripartito l'invio delle notifiche da settembre. E' previsto il differimento del versamento delle rate delle definizioni agevolate dei carichi affidati alla riscossione (cosiddetti "rottamazione-ter" e "saldo e stralcio") originariamente in scadenza a decorrere dal 2020. In particolare, potranno essere versate entro il 30 novembre 2021 le rate in scadenza nel 2020 e in scadenza dal 28 febbraio al 31 luglio 2021. Viene prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l'adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l'agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito. Per i piani di rateizzazione già in essere prima dell'inizio del periodo di sospensione della riscossione, viene esteso da 10 a18 il numero delle rate che, se non pagate, determinano la decadenza dalla rateizzazione concessa. Sono previsti alcuni correttivi alla disciplina al credito di imposta in Ricerca e Sviluppo al fine di superare alcune incertezze interpretative connesse all'originaria formulazione della misura. Inoltre sono previste semplificazioni della disciplina della patent box.



Le altre norme

Previsto anche il rifinanziamento dell'ecobonus per le auto non inquinanti. E' stata accolta la proposta del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, di prorogare gli incentivi ormai in esaurimento per sostenere il settore automotive. La dotazione del fondo automotive è incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2021, nella bozza circolata nei giorni scorsi l'incremento era pari a 300 milioni. Sono state disposte misure di sostegno al reddito per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria. Presente anche l'attesa norma per equiparare di nuovo la quarantena alla malattia. Un fondo di 800 milioni garantirà di coprire fino al 31 dicembre l'indennità per i lavoratori in quarantena Covid. Rinnovato il congedo al 50% per i lavoratori con figli minori di 14 anni in quarantena o in Dad. Per quanto riguarda invece l'esame del Documento programmatico di bilancio con la griglia della manovra, c'è stato invece uno slittamento, probabilmente a martedì. L'invio a Bruxelles entro il 15 ottobre non è infatti un termine perentorio. La manovra deve essere trasmessa alle Camere entro il 20 ottobre.
Governo, sì al decreto fiscale ma in Consiglio dei ministri è battaglia sul reddito di cittadinanza
Tags: Cdm, decretofiscale, Draghi, redditodicittadinanza

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