I libri da leggere della settimana, tra “Inseguimento”, “Contrattacco”, “Libro bianco” e “Il cuculo di cristallo”
I libri da leggere della settimana, tra “Inseguimento”, “Contrattacco”, “Libro bianco” e “Il cuculo di cristallo” Photo Credit: "Inseguimento" di Patricia Highsmith, La nave di Teseo
01 febbraio 2026, ore 09:00
Tanto oriente tra le letture di questo weekend, con storie che si muovono con lo sguardo al presente e con forte introspezione, ma anche graditi ritorni dal più o meno recente passato editoriale
Il mese più lungo dell’anno (almeno nella percezione di chi vi scrive, ndr) ce lo siamo lasciati alle spalle. Poco più di quattro settimane che, dopo le festività natalizie, ci hanno introdotti a un 2026 di grandi impegni, certo, ma anche di grandi e interessanti opportunità per quanto riguarda l’editoria. Un calendario che si preannuncia ricco di soddisfazioni per gli appassionati. Un po’ come anche nel 2025 che abbiamo salutato da pochissimo e che vi abbiamo raccontato, settimana dopo settimana, su queste stesse pagine.
Grandi nomi dello scenario internazionale e di quello nazionale quelli che si sono avvicendati nella nostra rubrica dei libri da leggere più interessanti della settimana. Uno spazio in cui, negli ultimi appuntamenti, abbiamo avuto modo di saperne di più di titoli come “107 giorni”, “Taglio letale”, “L’ultima canzone d’amore” e “Quando finisce la notte”, o ancora “Piacere, Nico”, “La ragazza che ascoltava i gatti”, “Il test” e “Il paradosso della diagnosi”.
Le buone abitudini restano anche in questo mese di febbraio, che ci troviamo a inaugurare con il consueto quartetto di volumi. Tra questi troviamo:
- "Inseguimento" di Patricia Highsmith (La nave di Teseo)
- "Contrattacco" di Sohn Won-Pyung (HarperCollins)
- "Libro bianco" di Han Kang (Adelphi)
- "Il cuculo di cristallo" di Javier Castillo (Salani)
INSEGUIMENTO, UN’ELABORAZIONE “ALTERNATIVA” DEL LUTTO
L’appuntamento di questa settimana con le novità in termini di libri da leggere ci spingono a guardare al passato per rispolverare un’opera rilasciata in tempi non recenti, ma che sicuramente merita un recupero. Un’iniziativa, la ripubblicazione a cavallo di questo 2026, che permette così a nuove generazioni di lettori di confrontarsi con un’autrice scomparsa alla fine dello scorso millennio, ma la cui eredità culturale viene tramandata in favore dei posteri.
Lei è Patricia Highsmith, che ritroviamo sugli scaffali grazie a La nave di Teseo con “Inseguimento”. Un romanzo originariamente pubblicato verso la fine degli anni ’60 (precisamente nel 1967), e che ha il pregio da non sottovalutare dell’ambientazione scelta per le vicende da parte dell’autrice statunitense: l’Italia. Lo stivale, negli ultimi tempi, è sempre più degno di attenzione da parte dei grandi nomi della narrativa contemporanea, e questo lo si deve al grande fascino che devono aver ispirato autori e autrici come la Highsmith.
Siamo a Venezia (e non solo lì), una location che si ammanta già di per sé del fascino dei canali che la rendono iconica agli occhi di chiunque. Ed è proprio in questo dedalo di acque che troviamo due personaggi, il pittore Ed Coleman, e il suo ex genero, il mercante d’arte Ray Garrett, alle prese con il medesimo lutto: il suicidio di Peggy, figlia di Ed. Un evento che ha innescato tra i due un vortice di odio reciproco, con Ed che identifica in Ray il catalizzatore degli eventi che hanno portato all’infausto epilogo per la figlia.
Una storia di dolore, di sospetti e di convinzioni di colpevolezza che danno il la a una spirale di eventi dove la razionalità lascia il posto alla follia, sia essa pura o lucida. Il tutto i un noir che pone particolare attenzione sugli aspetti psicologici dei personaggi.
CONTRATTACCO, IL MONDO DEL LAVORO “INTERPRETATO” DA PERSONAGGI AGLI ANTIPODI
La narrativa in arrivo da oriente, da un po’ di tempo a questa parte, sta ricevendo consensi in crescendo. E questo permette a lettori e lettrici di trovare tra i libri da leggere, settimana dopo settimana, anche modi di interpretare la narrativa in maniera differente rispetto agli autori occidentali, siano essi europei o d’oltreoceano. In particolar modo colpisce spesso la sensibilità con cui vengono affrontati i temi sviluppati all’interno delle storie.
Un discorso che coinvolge sicuramente “Contrattacco”, il nuovo romanzo di Sohn Won-Pyung pubblicato da HarperCollins. Un’autrice che, nel recente passato, si è fatta notare dal grande pubblico mondiale con “Almond, come una mandorla”, il suo precedente lavoro pubblicato in Italia sempre da HarperCollins. Ecco che la curiosità, quando la si trova nuovamente sugli scaffali con un nuovo racconto, finisce per essere più che giustificata.
Una storia che si inserisce all’interno del contesto socio-culturale della Corea, con un occhio in particolare a ciò che succede nel mondo del lavoro. Da un lato c’è Jihye, una donna comune che, nel suo lavoro amministrativo, è perfettamente calata nella propria parte, che prevede la sopportazione delle politiche d’ufficio e della burocrazia coreana. Dall’altro c’è invece Gyuok, lo stagista appena arrivato che ha una visione diametralmente opposta a quella di Jihye: la dimostrazione arriva dalle proteste contro il potere, che si concretizzano in forme più o meno pittoresche, da scritte con la vernice al lancio di uova.
Cos’avranno mai in comune due profili tanto agli antipodi? Qualcosa tutto da scoprire all’interno di una storia che strizza l’occhio a situazioni lavorative specifiche della Corea, ma in cui in tanti riusciranno, in un modo o nell’altro, a identificarsi. Soprattutto se si è intorno ai trent’anni e si cerca la propria strada e il proprio posto nel mondo.
LIBRO BIANCO, IL CANDORE CHE CI CIRCONDA PUÒ LENIRE LE SOFFERENZE DELL’ANIMA
Provvidenzialmente non ci allontaniamo dalla narrativa orientale – e precisamente dalla Corea – con il terzo dei libri da leggere messi sotto la lente d’ingrandimento questa settimana. L’attenzione viene inevitabilmente catturata dalla bandella rossa che prende posto sulla copertina dal manto candido, e che ricorda il “Premio Nobel per la Letteratura 2024” assegnato all’autrice. Ma non si vive di sole glorie del (recente) passato: serve sostanza, e nel suo nuovo lavoro ne troviamo tanta.
Si tratta di Han Kang, la scrittrice sudcoreana che torna sotto i riflettori con “Libro bianco”, portato in Italia da Adelphi. Un lavoro che nasce dall’esigenza dell’autrice di scrivere un libro sul bianco. Un decisione che arriva per lei quando è Seoul nel pieno di una primavera dal clima mite, condizioni ideali per permettere alla natura di rifiorire dopo le inevitabili asperità dell’inverno.
Ma perché lavorare a un volume con queste specifiche caratteristiche? La necessità è figlia del lutto che ne ha segnato la vita: la morte della sorella maggiore, avvenuta poche ore dopo la nascita. E il colore che rappresenta la presenza di tutti i colori al suo interno sarà il “fil rouge” (perdonate il bisticcio cromatico) che legherà i diversi elementi della storia. Dalle fasce con cui avvolgere la neonata, passando per tutto ciò che ci circonda e che, molto spesso, finisce per passare in secondo piano nel tran tran della vita quotidiana: una zolletta di zucchero, la condensa che rende fisico il respiro su un vetro, la neve.
Solo alcuni dei numerosi aspetti su cui l’autrice si concentra all’interno dei diversi passaggi, in un libro fortemente riflessivo che si pone l’obbiettivo (per nulla semplice) di ergersi a cura e lenitivo per una perdita. Perché purtroppo con certi lutti bisogna imparare a convivere, volenti o nolenti.
IL CUCULO DI CRISTALLO, CUORI AL COLLASSO IN UN THRILLER AL CARDIOPALMA
Chiudiamo l’appuntamento di questo fine settimana dedicato ai libri da leggere più interessanti arrivati di recente sugli scaffali rispolverando un titolo rilasciato originariamente nel 2024. Doveroso soprattutto per tutti coloro che, stregati dalla serie approdata recentemente su Netflix, volessero approfondire il lavoro di un autore - quello spagnolo alle spalle del racconto - che negli ultimi tempi ha saputo imporsi con convinzione all’attenzione del pubblico internazionale.
Il riferimento è a Javier Castillo, attivo sul fronte della narrativa dal 2014 (con l’autoproduzione “I giorni della follia”) e che ritroviamo a distanza di due anni dalla prima pubblicazione con ”Il cuculo di cristallo”, pubblicato da Salani. Impossibile non aspettarsi una grande prova quando si trova il suo nome in copertina, e ancor di più è doveroso aspettarsi un thriller che sappia tenere in tensione costante i lettori. Una cosa che puntualmente avviene anche questa volta.
È il 2017 (sì, sono passati quasi 10 anni, non guardatelo il calendario, ndr) e siamo a New York. La Grande Mela è un po’ l’Eldorado per tutti coloro che cercano la rampa di lancio giusta da cui proiettarsi verso i propri desideri e da sfruttare per alimentare le proprie ambizioni. Un po’ come Cora, che è nella grande città pronta a coronare il suo sogno accademico e professionale: specializzarsi in medicina presso il prestigioso Mount Sinai Hospital. Ma è a pochi passi dal traguardo che il suo cuore cede a causa di un attacco cardiaco, e la sua unica speranza sta in un trapianto in tempi non troppo prolissi.
È in maniera adeguatamente insospettabile che, con l’arrivo di un cuore da migliaia e migliaia di chilometri di distanza, i primi ingranaggi del thriller si metteranno in moto. Ingranaggi che accelereranno la propria marcia nel momento in cui Cora vorrà saperne di più del suo tanto provvidenziale quanto sfortunato donatore. Un viaggio di scoperta in cui i brividi saranno dosati con il giusto ritmo grazie a rivelazioni e segreti sempre ben gestiti e bilanciati.
