I libri da leggere della settimana, tra “L’altro fratello”, “la biblioteca perduta”, “Qui siamo tutti colpevoli” e “Una spia in esilio”
I libri da leggere della settimana, tra “L’altro fratello”, “la biblioteca perduta”, “Qui siamo tutti colpevoli” e “Una spia in esilio” Photo Credit: "Qui siamo tutti colpevoli" di Karin Slaughter, HarperCollins
11 gennaio 2026, ore 09:00
Viaggi nello spazio e nel tempo con i titoli di questa settimana, tra crimini irrisolti, misteri perduti nelle pieghe del tempo, sparizioni su cui indagare e la complessità della vita delle spie
Tiriamo idealmente giù la saracinesca su un'altra settimana e, ad attenderci, c’è come sempre l’appuntamento con la rubrica dedicata ai libri da leggere. Il momento perfetto per dare uno sguardo alle novità arrivate di recente sugli scaffali delle librerie, con racconti dal respiro internazionale e con storie che invece guardano spesso anche alla nostra bella Italia per scegliere il set delle vicende.
Un pacchetto di volumi sempre eterogeneo, che prova ad andare ai gusti più diversi di chi cerca storie che sappiano soddisfare il proprio palato letterario. Nelle scorse settimane è stato il turno di “La traditrice”, “Fiori per Algernon”, “Alaska La serie” e “L’orologiaio di Brest”, o ancora di “Nemesi”, “Tutto quello che è successo con Miranda Huff”, “Il segreto del Titanic” e “The Residence”.
Nuova domenica e dunque quattro nuovi libri messi sotto i riflettori, con la bussola che però punta costantemente all’estero come set scelto per i racconti. Per l'occasione troviamo:
- "L'altro fratello" di Mary Higgins Clark e Alafair Burke (Sperling & Kupfer)
- "La biblioteca perduta" di James Rollins (Nord)
- "Qui siamo tutti colpevoli" di Karin Slaughter (HarperCollins)
- "Una spia in esilio" di Alan Bennett (Adelphi)
L'ALTRO FRATELLO, UN DELITTO IRRISOLTO DALLE PENNE DI DUE GRANDI NOMI DELLA SUSPENSE
Mettiamoci subito comodi e partiamo con le novità in materia di libri da leggere con un volume che si concentra, in particolar modo, sulla creazione della giusta dose di suspense nel pubblico. Non ci poteva aspettare nulla di diverso quando già soltanto guardando la copertina si trovano nomi altisonanti come quelli riportati. Punti di riferimento sia per storicità che innovazione, un connubio ossimorico dettato dai profili sostanzialmente agli antipodi, anagraficamente.
Da un lato c’è Mary Higgins Clark, compianta autrice di besteller scomparsa nel 2020, e dall’altro Alafair Burke, figlia d’arte (dello scrittore James Lee Burke) che ha già raccolto un bel po’ di consensi. Si intitola “L’altro fratello” il romanzo che arriva in Italia grazie a Sperling & Kupfer, una storia che gravita intorno a due protagonisti che potrebbero essere definiti ineccepibili.
Non si può descrivere in maniera differente Simon ed Ethan, gemelli identici che hanno dalla loro intelligenza e fascino, cosa che aiuta non poco nell’accrescere la propria popolarità. Come si suol dire però, spesso l’apparenza inganna, e questo risulterà quanto mai vero nel momento in cui, a margine della festa di laurea, i genitori vengono uccisi. E i sospetti ricadono, manco a dirlo, su di loro, seppur senza trovare poi una conferma perentoria che permetta di riconoscerli colpevoli “oltre ogni ragionevole dubbio”.
Un delitto che resta irrisolto, destinato a restare in una di quelle scatole di cartone dei “cold case” stipati in magazzino, pronti a essere rispolverati solo e soltanto all’emergere di nuove prove o indizi. Dieci anni dopo, le rispettive vite – per quanto lontane l’uno dall’altro – vanno avanti tranquille, tra incombenze quotidiane e famiglie cui dedicarsi. Ma i rancori restano lì, sullo sfondo, e alimentano il sospetto reciproco che nutrono vicendevolmente in merito al delitto. La verità potrebbe arrivare grazie a Laurie Moran, produttrice televisiva imbeccata da Frankie (la sorella minore dei due gemelli), che con la squadra del programma “Under Suspecion” riporta a galla elementi che sembravano destinati a perdersi e a restare sepolti nei meandri del tempo.
LA BIBLIOTECA PERDUTA, PERICOLOSI MISTERI “ARCHEOLOGICI” TRA LONTANO PASSATO E PRESENTE
La seconda storia che troviamo oggi nella selezione dei libri da leggere di questa domenica è un racconto che strizza l’occhio a tutti coloro che in un libro cercano l’avventura dei romanzi di genere. Quel tipo di avventura che ha animato le gesta di personaggi come Indiana Jones, Lara Croft (della serie di videogiochi “Tomb Raider”) e Nathan Drake (della serie di videogiochi “Uncharted”). Insomma, un racconto che racchiuda al suo interno tutti gli elementi di un viaggio mozzafiato e dal pesantissimo “effetto wow”.
Qualcosa che un po’ ti aspetti quando in copertina leggi James Rollins, autore che si è fatto apprezzare in questo specifico ambito, e che torna nuovamente in prima linea con “La biblioteca perduta”, edito da Nord. Un romanzo d’avventura che fa riferimento a due momenti storici differenti. E anche a posizioni geografiche diverse. Da un lato il 1764, nell’arcipelago della Svalbard, nel Mar Glaciale Artico. Dall’altro i giorni nostri, e la capitale della Russia, Mosca.
Nel diciottesimo secolo, ad aprire la scena, ci sono nove cadaveri congelati rinvenuti in una caverna dal comandante Vasilij Cicagov. Uno spettacolo che non lascerebbe indifferenti, per quanto a catturare l’attenzione, in quel caso, è una zanna di mammut che reca incisioni raffiguranti misteriose piramidi. E un monito che non si presta a interpretazioni: “Non varcate quella soglia, non destate ciò che vi riposa”.
Le lancette corrono veloci fino ai giorni nostri, con la geolocalizzazione che si sposta a Mosca. Qui troviamo Monsignor Alessio Borrelli, facente parte della commissione di archeologia sacra del Vaticano, che ha dinanzi un ritrovamento eccezionale: libri rarissimi rinvenuti all’interno di una cripta, e al contempo potenzialmente pericolosi. Neanche il tempo di indagare in merito che il religioso cade vittima di una trappola ma, prima di lasciare questa valle di lacrime, invia una richiesta di aiuto alla Sigma Force. A loro l’arduo compito di portare avanti indagini che potrebbero vedere una correlazione tra gli eventi contemporanei e quelli nel passato. E qui non è tanto il se (il condizionale era d’obbligo, ma era abbastanza evidente che ci fosse un collegamento), ma il come: ai lettori il piacere di scoprirlo.
QUI SIAMO TUTTI COLPEVOLI, CONOSCI DAVVERO CHI TI STA INTORNO?
Si cambia ancora una volta registro all’interno della rubrica di questo fine settimana dedicata ai libri da leggere. E questa volta le corde narrative che si vanno a pizzicare stuzzicheranno l’appetito di chi cerca una storia che trasudi della componente crime.
Si intitola "Qui siamo tutti colpevoli" il nuovo lavoro di Karin Slaughter, portato in Italia da HarperCollins. L’autrice statunitense, attiva con le proprie opere da oltre un ventennio, torna nuovamente sulla scena internazionale pronta a sorprendere e a tenere il proprio pubblico con il fiato sospeso. Siamo a North Falls, una cittadina in cui sostanzialmente tutti conoscono tutti. Ed è qui che abita l’agente Emily, che, come da premessa di poco fa, ha la presunzione di conoscere chi abita nei suoi paraggi. Ovviamente nulla di più errato.
La notte del quattro luglio, quella in cui i è previsto lo spettacolo dei fuochi d’artificio, due adolescenti scompaiono. Tra queste la figlia della migliore amica della protagonista. Per Emmy diventa dunque una questione personale, quasi un imperativo morale, per quanto il compito potrebbe risultare ben più complesso di quanto originariamente preventivato.
La città è tutt’altro che trasparente come immaginava, con segreti che si annidano un po’ ovunque, gettando lunghe ombre. E la storia ne beneficia, evolvendosi con un mix di elementi da poliziesco procedurale – con le indagini che seguono quindi realisticamente le prassi delle forze dell’ordine – ed elementi da dramma familiare. Il tutto con personaggi ben definiti e che lasciano traccia di sé. Un elemento importantissimo, quest’ultimo, dal momento che siamo di fronte al primo capitolo di quella che promette di essere una serie molto avvincente, pronta a espandersi nel prossimo futuro.
UNA SPIA IN ESILIO, LA DURA VITA DI UN DOPPIOGIOCHISTA
Chiudiamo la parentesi odierna dedicata ai libri da leggere con un ultimo volume che, in poco meno di centocinquanta pagine, riesce a condensare una storia di indubbio fascino. Anche in virtù dei connotati storici reali che permeano le narrazioni, e che riportano indietro le lancette di poco meno di un secolo.
In "Una spia in esilio" di Alan Bennett, pubblicato da Adelphi, il racconto gravita attorno allo scandalo dei Cambridge Five, cinque spie doppiogiochiste che, a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, trasmisero ai sovietici documenti top secret appositamente trafugati. Si trattava di Guy Burgess (nome in codice “Hicks”) Kim Philby (nome in codice “Stanley”), Donald Duart Maclean (nome in codice “Homer”), John Cairncross (nome in codice “Liszt”) e Anthony Blunt (nome in codice “Johnson”).
Il libro di Bennett va a comporsi di due piece teatrali – “Una spia in esilio”, per l’appunto, e “Un problema di attribuzione” – che vanno ad allacciarsi proprio allo scandalo in questione. E lo fanno portando in scena racconti che si legano a due personaggi nello specifico. Nel primo caso si tratta di Guy Burgess che, scappato oltrecortina, non si rassegna alla pochezza dello stile di vita locale e, grazie all’attrice Coral Browne, si nutre dei pettegolezzi che arrivano dall’interno dei confini britannici. La seconda è costruita attorno al personaggio di Anthony Blunt, il cui lavoro nell’orbita della corona inglese lo porta al cospetto dell’arte. Particolare è la storia di un Tiziano appartenente a Sua Maestà che, però è un falso. Come – la storia lo insegna – lo stesso Blunt.
Ambientate negli anni ’50, le due storie raccolte nel volume si orientano verso coloro che mirano a scoprire qualcosa in più della rete spionistica britannica attiva nella prima metà del secolo scorso. Racconti che, più che sugli eventi di per sé, si concentrano sui personaggi che portano sotto i riflettori.
