I migliori libri da leggere della settimana, tra “Piccoli fantasmi”, “La legge di Yellowstone”, “Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita” e “Un caso complicato per l'avvocato Ligas: Perdenti”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “Piccoli fantasmi”, “La legge di Yellowstone”, “Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita” e “Un caso complicato per l'avvocato Ligas: Perdenti”

I migliori libri da leggere della settimana, tra “Piccoli fantasmi”, “La legge di Yellowstone”, “Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita” e “Un caso complicato per l'avvocato Ligas: Perdenti”   Photo Credit: "La legge di Yellowstone" di Callan Wink, Neri Pozza


22 marzo 2026, ore 09:00

Una selezione di volumi dalle tinte thriller che si muove in tante direzioni diverse, tra cold case e indagini nel passato, racconti di formazione dal sapore western e crossover tra libri e serie tv

La settimana volge al termine, e lo scoccare del fine settimana sulle nostre pagine online vuol dire che è arrivato il momento di rinnovare l’appuntamento con la rubrica dedicata ai migliori libri da leggere. Una selezione che settimanalmente ci mette a confronto con le novità più interessanti in arrivo dal mercato editoriale, internazionale e non solo.

Un momento che, nelle ultime occasioni, ci ha permesso di scoprire titoli come “L’impronta del lupo”, “Il fantasma di Lumholtz”, “Le sorelle in giallo” e “Il giardino dei sogni splendenti”, o ancora “Piccola guerra perfetta”, “L’alba dei leoni”, “Le vere amiche ci sono sempre” e “Il banditore”.

Nuovo weekend e nuovo quartetto di storie pronte a finire sotto la lente d’ingrandimento. Questa volta i riflettori sono tutti per:

- "Piccoli fantasmi" di Gregg Dunnett (Storm)

- "La legge di Yellowstone" di Callan Wink (Neri Pozza)

- "Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita" di Amy Tintera (Rizzoli)

- "Un caso complicato per l'avvocato Ligas: Perdenti" di Gianluca Ferraris (Corbaccio)

PICCOLI FANTASMI, COLD CASE E SVOLTE INASPETTATE

Quello con cui ci confrontiamo settimanalmente, grazie al nostro appuntamento con la rubrica dedicata ai migliori libri da leggere, è un panorama editoriale in costante divenire. E questo è valido non soltanto sotto il profilo delle pubblicazioni che trovano posto sugli scaffali delle librerie, ma anche nell’ambito dei nuovi profili editoriali che si stagliano all’orizzonte. Non è usuale vedere nuove etichette affacciarsi sul mercato, ed è quindi sempre molto interessante capire in che modo si muoveranno per solleticare gli appetiti del pubblico italiano.

Negli ultimi mesi ha fatto la sua comparsa tra gli “attori” dello scenario nostrano Storm, casa editrice inglese che in partnership con Giunti è sbarcata sulla scena italiana. Con numeri molto interessanti a supportarne le ambizioni: in poco meno di tre anni – è attiva dal 2023 – ha fatto segnare la ragguardevole cifra di tre milioni di copie vendute, sintomo evidente di intuizioni giuste nella selezione dei titoli da portare al cospetto del pubblico. Tra questi troviamo “Piccoli fantasmi” di Gregg Dunnett, uno di quei thriller (da brividini) perfetti per questo momento dell’anno in cui l’inverno dà il suo colpo di coda (finale?). Paradossalmente proprio nel momento in cui si celebra l’esordio della primavera.

Il racconto si apre con un cold case, in delitto irrisolto. La piccola Layla Martin è stata rapita e uccisa, e in due anni non si è riusciti a trovare il colpevole. Un evento che ha lasciato profonde cicatrici nella sua famiglia, a maggior ragione quando l’archiviazione del caso è praticamente dietro l’angolo. C’è però chi dice no: l’ispettore Clarke, che vuole provare la strada del sensazionalismo televisivo per riportare l’attenzione sulla vicenda e, magari, scoprire nuovi indizi che possano mettere gli inquirenti sulla giusta strada. L’aiuto potrebbe arrivare dal programma televisivo ‘Crimebusters’.

Intanto la famiglia della piccola, tra mille sforzi e altrettante sofferenze, prova a rimettere insieme i cocci. Ma cosa fare quando Gale, fratello della defunta bambina, afferma di poter parlare con il fantasma di sua sorella? E quando quest’ultima - proiezione del subconscio del giovane o reale presenza ectoplasmatica - potrebbe “dare una mano” nella ricerca del suo assassino? Un thriller dalle tinte psicologiche che sa tenere incollati alle pagine grazie a un ritmo ben calibrato e al susseguirsi dei colpi di scena.

LA LEGGE DI YELLOWSTONE, QUANTO È DURA LA VITA NEL MONTANA

Le sconfinate lande americane hanno sempre il loro fascino, e sono costantemente in grado di ispirare storie che fanno viaggiare con la fantasia. E questo in virtù delle loro apparenze incontaminate, in cui – soprattutto nelle zone della porzione centrale del paese – ci sono minori assembramenti urbani. Le grandi città sono appannaggio delle zone costiere, sul versante atlantico e su quello pacifico. Con l’entroterra che vede invece una predominanza di terre in cui, come lentiggini, spuntano qua e là case di proprietari terrieri e rancheros.

Una descrizione che calza a pennello a quelli che sono le ambientazioni che si trovano ne “La legge di Yellowstone”, il libro di Callan Wink che arriva in Italia grazie a Neri Pozza. Atmosfere simil bucoliche, quelle che permeano le narrazioni, che però vanno in netto contrasto con la situazione non proprio comoda che vivono i protagonisti. Si tratta di Thad e Hazen, due giovani fratelli (di ventisette e ventisei anni), dai caratteri e dai talenti personali complementari, che vivono nel Montana e sono in fase di elaborazione del lutto per la scomparsa recente del loro padre.

La vita va avanti, fregandosene di ciò che ognuno sta attraversando, e così anche per loro tocca rimboccarsi le maniche, portando avanti la segheria ereditata a cui associano lavoretti su commissione. Per quanto la fonte di guadagno maggiore resti per loro quella del bracconaggio, che comunque non li aiuta a far fronte a tutte le spese. L’arrivo dello Scozzese, la cui fama non proprio bonaria lo precede, potrebbe risolvere per loro non poche grane. Per quanto i rischi a corredo delle iniziative da intraprendere (che rappresentano un reato federale) siano molto elevati.

Un racconto di formazione dal forte impatto, una vera esperienza sensoriale che accompagna nei territori del Montana, finemente descritti e rappresentati, e che spinge a empatizzare fortemente con i personaggi che si muovono tra le pieghe della storia. Un libro dal ritmo incalzante che riesce a includere al suo interno tematiche come la sopravvivenza, la fiducia, la lealtà e l’importanza della famiglia.

UN PODCAST HA DECISO DI ROVINARMI LA VITA, QUANDO GLI SCHELETRI VENGONO FUORI DALL’ARMADIO

Il mercato editoriale vede sempre tante proposte differenti, per generi narrativi e modalità con cui le storie sono raccontate, arrivare sugli scaffali. Ma è indubbio – e questo lo confermano anche le selezioni dei migliori libri da leggere che si alternano su queste pagine, settimana dopo settimana – che sia l’ambito dei thriller a catturare in particolar modo l’attenzione. Sarà il piacere del restare costantemente con il fiato sospeso, o la voglia di mettersi alla prova nel tentare di risolvere i casi prima dei protagonisti: fatto sta che sono tanti i lettori e le lettrici ad “alimentarsi” di racconti che afferiscono a questo genere.

Un nuovo tassello si unisce a un puzzle che va arricchendosi continuativamente di ulteriori pezzi: si tratta di "Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita" il libro di Amy Tintera pubblicato da Rizzoli. Un thriller che vede protagonista Lucy, alle prese con dilemmi e drammi personali che potrebbero ribaltarne la vita. Da un lato il presentimento che la sua avventura lavorativa stia per giungere al termine; dall’altro la vita coniugale con il suo fidanzato che potrebbe subire uno scossone importante, fortemente destabilizzante se non “letale”. Al centro di tutto un podcast true crime che ha posto su di lei attenzioni di cui avrebbe fatto sicuramente a meno, che riporta le lancette indietro di cinque anni. È infatti trascorso un lustro da quando la sua migliore amica Savvy è morta, con lei che è finita per essere la principale sospettata per l’omicidio.

In realtà, della notte in cui Savvy è morta, Lucy non ha memoria. Solo un vestito, quello che indossava, imbrattato del sangue dell’amica, e che è bastato per i cittadini di Plumpton, in Texas, per emettere una “sentenza” anche in assenza di prove schiaccianti. Un blackout che ha privato il caso di risposte, le stesse che Lucy ora proverà a cercare, costretta dalla situazione in cui versa, a distanza di tempo.

Le toccherà quindi tornare ai posti da cui è stato per lei meglio allontanarsi, e lo farà con una duplice missione da portare a termine. Da un lato il tentativo di riscattare il suo nome e riabilitarsi agli occhi dell’opinione pubblica, il cui marchio persiste a distanza di tempo. Dall’altro, ancor più importante, scoprire cosa la sua mente ha rimosso e far luce sugli eventi di quella tragica notte. Il tutto in una storia dal ritmo incalzante che accompagna agilmente in tutto l’arco della narrazione.

UN CASO COMPLICATO PER L'AVVOCATO LIGAS: PERDENTI, TRA VITE COMPLESSE E CASI INTRICATI

Chiudiamo la nostra parentesi domenicale dedicata ai migliori libri da leggere con un ultimo focus che questa volta rappresenta un incrocio di traiettorie – uno dei tanti – tra il mondo della carta stampata e quella della celluloide. Non si tratta di trasposizioni cinematografiche per il grande schermo, bensì di adattamenti televisivi seriali indirizzati verso i piccoli schermi domestici.

Si intitola "Un caso complicato per l'avvocato Ligas: Perdenti" il libro di Gianluca Ferraris pubblicato da Corbaccio. Un legal thriller italiano che vede la controparte multimediale in programmazione in queste settimane su Sky, con Luca Argentero a vestire i panni dell’avvocato Lorenzo Ligas, penalista tra i più rinomati sulla scena milanese. Tanto forte nella vita professionale quanto, purtroppo, inadeguato nella gestione della sua vita personale. Genio e sregolatezza che lo hanno portato a mandare a monte la propria vita di coppia e anche a essere allontanato dai suoi soci.

Questo non gli impedisce però di mettere le proprie abilità al servizio dei “casi persi”, quelli che partono ampiamente svantaggiati fin dall’inizio in virtù di pregiudizi difficili da scardinare. Unica ancora, a tenerlo fisso in un mare in tempesta, la figlia, che gli sta a cuore più di qualsiasi altra cosa. Un rapporto che vive con la consapevolezza di non essere il massimo, come figura genitoriale, ma che non per questo lo porta a mollare la presa, scoraggiandolo dal provare a fare del suo meglio per essere un buon padre.

Inevitabilmente la vita professionale si mette di traverso, con un caso dai connotati molto particolari. Gli “ingredienti” vedono un poliziotto ucciso, un ex cantante nell’occhio di bue della giustizia e un mix di elementi – tra chat e testimoni che spariscono – che rendono il tutto particolarmente incasinato da districare. Il colpevole sembrerebbe già bello che servito, ma se ci fosse altro (molto altro) oltre le apparenze?


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