Il caso-Minetti, la Rai “richiama” Ranucci per le sue dichiarazioni a Mediaset sul Guardasigilli Nordio Photo Credit: AnsaFoto.it/Alessandro Di Meo
30 aprile 2026, ore 15:37 , agg. alle 16:12
Ospite di "È sempre Cartabianca", la trasmissione di Bianca Berlinguer, il conduttore di Report ha diffuso una notizia, non verificata, del ministro ospite nel ranch di Giuseppe Cipriani, il compagno dell’ex igienista dentale di Berlusconi, in Uruguay
A Sigfrido Ranucci è arrivata una nuova lettera di richiamo della Rai. Motivo: le dichiarazioni rese dal giornalista nell'ultima puntata di “È sempre Cartabianca” (Rete4) sul ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’azienda contesta al conduttore di Report il fatto di aver diffuso una notizia non ancora verificata, come da lui stesso ammesso per tre volte nel corso della trasmissione: difatti, ospite dell'ultima puntata del programma di Bianca Berlinguer, Ranucci aveva parlato di una testimonianza raccolta secondo la quale il Guardasigilli Nordio sarebbe stato ospite del ranch di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in Uruguay. Il caso in esame era quello della grazia concessa a Minetti dal Presidente Mattarella sui presupposti di un’adozione che, secondo le inchieste giornalistiche, potrebbe essere non conforme a quanto richiesto dalla normativa.
Il libro
Secondo la Rai Ranucci era autorizzato esclusivamente a presentare il proprio libro e non a partecipare a discussioni di attualità in una trasmissione concorrente. E nella lettera si specifica che non verrà fornita alcuna tutela legale qualora il ministro della Giustizia dovesse adire le vie legali. Questo perché, secondo il Codice Etico, tutti i dipendenti devono rispettare i principi del servizio pubblico e della deontologia professionale, anche quando si esprimono al di fuori delle trasmissioni aziendali. Pertanto si contesta al conduttore la diffusione di una notizia non verificata, a prescindere dal fatto che possa in futuro eventualmente rivelarsi vera.
Paolo Corsini
La lettera inviata a Ranucci dal direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ricorda come il servizio pubblico sia «tenuto ad un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell'informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività». Corsini inoltre contesta, come alcune dichiarazioni, «anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato», si prestino ad appunti «sul piano deontologico» e «per le modalità approssimative con cui sono state formulate», rischino di esporre Ranucci e l'azienda «a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale». Il direttore dell'Approfondimento lamenta infatti come Ranucci abbia dato «pubblicamente spazio a voci non ancora verificate» e come questo possa compromettere «non solo la credibilità dei nostri programmi d'inchiesta, ma anche quella dell'intero Servizio Pubblico. Infine Corsini invita il conduttore di Report ad adeguarsi per il futuro «alle linee guida e alle disposizioni aziendali»
La Vigilanza
Ma la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, non ci sta e in un comunicato afferma così: «La lettera di richiamo della Rai a Sigfrido Ranucci è un atto molto grave. Chiederò all'azienda i dettagli di un provvedimento di cui a nessuno può sfuggire la valenza “politica”» Secondo Floridia, ci sarebbe «un eccesso di zelo e un'attenzione al limite dello spasmodico verso Ranucci e verso Report: un clima tossico incompatibile con il servizio pubblico». E la presidente soprattutto si dichiara particolarmente preoccupata dal passaggio in cui l'azienda affermerebbe che “qualora Nordio dovesse querelare Ranucci, la Rai non offrirebbe copertura legale”. Un messaggio che, secondo l’esponente del M5S, suona «come una intimidazione che non può essere in alcun modo accettata, tanto più se rivolta nei confronti di un giornalista sotto scorta e che ha subito uno degli attentati più gravi degli ultimi anni».
Il PD
Anche il gruppo Pd della Vigilanza invoca chiarimenti dalla Rai per il provvedimento contro Ranucci che «con estrema professionalità porta avanti le sue inchieste giornalistiche, sempre nel rispetto della piena trasparenza e con estremo coraggio, nonostante le numerose intimidazioni ricevute, di cui addirittura un attentato bomba».



