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Italia, caso Pirlo: dubbi in Figc sulla nomina a ct dopo le polemiche sullo sponsor

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Author image Tommaso Angelini

26 luglio 2026 alle ore 13:00, agg. alle 14:28

La scelta dell’ex campione del mondo resta in bilico dopo le critiche sui rapporti con una società di scommesse russa. Malagò valuta la situazione, la trattativa rallenta

La strada che porta Andrea Pirlo sulla panchina della Nazionale italiana si complica. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, considerato il grande sogno per il nuovo corso azzurro, la Federazione aveva individuato nell’ex regista campione del mondo il profilo su cui costruire il futuro. Ma nelle ultime ore il quadro è cambiato: alle valutazioni tecniche si sono aggiunti interrogativi politici e di opportunità che stanno mettendo in discussione una scelta sembrata ormai indirizzata.


LA SPINTA DI MALDINI E LEONARDO

A spingere per Pirlo sono stati soprattutto Paolo Maldini e Leonardo, incaricati di individuare il nuovo progetto tecnico della Figc. Il presidente federale Giovanni Malagò, che avrebbe preferito puntare su un ritorno di Roberto Mancini, aveva comunque dato il proprio consenso alla linea tracciata dai due dirigenti. Ora però il numero uno della Federcalcio osserva con maggiore prudenza una situazione diventata più delicata del previsto.

PIRLO E IL LEGAME CON FONBET

Il nodo principale riguarda il rapporto di Pirlo con Fonbet, società russa di scommesse sportive della quale l’allenatore è testimonial dal 2025. Il marchio è legato a Sergey Lomakin, imprenditore russo e proprietario dell’United FC, il club degli Emirati Arabi attualmente guidato proprio dall’ex centrocampista della Juventus. Una vicenda che ha acceso il dibattito pubblico e attirato critiche da diversi ambienti politici, aumentando le perplessità intorno alla possibile nomina. La Figc era a conoscenza della collaborazione commerciale di Pirlo, ma non si aspettava che la questione potesse diventare un ostacolo così rilevante. Malagò, impegnato nel fine settimana a Sabaudia, ha seguito l’evoluzione delle polemiche e ha avuto un confronto con Maldini per valutare come gestire una situazione che rischia di trasformarsi in un problema d’immagine per la Federazione.


PIRLO CONTINUA A LAVORARE PER LO UNITED FC

Il tecnico, intanto, rimane ancora legato al club arabo. Pirlo si trova in Austria con la squadra e continua a lavorare sul campo, senza aver ancora definito la propria uscita dall’United FC. La condizione necessaria per aprire realmente la trattativa con la Figc è proprio la separazione dal club e la chiusura dei rapporti con lo sponsor russo. Solo successivamente potrebbero entrare in azione gli avvocati per preparare il contratto, che dovrebbe avere una durata quadriennale fino al Mondiale del 2030 con un ingaggio stimato intorno a 1,5 milioni di euro a stagione.


LA QUESTIONE DEI FIGLI DI MALDINI E PIRLO

A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche alcune questioni legate ai familiari dei protagonisti del nuovo progetto. Il figlio maggiore di Pirlo, Nicolò, lavora nel settore dell’intermediazione calcistica e dello scouting attraverso l’agenzia You First, che rappresenta diversi giocatori di livello internazionale. Anche Christian Maldini, figlio del direttore tecnico azzurro, ha intrapreso la carriera nel mondo della procura sportiva collaborando con una società che segue numerosi calciatori. Il precedente che torna alla mente è quello del 2016, quando Marcello Lippi rinunciò al ruolo di direttore tecnico della Nazionale per evitare possibili interferenze legate all’attività del figlio Davide, procuratore. La normativa federale prevede infatti limiti in caso di conflitti d’interesse tra incarichi in Figc e attività di agenti sportivi. Nel caso attuale la situazione è meno complessa, perché i figli di Pirlo e Maldini non risultano ancora iscritti all’albo dei procuratori. Resta però una questione di opportunità che potrebbe essere affrontata nei prossimi giorni.

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