La guerra dei dazi di Trump sulle auto: produttori europei in sofferenza sui mercati. L'Europa prepara risposta proporzionata

La guerra dei dazi di Trump sulle auto: produttori europei in sofferenza sui mercati. L'Europa prepara risposta proporzionata

La guerra dei dazi di Trump sulle auto: produttori europei in sofferenza sui mercati. L'Europa prepara risposta proporzionata Photo Credit: Fotogramma.it


La Ferrari alza i prezzi del 10%. I costruttori preoccupati chiedono al presidente americano di ripensarci, i dazi possono danneggiare anche la produzione americana

I produttori di auto europei si sono svegliati in caduta libera, con perdite per i titoli che vanno dal meno 3% al meno  6% addirittura di Stellantis. A certificare i contraccolpi a metà seduta anche il titolo di General Motors affonda a Wall Street, dove perde il 7,8%. L'annuncio di Trump dell’introduzione, a partire dal 2 aprile, di dazi del 25 per cento su tutte le auto importate negli Usa ha fatto ammettere anche a Musk che avrà un impatto rilevante pure per Tesla. Una pessima notizia per la vicepresidente della Commissione Ue Ribera, l'Europa risponderà, dice. E si annuncia una risposta proporzionata, ben calibrata e tempestiva. Fin qui però Bruxelles ha scelto di porgere l'altra guancia a Washington 'i contatti con gli Usa continuano, vogliamo ancora l'intesa' ha spiegato un portavoce della Commissione. E' 'Profondamente preoccupata' l'Acea, l'associazione delle aziende europee dell'auto che invita Trump a ripensarci, perchè i dazi, spiega, danneggiano anche la produzione americana'.

FRANCIA E GB PREOCCUPATE DAI DAZI

Nel colloquio telefonico con il presidente USA, Trump, il capo dell'Eliseo, Emmanuel Macron, ha ribadito al Tycoon che i dazi non sono una buona idea. Serve una risposta lucida e pragmatica per Keir Starmer. ''Penso che i dazi siano molto preoccupanti. Non c'è dubbio su questo'', ha detto il premier britannico aggiungendo che ''siamo impegnati in intense discussioni con gli Stati Uniti su accordi economici, su diversi fronti, tra cui anche l'attenuazione dei dazi''.

DAZI, TRA CONTRACCOLPI E CONTROMISURE

Tra le maggiori case automobilistiche, e di lusso, la Ferrari risponde ai dazi Usa rivedendo la politica commerciale con un aumento dei prezzi fino al 10%. Così se prendiamo ad esempio il prezzo minimo di un'auto della Casa di Maranello che è di poco superiore ai 200.000 euro, il suo prezzo salirebbe di almeno 20.000 euro. La Ferrari conferma che gli obiettivi finanziari per l'anno 2025 restano invariati e parla di un fisiologico rischio di riduzione pari a 50 punti base sui margini percentuali di redditività, poi assicura che le condizioni commerciali rimarranno invariate per gli ordini di tutti i modelli importati prima del 2 aprile 2025 e per gli ordini delle tre famiglie Ferrari 296, SF90 e Roma. Diverso l'approccio di Pininfarina, Silvio Angori, vicepresidente e ceo di Pininfarina ritiene la misura dei dazi nell'immediato sicuramente un problema ma 'più tattici che strategici' quindi la resilienza diventa essenziale per poter superare l'ostacolo. Per Angori infatti 'i dazi avranno a brevissimo degli effetti sulla stessa economia statunitense che io credo faranno riconsiderare le decisioni'. Il presidente della holding Exor, John Elkann, ha affermato che ''l'American Automotive Policy Council, di cui Stellantis è membro, ha fatto una dichiarazione chiara circa il dialogo attualmente in corso con l'amministrazione Trump e soprattutto sulle incertezze'' che si aprirebbero per il mercato statunitense. In ogni caso, ha assicurato Elkann, ''siamo determinati a concentrarci sulle nostre compagnie e sulle loro performance nel 2025''.


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