Maggioranza, nella risoluzione al Dfp si chiedono misure dell’Unione Europea a favore dei settori a rischio

Maggioranza, nella risoluzione al Dfp si chiedono misure dell’Unione Europea a favore dei settori a rischio

Maggioranza, nella risoluzione al Dfp si chiedono misure dell’Unione Europea a favore dei settori a rischio Photo Credit: AnsaFoto.it/Riccardo Antimiani


Su un testo comune relativo al Documento di Finanza Pubblica hanno trovato la convergenza PD, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e con tutta probabilità Più Europa. Non c'è Azione: "Stiamo lavorando ad un nostro documento"

Si è tenuta ieri sera al Mef una riunione di maggioranza per mettere a punto la risoluzione in vista del voto domani in Aula sul Documento di Finanza Pubblica. Secondo quanto viene riferito da alcuni presenti, la Lega è tornata a chiedere di inserire nel testo la possibilità di uno scostamento di bilancio, richiesta che però non dovrebbe essere inserita nel testo così come non ci dovrebbe essere alcun riferimento al Mes.

Il testo

Il testo, in via di definizione, dovrebbe impegnare il governo a chiedere all’Europa la possibilità di attivare l'articolo 26 del regolamento sulla governance economica europea che prevede le clausole di salvaguardia nazionali, con la possibilità dell'attivazione in caso di "circostanze eccezionali". E' la possibilità illustrata ieri sera in Commissione dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "Quello che auspichiamo è l'attivazione dell'articolo 25, non escludiamo l'attivazione dell'articolo 26, 16 paesi l'hanno adottato per le spese della difesa", ha detto il titolare del Mef. La maggioranza insomma dovrebbe invitare l'esecutivo a chiedere all'Europa misure efficaci per i settori maggiormente a rischio, compreso quello degli autotrasportatori. E una deroga per i settori dell'energia e della Difesa. Oggi intanto in commissione Bilancio alla Camera è arrivato il via libera al testo del Dfp.

Le opposizioni

Le opposizioni dal loro canto si sono riunite per mettere a punto una risoluzione comune in vista del voto domani sul Documento di Finanza Pubblica. I tecnici ora sono al lavoro per definire il testo su cui hanno trovato la convergenza Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e dovrebbe farlo anche Più Europa. Non c'è Azione: "Stiamo lavorando a una nostra risoluzione", hanno fatto sapere.

Le concessioni balneari

Intanto l'emendamento al decreto Ponte (o Commissari) approvato in commissione Ambiente del Senato, che proroga le concessioni balneari nelle zone colpite da maltempo, va verso la bocciatura in commissione Bilancio per mancanza di adeguata copertura. A quanto si è appreso, sarebbe infatti arrivato il parere contrario del Mef per onerosità.

L’Istat

Tutto quando ad aprile sia il clima di fiducia dei consumatori sia l'indicatore per le imprese sono stimati in diminuzione. Lo comunica l'Istat, spiegando che tra i consumatori si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: è il dato più basso degli ultimi tre anni. E naturalmente c’entrano le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente: domani il Cdm, oltre a varare il piano casa, deciderà una proroga del taglio delle accise dei carburanti, sarà di 2 settimane, costerà mezzo miliardo di euro, e questa volta lo sconto sarà maggiore sul gasolio e minore sulla benzina. E la crisi energetica sta mettendo in fibrillazione la maggioranza, con gli alleati che sono sempre più inquieti. Soprattutto la Lega, che battaglia da giorni per strappare sui conti pubblici con Bruxelles. Nella risoluzione al Dfp che sarà votata domani in Parlamento, cme anticipato, il Carroccio accetterà un compromesso e metterà da parte la richiesta dello stop ai vincoli europei. Ma Salvini, sul tema, non cede: e per rispolverare la sua crociata anti-Ue, ha convocato per stasera tutti i parlamentari leghisti.

 


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