Maltempo, il Consiglio dei Ministri stanzia 100 milioni per l’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna

Maltempo, il Consiglio dei Ministri stanzia 100 milioni per l’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna

Maltempo, il Consiglio dei Ministri stanzia 100 milioni per l’emergenza in Calabria, Sicilia e Sardegna Photo Credit: AnsaFoto.it/Giuseppe Lami


I Governatori di Regione sono stati nominati commissari. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci: “Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate”

Come previsto, il governo-Meloni ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori della Sicilia, Sardegna e Calabria colpiti dal violento maltempo dei giorni scorsi.

La proposta

La proposta è stata avanzata e illustrata dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci nella seduta di oggi pomeriggio del Consiglio dei ministri, presenti anche i presidenti delle Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria. Lo stato di emergenza può durare 12 mesi, prorogabile per altri 12, come prevede il Codice di Protezione civile. Per fare fronte ai primissimi interventi previsti dall'art. 25 lettere a,b,c del Codice di protezione civile, è stata deliberata la somma complessiva di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali.

Musumeci

"Nei prossimi giorni il governo adotterà un nuovo provvedimento interministeriale, per consentire il ripristino e la ricostruzione delle infrastrutture danneggiate, non appena sarà definita la ricognizione dettagliata dei danni da parte delle Regioni. La attività di ricostruzione sarà coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi commissari delegati con ampi poteri di deroga", ha detto Musumeci.

Schifani

"Abbiamo apprezzato molto l'anticipazione del Consiglio dei ministri da parte del premier che è stata molto attenta a queste valutazioni. È un inizio di un percorso dove la grande scommessa, che non intendo perdere ma credo neppure il governo nazionale, è la velocità dei tempi. Ho insediato questa mattina una cabina di comando per fare in modo che si diano immediate risposte, anche finanziarie, a operatori, famiglie". Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine del Cdm. "Siamo nella fase dell'inventario vero dei danni, perché solo in questi giorni si potrà avere una contezza vera di quello che è stato il disastro", aggiunge.

L’opposizione

Ma l’opposizione protesta. "Quanto deliberato dal Consiglio dei ministri sullo stato di emergenza per la Sicilia è del tutto insufficiente e dimostra che il Governo non ha compreso la reale gravità della situazione". Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti della Camera. "Stiamo parlando di un territorio duramente colpito dal ciclone Harry, con danni enormi a infrastrutture, viabilità, abitazioni e attività produttive, per cifre che sono nettamente superiori ai 100 milioni annunciati dal Governo. Una somma che rischia di essere poco più che simbolica di fronte a un'emergenza di questa portata. Ancora più grave - prosegue Barbagallo - è che dal Consiglio dei ministri non arrivino norme chiare per garantire interventi rapidi, procedure semplificate e una ricostruzione veloce e tempestiva. Senza strumenti straordinari, lo stato di emergenza rischia di restare uno slogan. Il Governo smetta di fare propaganda e ascolti davvero i territori colpiti. La Sicilia ha bisogno di risorse adeguate, certezze sui tempi e di un piano serio di intervento. Il Partito Democratico continuerà a incalzare l'esecutivo affinché assuma decisioni all'altezza di una situazione la cui gravità è sotto gli occhi di tutti", conclude Barbagallo sottolineando come "solo per la Sicilia si parla di stime dei danni che superano il miliardo di euro". 


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