Medio Oriente, una delegazione iraniana in arrivo a Islamabad. Hegseth: "Occasione storica per Teheran"

Medio Oriente, una delegazione iraniana in arrivo a Islamabad. Hegseth: "Occasione storica per Teheran"

Medio Oriente, una delegazione iraniana in arrivo a Islamabad. Hegseth: "Occasione storica per Teheran" Photo Credit: ANSA


Il Pakistan raggiunge un importante obiettivo diplomatico: mediatori da Teheran in arrivo per riprendere i colloqui di pace con gli Usa. Intanto, il ministero della Difesa americana ragiona sulla sospensione di Madrid dal patto Nordatlantico

Mentre il linguaggio minaccioso rimbalza tra Teheran e Washinton, Islamabad non rinuncia a tentare la mediazione. Così, fonti governative hanno riferito che, a seguito di importanti mediazioni tra le squadre pachistana e iraniana, il ministro degli Esteri della Repubblica islamica Abbas Araghchi è atteso nella capitale del Pakistan con una piccola delegazione, già questa sera. Dunque, si prospetta un secondo round di colliqui di pace a breve.

"OPPORTUNITA' STORICA PER L'IRAN"

Ma nel Frattempo, il segretario della guerra americano, Pet Hegseth, dal Podio del Pentagono non sembra spuntare le richieste da presentare ai tavoli dei prossimi giorni. Il ministro ha affermato che gli iraniani hanno l’opportunità storica di fare un accordo serio per chiudere le ostilità. Ma per Heghseth la linea rossa resta il programma nucleare ‘’Teheran non avrà mai l’atomica” ha detto. Poi, è passato all’approccio muscolare per intimidire l’avversario: gli Stati Uniti hanno la supervisione globale della navigazione, nessuno può solcare i mari senza l’ok degli Usa, soprattutto a Hormuz, dove il nostro controllo sta aumentando. Niente entra né esce, ha dichiarato. ‘abbiamo tutto il tempo del mondo’ ha detto l’ex commentatore di Fox News, ommeglio, ha spiegato, tutto quello che vorrà Trump


LA LEGGE DEL TAGLIONE

Rapporti di forza e ora legge del taglione. La guerra imbarbarisce, e nei tempi attuali non stupisce la retorica utilizzata da Iran e Stati Uniti. ‘occhio per occhio, ha minacciato il vicepresidente iraniano Esfahani. Il leader islamico ha risposto così a Washington per le minacce di attacchi ai pozzi petroliferi, se saltasse la tregua. In tal caso, ha detto Esfahani, colpiremo gli impianti di estrazione di greggio presenti sul territorio dal quale siano partiti gli attacchi. Inoltre, rispondendo alle affermazioni di Trump che facevano riferimento all’esaurimento delle scorte energetiche dell’Iran a causa della chiusura di Hormuz, il vicepresidente ha chiarito che l’approvvigionamento non preoccupa, perché sono stati presi provvedimenti necessari. 


ESPULSIONE DALLA NATO: LA MAIL INFORMALE 

Trump lo aveva minacciato, ora un messaggio ufficioso confermerebbe l’indiscrezione. Secondo una e-mail interna del Pentagono rivelata da fonti americane alla Reuters, gli Usa starebbero delineando opzioni per 'punire' gli alleati Nato che non hanno aiutato nella guerra contro l'Iran, ipotizzando sospensioni. La prima a cadere sotto la falce americana potrebbe essere la Spagna. Nella missiva elettronica Madrid è colpevole di non aver supportato gli sforzi militari americani con esplicite dichiarazioni del premier Sanchez, che aveva negato l’utilizzo delle basi aeree spagnole ai caccia statunitensi coinvolti nel conflitto, specificando che il suo Paese si sarebbe attenuto alle regole dell’Alleanza. Washington non concorda sull’interpretazione delle suddette regole, quindi si prepara ad una risposta, che, però, al momento, è solo ufficiosa e circola tra le stanze del ministero della guerra. Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha chiarito che non lavora sulla base di e-mail, e da Cipro, dove sono in corso le riunioni informali dei leader dell’Ue, fa sapere che risponderà solo quando ci saranno documenti ufficiali




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