Meloni, cronaca di una visita annunciata: dalla Cgil nessun fischio e due - timidi - applausi (storici)

Meloni, cronaca di una visita annunciata: dalla Cgil nessun fischio e due - timidi - applausi (storici)

Meloni, cronaca di una visita annunciata: dalla Cgil nessun fischio e due - timidi - applausi (storici)


La premier non arretra su nulla, a partire dal no al salario e dallo stop al reddito di cittadinanza, mentre la sala rimane impassibile al ricordo di Marco Biagi di cui tra 2 giorni è l'anniversario dell'assassinio per mano dei terroristi delle Brigate Rosse

I peluche rimangono sui banchi e i fischi strozzati in gola. L'arrivo del presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni questa mattina a Rimini per il congresso della Cgil non si trasforma in una contestazione rumorosa come qualcuno vorrebbe. Anche se quando sale sul palco una trentina dei sindacalisti più intransigenti, dopo aver riempito l’assise di Peppa Pig, lascia la sala cantando Bella Ciao, mostrando il pugno chiuso e ignorando l'appello lanciato poco prima del segretario Maurizio Landini: "Stiamo per vivere un momento importante. Abbiamo deciso che vogliamo parlare con tutti e dobbiamo imparare ad ascoltare, anche chi ha posizioni, idee e proposte diverse dalle nostre. Ascoltare - conclude - è anche la condizione per chiedere il diritto di essere ascoltati".


Il tono

Meloni parla per circa mezz'ora, senza mai alzare la voce, il tono compassato. E la sala ascolta in silenzio, nessun fischio e solo 2 applausi, quando Meloni condanna l'assalto del 2021 alla sede nazionale del sindacato, e quando termina il discorso. Mentre la sala rimane impassibile al ricordo di Marco Biagi di cui tra due giorni ricorre l'anniversario dell'assassinio ad opera delle Brigate rosse. Terminato l'intervento, ad aspettare la premier all'uscita, oltre alla stampa cui ribadisce di non temere le contestazioni, ci sono gli esponenti politici locali del centrodestra, a cominciare dalle parlamentari Domenica Spinelli e Beatriz Colombo che le donano un mazzo di rose bianche.


Il dialogo

Ma riavvolgiamo il nastro della giornata e partiamo dall’inizio: pronta a fare la sua parte, pronta al confronto, al dialogo senza pregiudizi. La presidente del consiglio si è presentata così, puntuale alle 12, davanti alla platea del XIX congresso della Cgil, riunito a Rimini. "Ringrazio tutta la Cgil dell'invito, ringrazio anche chi mi contesta, in alcuni casi con slogan efficaci", ha detto citando lo slogan di Chiara Ferragni rivisto per l'occasione in 'pensati sgradita', e ha aggiunto: "Non sapevo che la Ferragni fosse una metalmeccanica…Non ho voluto rinunciare a questo appuntamento in segno di rispetto e in coerenza con un percorso di ascolto e confronto che il governo intende portare avanti. Questo congresso nazionale è un esercizio di democrazia che non può lasciare indifferente chi ha responsabilità decisionale".


La data

E l’appuntamento di Rimini cade in una data importante per il nostro Paese: "Oggi è la festa dell'Unità Nazionale, la mia presenza, oltre a colmare l'assenza di un presidente del consiglio a questo congresso dopo 27 anni, cerca di celebrare l'unità nazionale, l'unità non è annullare la contrapposizione, l'unità è l'interesse superiore. Noi lavoriamo tutti con lo stesso obiettivo: il bene per la nostra nazione. Ci sono ottime ragioni per confrontarsi con la forza delle idee di ciascuno di noi. Ho letto la relazione del segretario Landini, sono contenta di leggere che la Cgil non è un sindacato di opposizione, figuriamoci se lo fosse", scherza la premier entrando subito nel dettaglio delle proposte del governo e rivendicando quanto fatto fino ad ora: "L'Italia fa registrare il tasso di occupazione storicamente basso e sotto la media europea, la situazione peggiora considerando l'occupazione femminile, i salari dei lavoratori italiani sono bloccati da oltre 30 anni, c'è un'emergenza? Si, le ricette usate finora non hanno funzionato, bisogna immaginare una strada nuova, quella di puntare tutto sulla crescita economica. Per favorire la crescita occupazionale e per aumentare le retribuzioni io credo che la base sia far ripartire l'economica, liberare le energie migliori. A mio avviso la legge delega sulla riforma fiscale è stata un po' frettolosamente bocciata da alcuni, vogliamo migliorare l'efficienza delle imposte, ridurre il carico fiscale, contrastare adeguatamente l'evasione fiscale. E' una riforma che guarda con molta attenzione al lavoro".


Gli obiettivi

Gli obiettivi del governo, con la riforma fiscale, sono "una riduzione progressiva delle aliquote Irpef, introduzione anche per i lavoratori dipendenti di una tassa piatta agevolata che comporta un riconoscimento del principio del merito, rendere interamente deducibili benefici come trasporti, scuole che vengono dati solo ai lavoratori dipendenti, vogliamo allineare i lavoratori dipendenti ai pensionati sulla no tax area, vogliamo abbassare progressivamente l'Ires per chi investe e assume a tempo indeterminato in Italia, con il principio più assumi meno tasse paghi, vogliamo un rapporto diverso tra fisco e contribuente, questo non significa tollerare l'evasione fiscale". Il presidente del Consiglio si dice poi preoccupata per il clima di violenza politica: "In questi mesi mi pare che siano sempre più frequenti segnali di ritorno alla violenza politica, con l'inaccettabile attacco degli esponenti di estrema destra alla Cgil e le azioni dei movimenti anarchici che si rifanno alle Br: voglio ricordare Marco Biagi, fra due giorni ricorre l'anniversario dell'assassinio da parte delle Br, un uomo che ha pagato con la vita il suo impegno e il suo lavoro. È necessario che tutte le forze politiche, sindacati e corpi intermedi combattano insieme contro questa deriva".


Rdc

E la premier non poteva non affrontare la questione del reddito di cittadinanza e del salario minimo: "Credo che l'introduzione del salario minimo legale non sia la strada più efficace: io temo che la fissazione per legge di un salario minimo diventi non una tutela aggiuntiva ma una tutela sostitutiva. La soluzione, a mio avviso, invece è stendere contratti collettivi a vari settori e intervenire per ridurre il carico fiscale sul lavoro". E sul reddito di cittadinanza: "Ha fallito gli obiettivi per cui era nato, mettendo e nello stesso calderone chi poteva lavorare e chi non poteva lavorare, mettendo insieme politiche sociali e politiche attive del lavoro. Vogliamo tutelare chi non è in grado di lavorare, chi ha perso il lavoro, gli invalidi ma per chi può lavorare la soluzione è creare posti di lavoro, inserire queste persone in corsi di formazione anche retribuiti".


Rimini

Intanto Potere al Popolo denuncia che proprio stamane a Rimini, dove erano andati a contestare Meloni, "i nostri compagni con le bandiere di Potere al Popolo sono rimasti in stato di fermo e con i documenti trattenuti dalla Polizia per più di due ore, e lo striscione è stato sequestrato". In passato, aggiungono, "abbiamo avuto da ridire con il servizio d'ordine della Cgil e ci siamo confrontati con la polizia a difesa dei fascisti, ma è la prima volta che queste due cose avvengono insieme. Cgil e governo sono nemici dei lavoratori, alleati nella repressione contro chi ha il coraggio di dirglielo pubblicamente". 


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