Montecitorio, al Question time il duello Meloni-Schlein diventa scontro (con stretta di mano finale)

Montecitorio, al Question time il duello Meloni-Schlein diventa scontro (con stretta di mano finale)

Montecitorio, al Question time il duello Meloni-Schlein diventa scontro (con stretta di mano finale)


Botta e risposta pure con i 5S. La premier sul 110 evoca quel "gratuitamente" rinfacciato a Conte come leit motiv per sostenere i vantaggi del bonus. Silvestri 'ricambia' con il "globo terracqueo" cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio a Cutro

Il primo confronto Meloni-Schlein è stato un dibattito acceso oggi alla Camera dei deputati, durante il question time del presidente del Consiglio. Incalzata sul tema della precarietà e del lavoro povero dalla segretaria del PD Elly Schlein, la premier Meloni ha risposto che "chi ha governato finora ha reso più poveri i lavoratori italiani. Questo governo deve fare quello che può per invertire la rotta", spiegando che "il governo non è convinto che la soluzione sia la fissazione di un salario minimo legale. Perché a mio avviso, mi interrogherei che il salario minimo legale possa diventare non un parametro aggiuntivo delle tutele garantite, ma un parametro sostitutivo e unico". Per Giorgia Meloni il vero problema è la tassazione troppo altra alle imprese, che impedisce le assunzioni. Nella sua replica, Elly Schlein ha affermato che quella al governo "è una destra ossessionata dall'immigrazione ma che non vede l'emigrazione di tanti giovani che sono costretti da salari così bassi e dai contratti così precari a costruirsi un futuro altrove". Alla fine comunque nei corridoi di Montecitorio le due donne, entrambe leader di partito, si stringono la mano e si salutano.


I temi

Tanti i temi toccati nelle risposte del presidente del Consiglio, tra cui alcune anticipazioni, come nel caso della riforma fiscale: "Il tema della riforma fiscale è uno dei temi alla quale il governo lavora. Noi siamo convinti che la riforma fiscale costituisca un fattore fondamentale per il rilancio della nostra economia, per incoraggiare gli investimenti, l'impresa e per assicurare maggiore ricchezza e benessere ai lavoratori. Per questo sono lieta di annunciare che la legge delega di riforma fiscale verrà portata al CdM di domani". "I principi cardine di questa riforma - ha aggiunto - sono principalmente tre: riduzione della pressione fiscale che grava sui cittadini e sulle imprese di questa nazione; un nuovo rapporto tra lo Stato e il contribuente che non sia più un rapporto vessatorio, ma un rapporto paritetico e collaborativo; e una reale lotta all'evasione fiscale, posto che le misure adottate finora non sembrano aver sortito effetto".


I migranti

Giorgia Meloni poi è intervenuta di nuovo sul tema dei migranti. Oltre a ribadire che il recente naufragio in Libia, che ha portato alla morte di 30 dei 47 migranti a bordo, è avvenuto nell'area Sar di responsabilità libica, ha sottolineato che "il governo non intende piegarsi alle molte e potenti pressioni di chi vorrebbe imporre la visione ideologica di un mondo privo di confini nazionali in nome di un indefinito diritto a migrare. L'azione di governo sarà al contrario incentrata al rispetto della legge e del diritto nazionale e internazionale mettendo fine alle anomalie che hanno caratterizzato l'approccio italiano al tema migratorio". Soffermandosi sul "Piano Mattei" come strategia di cooperazione incentrata su un rapporto paritetico con i Paesi africani, ha evidenziato che tale iniziativa sia volta anche a "garantire alle popolazioni africane il fondamentale diritto a non essere costrette a migrare in cerca di una vita migliore".


L’energia

Molte le domande del question time anche sul tema dell'energia. "Noi riteniamo che nel rispetto degli impegni internazionali assunti sulla riduzione delle emissioni climalteranti si debba mantenere un approccio pragmatico e non un approccio ideologico - afferma la Meloni - La sostenibilità ambientale non deve mai essere disgiunta dalla sostenibilità economica e sociale e una volta definiti i target di riduzione delle emissioni deve essere assicurata neutralità tecnologica". E continua: "sulla crisi idrica stiamo attivando una Cabina di regia per prevenire il fenomeno prima che deflagri, perché la situazione non è messa molto bene per come l'abbiamo trovata". Sul nucleare, invece, ha specificato che il governo non intende intraprendere alcuna azione in assenza di un chiaro atto di indirizzo del Parlamento.


Il 110

Non è mancato un affondo al Superbonus, sul quale la premier ha le idee chiare: "la norma ha anche consentito la proliferazione di un mercato opaco e non governato di circolazione di crediti fiscali, a tutto vantaggio non delle imprese che quegli interventi avevano realizzato e per i quali oggi giustamente reclamano il pagamento, ma dei vari intermediari anche finanziari intervenuti a raccogliere questi crediti con un prezzo a sconto sul valore nominale, lucrando sul differenziale poi portato all'incasso con l'erario". Sul versante europeo, il presidente del Consiglio ha parlato di case green, MES e Pnrr. Nel primo caso, ha dichiarato che "la proposta di direttiva sulle Case Green è un testo che a nostro avviso prevede degli obiettivi temporali che non sono raggiungibili per l'Italia, il cui patrimonio immobiliare è inserito in un contesto molto diverso da quello di altri Stati membri". Nel caso del MES, ha invece esposto le sue perplessità sul fatto che si tratta di uno strumento che andrebbe rivisto, poiché pensato nel contesto dell'austerità e quindi con condizionalità a suo parere molto stringenti. Sull'attuazione del Pnrr, infine, la Meloni è intervenuta sulle difficoltà degli enti locali, assicurando che "compatibilmente con le disponibilità finanziarie e restando in linea con il quadro di finanza pubblica siamo disponibili e pronti a valutare ulteriori interventi, ulteriori risorse che possano essere destinate agli enti locali. In quest'ottica la determinazione dell'entità degli interventi nei prossimi mesi va valutata all'esito della programmazione".


Il ‘duello

Ma torniamo al duello tanto atteso. Segue con attenzione tutti gli interventi e, ogni tanto, corregge a penna e 'lima' il suo question time. Elly Schlein esordisce attentissima, in aula alla Camera, come segretaria del Pd alla seduta di Montecitorio dedicata alle interrogazioni rivolte a Giorgia Meloni. La segretaria Dem siede al suo scranno, tra Chiara Gribaudo e Debora Serracchiani, e non perde un intervento. Tra gli altri, dedica più di un applauso al 'qt' dei Verdi sulla transizione ecologica e a quello del M5S sul caro mutui. Con la premier, seduta a pochi metri da lei sui banchi del governo, nemmeno uno sguardo durante la seduta. Concentratissima, Schlein si concede solo qualche breve sorso d'acqua. ''Signora presidente'', esordisce richiamando la premier che intanto prende appunti, ma che si interrompe subito per seguire le parole della leader dem. ''Noi ci siamo'', per il salario minimo e il congedo paritario, dice Schlein. La Meloni, tra gli applausi di FdI, richiama alla responsabilità ''chi ha governato sino ad ora'', per i tagli ai salari. La leader dem segue con attenzione le parole della presidente del Consiglio. La Meloni conta sul supporto deciso di FdI, con i deputati che a un certo punto si alzano anche in piedi per una standing ovation. Dai banchi dem, alle parole della premier, replica platealmente Peppe Provenzano mettendosi le mani nei capelli. ''Le sue parole non ci soddisfano'', sentenzia la Schelin affondando: ''Ora ci sono io all'apposizione, a voi tocca dare risposte''. Quando replica la segretaria dem, la premier risponde ad alta voce ma fuori microfono, ''questo l'ho detto!''. La Schlein finisce tra gli applausi dei deputati dem e tra i 'buuu' di FdI sui diritti dei figli delle coppie gay che la stessa Meloni 'seda' a gesti. A stringere la mano alla segretaria, tra gli altri, Enrico Letta.


Il M5S

Un botta e risposta c’è anche con i 5S. Centrato sulle rispettive 'parole chiave', o comunque diventate iconiche nelle cronache recenti. Giorgia Meloni replica a M5s sul tema del Superbonus e in chiusura evoca quel "gratuitamente" rinfacciato dalla maggioranza a Giuseppe Conte come leit motiv per sostenere i vantaggi della misura. Il capogruppo pentastellato a Montecitorio, Francesco Silvestri, 'ricambia' evocando invece il "globo terracqueo" cui ha fatto riferimento il presidente del Consiglio nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri a Cutro. "Occorre intervenire, come continueremo a fare, per il riassorbimento dei crediti ancora in circolazione, stando attenti che non si traduca anche questo in un'occasione per lucrare impropriamente su rendite di posizione", dice allora Meloni spiegando anche che "si', siamo pronti ad adottare ogni misura richiesta dalla necessità di prevenire e correggere squilibri come quelli che sono stati generati da norme che 'gratuitamente' - rimarca - hanno consentito le distorsioni prodotte". In sede di replica, è Silvestri a far notare che "noi abbiamo una soluzione: prendere i soldi dagli extraprofitti delle banche per istituire subito un fondo che aiuti i cittadini alle prese con l'aumento delle rate del mutuo". "Si tratta di una soluzione semplice, che non va ricercata nel globo terracqueo...", è la sottolineatura del capogruppo M5s che ricambia di fatto l'argomento dialettico del presidente del Consiglio.



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