Patto stabilità, Gentiloni soddisfatto dal sì dell’Europarlamento, ma solo 3 italiani votano a favore

Patto stabilità, Gentiloni soddisfatto dal sì dell’Europarlamento, ma solo 3 italiani votano a favore

Patto stabilità, Gentiloni soddisfatto dal sì dell’Europarlamento, ma solo 3 italiani votano a favore Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Tutti gli eurodeputati italiani si sono astenuti o hanno votato contro, tranne Marco Zullo di Renew Europe e Lara Comi e Herbert Dorfmann del Ppe che hanno dato il via libera (lo ha dato pure Sandro Gozi di Renew, ma è stato eletto nelle liste francesi)

Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, ha espresso oggi a Strasburgo "soddisfazione per l'approvazione delle nuove regole del Patto di stabilità e di crescita, che migliorano le regole attuali", perché nonostante sia stato influenzato dalla forte spinta verso le posizioni più rigide dei tedeschi, è rimasta buona parte dell'impostazione originale della Commissione europea, e comunque; e quanto all'astensione del Pd è "un fatto di politica interna", ha commentato.

Il compromesso

"Naturalmente - ha detto il commissario incontrando la stampa italiana dopo il voto - sappiamo che si tratta di un compromesso, sappiamo che la questione è da sempre una delle questioni più complicate e più controverse a livello europeo; ma aver raggiunto questo compromesso e poterlo varare con il voto finale di oggi a larghissima maggioranza del Parlamento europeo è molto positivo". "Positivo - ha continuato - anche perché questo compromesso conserva alcuni degli aspetti fondamentali della proposta della Commissione, pur modificandola, ovviamente: in primo luogo una maggiore gradualità nei percorsi di aggiustamento di bilancio; in secondo luogo la possibilità, anzi l'impegno per ciascun paese a disegnare il proprio percorso di riforme, investimenti e prudenza di bilancio nei prossimi quattro sette anni; e in terzo luogo, e questo grazie anche al contributo del Parlamento europeo, uno spazio certamente maggiore per gli investimenti, rispetto alle regole esistenti. Si tratta in particolare di investimenti legati alla difesa, investimenti legati al cofinanziamento di fondi europei, investimenti legati alle nostre grandi priorità come Unione europea". "Per l'Italia - ha indicato Gentiloni - questo naturalmente vuol dire che abbiamo di fronte una doppia sfida: da un lato la sfida di politiche di bilancio prudenti, che sono indispensabili per un paese con un deficit e un debito così alti; ma al tempo stesso la sfida continua a continuare con investimenti pubblici che sostengano la crescita e sostengono la nostra economia. Qui naturalmente - ha aggiunto - ci soccorrono le nuove regole di bilancio, ma ci soccorre anche il Pnrr, la grande disponibilità delle risorse del Pnrr". "Quindi direi una buona giornata, che rende il nostro Patto di stabilità forse un po' più intelligente", ha sottolineato il commissario, con riferimento alla famosa battuta di Romano Prodi, che da presidente della Commissione definì il Patto "stupido".

Il Pd

A un giornalista che faceva notare che il Pd si è astenuto, Gentiloni ha risposto: "Si è astenuto mi sembra, immagino, più per ragioni di politica interna". E a chi chiedeva se pensi che sull'astensione di quasi tutti gli eurodeputati italiani abbia influito la vicinanza della delle elezioni, ha replicato: "Questo non so dire" e ha aggiunto ironicamente: "Abbiamo unito la politica italiana. Questo è un fatto". Quanto all'influenza dell'approccio più rigido di stampo tedesco sulla riforma del Patto, il commissario ha negato che abbia "prevalso", e ha osservato: "Direi che la proposta è stata modificata anche perché c'è stata una forte spinta in quella direzione. Però nell'insieme si è arrivati a un compromesso che, come dicevo, mantiene molti degli elementi fondamentali della proposta della Commissione". "Credo - ha spiegato Gentiloni - che dobbiamo sempre ricordarci che tutto questo avviene non in una situazione di mancanza di regole di bilancio, come è stata la situazione del 20 marzo 2020 alla fine del 2023, quando noi abbiamo avuto effettivamente quasi quattro anni in cui erano sospese le regole di bilancio europee, e in cui quindi ciascun paese poteva fare le sue scelte. Siamo ovviamente tutti consapevoli che un'unione monetaria che condivide la stessa moneta deve avere delle regole di bilancio comune. Quelle che sono state oggi approvate sono certamente migliori di quelle esistenti. Esistenti, non precedenti - ha puntualizzato -, perché dal primo gennaio quelle precedenti sono rientrate in vigore".

Il messaggio

"Quindi - ha sintetizzato il commissario - il messaggio è molto semplice: le regole che oggi il Parlamento europeo ha definitivamente approvato sono migliori perché più flessibili, perché più aperte agli investimenti, perché danno più autonomia ai singoli paesi rispetto a quelle esistenti". A un giornalista che chiedeva se l'Italia, con un deficit al 7,4% nel 2023, avrà più problemi degli altri paesi, Gentiloni ha poi risposto che "certamente chi ha il deficit più alto ha una sfida più complicata; ma detto questo, con le regole esistenti la sfida sarebbe forse molto molto difficile da attuare. Con le nuove regole sarà più compatibile".

La Commissione

La Commissione, gli è stato chiesto a questo punto, avvierà procedure per deficit eccessivo per gli 11 paesi con un deficit oltre il 3% del Pil, dopo i dati definitivi pubblicati ieri da Eurostat per il 2023? "Le decisioni sulle procedure di deficit eccessivo - ha confermato - saranno prese quando presenteremo il pacchetto di primavera" del semestre europeo, "e questo sarà il 19 giugno. Naturalmente guardando i dati di Eurostat si può avere una buona anticipazione delle decisioni potenziali. Ma le vere decisioni arriveranno solo nella seconda metà di giugno". Infine, riguardo ai nuovi "piani di medio termine" che gli Stati membri dovranno presentare secondo le nuove regole approvate oggi, il commissario ha precisato che "le nostre richieste agli Stati membri sono di presentarli entro il 20 settembre. Ma sappiamo che questo è la prima volta, e che ci sarà un certo grado di flessibilità", precisando poi che la flessibilità è da intendere "rispetto alla scadenza, non al contenuto" dei piani. "Ma la decisione di cominciare a dare attuazione alle nuove regole nel 2025 è stata una decisione presa, e largamente condivisa, dagli Stati membri. Quindi non è qualcosa che è stata imposta dalla Commissione agli Stati membri. Se si vuole cominciare ad applicare le nuove regole il prossimo anno - ha concluso Gentiloni -, bisogna che ci siano dei piani di medio termine quest'autunno".



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