Pizzolato condannato a 5 anni e 4 mesi per violenza sessuale di gruppo
06 luglio 2026 alle ore 19:40, agg. alle 19:58
Il Tribunale di Trapani ha inflitto la stessa pena anche agli altri tre imputati. Il procedimento nasce dalla denuncia di una turista finlandese per fatti del 2022
La vicenda giudiziaria che coinvolge il pesista azzurro Antonino Pizzolato si è conclusa in primo grado con una pesante condanna. Il Tribunale di Trapani ha inflitto all'atleta, due volte medaglia di bronzo olimpica, una pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale di gruppo. La stessa sentenza ha riguardato anche gli altri tre imputati del processo: Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì, riconosciuti colpevoli degli stessi fatti.
DA DOVE NASCE IL PROCEDIMENTO?
Il procedimento nasce dalla denuncia presentata da una turista finlandese di 27 anni, che ha raccontato di essere stata vittima di un'aggressione sessuale durante una vacanza in Sicilia. L'episodio risale alla notte tra il 21 e il 22 luglio del 2022 e sarebbe avvenuto all'interno di una casa vacanze in provincia di Trapani, dove i quattro uomini si trovavano insieme. Le indagini avviate dopo il racconto della giovane hanno portato all'apertura del processo davanti al Tribunale di Trapani, conclusosi ora con la condanna dei quattro imputati. I giudici hanno stabilito per tutti la stessa pena detentiva, pari a cinque anni e quattro mesi di carcere. Oltre a Pizzolato, sono stati condannati Davide Lupo e Stefano Mongiovì, entrambi originari di Ribera, in provincia di Agrigento, e Claudio Tutino, residente a Cattolica Eraclea, sempre nell'Agrigentino.
ANTONIO PIZZOLATO, CHI È?
La sentenza riguarda uno degli sportivi italiani più conosciuti nel panorama del sollevamento pesi. Nato a Castelvetrano, Antonino Pizzolato gareggia con i colori delle Fiamme Oro ed è stato protagonista di una carriera di alto livello internazionale. Nel suo palmarès figurano due medaglie di bronzo olimpiche conquistate in due edizioni consecutive dei Giochi: la prima a Tokyo 2020, disputata nel 2021 a causa della pandemia, e la seconda a Parigi 2024. La decisione del Tribunale rappresenta il primo grado del procedimento giudiziario. Come previsto dall'ordinamento italiano, la condanna non è definitiva e potrà essere impugnata nei successivi gradi di giudizio.